Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an epistemological and bioethical analysis of the life and spiritual trajectory of Mother Teresa of Calcutta (Anjezë Gonxhe Bojaxhiu) through the theoretical framework of Kairology (Kairologia) and Person-Centered Medicine (Medicina Centrata sulla Persona), formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. By synthesizing historical-biographical data, private correspondence, and person-centered medical epistemology, this study demonstrates how Mother Teresa’s existential turning points—most notably her 1942 private vow, her 1946 “call within the call,” and her decades-long “dark night of the soul”—represent paradigmatic operationalizations of kairological teleonomy. Rather than viewing her prolonged spiritual dryness as a psychological crisis or faith deficit, kairological hermeneutics interprets it as an intense state of ontological pathos, wherein the absence of affective divine consolation is transformed through high-level existential coping into empathetic identification with the abandoned. Furthermore, her clinical and humanitarian work at Nirmal Hriday exemplifies the rejection of biomolecular reductionism and the “culture of waste,” embodying the person-centered principle that human life possesses irreducible divine value across its biological, psychological, and spiritual dimensions from conception to natural death.

Keywords

Kairology, Giuseppe R. Brera, Mother Teresa of Calcutta, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Dark Night of the Soul, Existential Coping, Relational Epigenetics.

Introduzione e Inquadramento Epistemologico

La scienza medica contemporanea sta vivendo una trasformazione epistemologica e clinica di portata storica, caratterizzata dal progressivo superamento del riduzionismo bio-molecolare e dall’affermazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine, PCM)1. Formulato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera ed elaborato scientificamente presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questo paradigma riconsidera la natura della scienza medica a partire dal valore irriducibile della persona umana, intesa nella sua globalità psicobiologica e spirituale dal concepimento alla morte naturale1. La Medicina Centrata sulla Persona fonda le proprie basi sull’integrazione tra i risultati empirici delle scienze di base—quali la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), la neurobiologia e l’epigenetica relazionale—e le acquisizioni fondamentali dell’antropo-analisi e della fenomenologia1.
Al centro di questo riorientamento teorico risiede la Kairologia (Kairologia), concepita da Brera nel 1993 come un’ermeneutica unificante della natura umana4. Nata originariamente dallo studio clinico e fenomenologico del pensiero simbolico dell’adolescente, la Kairologia interpreta l’essere umano come un soggetto intrinsecamente teleonomico, ossia guidato da una tendenza naturale, consapevole o inconsapevole, a realizzare la propria esistenza orientandosi verso tre vettori fondamentali: Verità, Amore e Bellezza1. La salute cessando di essere definita semplicemente come assenza oggettiva di malattia o mero equilibrio omeostatico, viene integrata nel concetto di adattamento creativo e sviluppo delle risorse soggettive, attraverso cui il singolo affronta i fattori di rischio e risponde alla domanda interiore di senso1.
L’applicazione dell’ermeneutica kairologica breriana alla biografia spirituale e all’opera assistenziale di Madre Teresa di Calcutta (1910–1997) offre un terreno di indagine di straordinaria profondità scientifica ed etica2. La rivelazione delle sue lettere private nel volume Come Be My Light ha documentato una condizione esistenziale segnata da oltre cinquant’anni di “oscurità interiore” e dolorosa aridità spirituale9. L’analisi di questo vissuto attraverso i principi della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona consente di trascendere sia le descrizioni puramente agiografiche sia le riduzioni psichiatriche o scettiche, restituendo l’immagine di un’esistenza in cui la gestione del pathos ontologico si è trasdotta in un’efficacia clinica ed assistenziale rivoluzionaria1.

La Struttura Antropologica e Psiconeurobiologica della Kairologia

Per comprendere la traiettoria esistenziale di Madre Teresa alla luce del pensiero breriano, è necessario precisare l’architettura concettuale della Kairologia e la sua articolazione nelle scienze umane e mediche1.
La dimensione fondamentale del paradigma kairologico risiede nella distinzione tra Chronos e Kairos1. Se il Chronos rappresenta la successione quantitativa e lineare del tempo misurabile, il Kairos costituisce il tempo opportuno, l’istante qualitativo ed esistenziale in cui la persona viene interpellata da una possibilità di scelta e da una domanda di significato1. Nel Kairos, il soggetto si trova immerso in una polarità relazionale consapevole tra l’Io e il Tu, chiamata a tradursi in una decisione etica e responsabile1. La sofferenza e la gioia non sono eventi casuali della biologia, ma momenti kairologici attraverso i quali la persona è messa nelle condizioni di scoprire e realizzare la propria natura ontologica1.
La Kairologia concepisce la persona come un’unità indissolubile ed interattiva di tre dimensioni dotate del medesimo valore epistemologico1:

  • Corpo: l’insieme strutturato e dinamico dei fenomeni biologici e fisiologici1.
  • Mente: il sistema dei processi simbolici, percettivi, affettivi e comportamentali1.
  • Spirito: l’apertura alla trascendenza e la naturale “domanda di significato” (meaning inquiry) dell’essere umano1.

Tali mondi non sussistono come compartimenti stagni, ma interagiscono in modo bidirezionale e teleonomico1. Nel quadro epistemologico sviluppato presso l’Università Ambrosiana, la definizione classica boeziana della persona (“persona est rationalis naturae individua substantia”) rivela evidenti limiti sia pedagogici sia bioetici4. Se il valore della persona venisse ancorato esclusivamente all’esercizio attuale delle sue capacità razionali o cognitive, si rischierebbe di escludere dalla piena dignità umana i soggetti fragili, gli adolescenti in fase di maturazione, gli ammalati terminali o gli individui in stato di grave compromissione neurologica2. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona sostengono invece che la dignità del soggetto ha una matrice trascendente ed inviolabile dal concepimento alla morte naturale, irriducibile a qualsiasi utilità economica, ideologia o dogma riduzionista1.
Dal punto di vista della fisiologia clinica e della PNEI, la Kairologia trova fondamento scientifico nella teoria della relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping1. Formulata da Brera, questa teoria dimostra che la risposta dell’organismo agli eventi di vita non è determinata in modo rigido dallo stimolo esterno, ma dipende dalla qualità delle risorse di adattamento (coping) e dall’interpretazione soggettiva dell’esperienza1. L’epigenetica relazionale e morale documenta come gli stati affettivi, le relazioni interpersonali e le scelte etiche modulino l’espressione genica, l’assetto neurobiologico e il carico allostatico, fornendo la prova molecolare dell’interazione continua tra mente, corpo e spirito2.

Ermeneutica Kairologica dei Momenti di Svolta nella Vita di Madre Teresa

La vita di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu si è articolata attraverso una serie di snodi kairologici che ne hanno definito l’orientamento teleonomico e l’impatto storico-sanitario1.
Il primo Kairos decisivo si colloca nel 1942 quando, mentre era religiosa professa nelle Suore di Loreto a Calcutta, pronunciò un voto privato segreto con il quale si impegnava in modo vincolante a non rifiutare mai nulla a Dio, scegliendo di dare sempre la risposta di massimo amore a ogni richiesta interiore9. Sotto l’aspetto kairologico, questo voto rappresenta la strutturazione primaria di un’alleanza ontologica1. Tale atto ha impresso una direzione teleonomica incrollabile alla sua vita affettiva ed intellettuale, preparando l’organismo e la psiche a sostenere il peso di prove future di eccezionale gravità1.
Il secondo e più celebre momento kairologico avvenne il 10 settembre 1946 durante un viaggio in treno verso Darjeeling, evento noto nella storiografia spirituale come la “chiamata nella chiamata” (the call within the call)9. In quell’occasione, Madre Teresa avvertì l’imperativo interiore di abbandonare la quiete del convento di Loreto per immergersi nelle macerie umane degli slums di Calcutta, mettendosi al servizio dei più poveri tra i poveri9. Le espressioni simboliche che accompagnarono questo momento—Come, be My light (“Vieni, sii la mia luce”) e il grido di Cristo sulla croce I Thirst (“Ho sete”) —costituiscono il codice semantico del suo nuovo orientamento di vita9. In termini kairologici, questo evento segna il passaggio dal tempo cronologico a una dimensione in cui la domanda di significato dello spirito riorganizza istantaneamente la mente e l’agire biologico del soggetto1.
Il terzo Kairos si concretizzò tra il 1948 e il 1950 con l’uscita dall’ordine di Loreto, l’adozione del sari bianco bordato di blu e la fondazione delle Missionarie della Carità9. L’apertura nel 1952 della casa per moribondi Nirmal Hriday a Kalighat rappresenta l’estrinsecazione clinica e comunitaria della sua visione: raccogliere gli abbandonati dalle strade per offrire loro cure mediche essenziali, igiene, sollievo dal dolore e, soprattutto, uno sguardo umano capace di restituire la consapevolezza della dignità personale negli ultimi istanti di vita2.
La tabella seguente riassume la corrispondenza tra gli eventi della biografia cronologica di Madre Teresa e le relative categorie kairologiche e teleonomiche definite dal paradigma breriano.
 

Evento Cronologico (Chronos) Momento Kairologico (Kairos) Dimensione Antropologica Prevalente Vettore Teleonomico e Meccanismo Psiconeurobiologico
1928–1941: Ingresso nelle Suore di Loreto e insegnamento a Calcutta10. Formazione dell’Io religioso e strutturazione delle risorse affettive1. Mente / Spirito1 Ricerca della Verità e orientamento ideale alla vocazione di servizio1.
1942: Voto segreto di non negare nulla a Dio9. Alleanza esistenziale e impegno ontologico incondizionato1. Spirito1 Adesione totale al Bene; pre-condizionamento etico di alto livello resiliente1.
10 Settembre 1946: Viaggio verso Darjeeling (“Chiamata nella Chiamata”)9. Rivelazione dell’urgenza missionaria (Come be My light / I Thirst)9. Spirito / Mente1 Attuazione dell’Amore in risposta alla sofferenza; ristrutturazione cognitiva e simbolica1.
1948–1950: Fondazione delle Missionarie della Carità e avvio di Nirmal Hriday2. Operazionalizzazione del modello assistenziale nei bassifondi2. Corpo / Mente / Spirito1 Riconoscimento valore assoluto della persona; neutralizzazione attiva fattori di rischio1.
1948–1997: Decenni di “Notte Oscura dello Spirito”9. Prolungato Pathos Ontologico e prova dell’aridità affettiva1. Spirito / Corpo (Carico Allostatico)1 Coping esistenziale supremo; trasduzione dell’assenza in empatia clinica e vicinanza1.

La “Notte Oscura dello Spirito”: Pathos Ontologico e Coping Esistenziale

La pubblicazione delle lettere personali indirizzate da Madre Teresa ai suoi direttori spirituali ha portato alla luce un vissuto interiore di permanente desolazione, durato quasi ininterrottamente dal 1948 fino alla sua morte9. La narrazione epistolare rivela una totale assenza di consolazione sensibile, accompagnata dall’impressione di essere rifiutata e dimenticata da Dio: “C’è così tanta oscurità nella mia anima… la fede non c’è, il vuoto e l’oscurità sono così grandi che non vedo nulla”13.
Il riduzionismo interpretativo ha tentato di catalogare questa condizione attraverso categorie inadeguate, liquidandola come una forma di depressione endogena cronica, un burnout da stress allostatico o, sul versante scettico, come la dimostrazione di una strisciante crisi di fede o ipocrisia13. Tali letture appaiono epistemologicamente fallaci poiché scompongono il dato psicologico isolandolo dal comportamento globale e dall’efficacia clinica ed esistenziale della persona1. Nonostante l’oscurità interiore, Madre Teresa ha dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, un sorriso radioso costante nella relazione interpersonale e una fermezza decisionale priva di tentennamenti per oltre cinquant’anni11.
L’ermeneutica kairologica breriana consente di interpretare questa “notte oscura” come la forma più elevata di Pathos Ontologico1. Il pathos rappresenta la tensione drammatica che nasce dal contrasto tra i limiti dell’esistenza terrena e le possibilità aperte dalla libertà responsabile del soggetto1. In Madre Teresa, l’assenza di consolazione sensibile non ha prodotto la paralisi o il nichilismo, ma è stata convertita, mediante un coping esistenziale di livello superiore, in uno strumento di identificazione empatica con gli ultimi1.
La mancanza della percezione sensibile di Dio ha permesso a Madre Teresa di sperimentare nello spirito esattamente lo stesso vuoto, abbandono e solitudine che i malati moribondi ed emarginati di Calcutta vivevano nel corpo e nella mente1. La religiosa ha così compreso che la sua missione non consisteva soltanto nel portare aiuto materiale, ma nel condividere fino in fondo l’oscurità dei dimenticati9. Ella scrisse: “Se mai diventerò una santa, sarò sicuramente una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal Cielo per accendere la luce di coloro che sono nell’oscurità sulla terra”10.
Dal punto di vista della Medicina Centrata sulla Persona e delle neuroscienze interazioniste, l’esperienza di Madre Teresa attesta l’efficacia protettiva delle risorse di significato1. Nonostante l’esposizione a carichi allostatici ambientali e infettivi devastanti, la tenuta psicofisica della religiosa è stata garantita dalla qualità del suo coping, fondato su una risposta etica incondizionata alla domanda di senso1. Il significato attribuito alla sofferenza ha modulato la reattività biologica dell’organismo, prevenendo la dissoluzione della salute e dimostrando che lo spirito ha un’influenza causale diretta sulle dimensioni biologiche e psicologiche1.

La Prassi Assistenziale a Kalighat e l’Ermeneutica della Persona nella Scienza Medica

L’impatto dell’opera di Madre Teresa sul pensiero medico moderno risiede nella sua radicale opposizione alla “cultura dello scarto”, denunciata da Giuseppe R. Brera come una conseguenza dell’utilitarismo scientista che riduce l’uomo a bene sacrificabile o strumentale1.
Nella struttura sanitaria tecnocratica contemporanea, il malato incurabile o terminale viene frequentemente percepito come un fallimento terapeutico o un peso economico1. A Kalighat, la prassi di Madre Teresa ha capovolto questa impostazione, realizzando un modello assistenziale centrato sulla persona che anticipa l’applicazione clinica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM)8. L’atto di toccare il corpo del lebbroso, di detergere le ferite dei moribondi abbandonati e di assicurare loro un ambiente di calore affettivo risponde alla necessità di curare la globalità del soggetto, riconoscendo che anche laddove la guarigione biologica (curing) non sia più possibile, la presa in carico della persona (caring) rimane un dovere etico ed epistemologico primario1.
Nella visione insegnata presso l’Università Ambrosiana, il curante non si comporta come un mero esecutore di protocolli tecnici, ma agisce quale guida maieutica2. Analogamente al ruolo svolto da Virgilio o Beatrice nel viaggio dantesco, il medico o l’operatore sanitario ha il compito di accompagnare la persona attraverso il “mare dell’incertezza” e della sofferenza, impedendo che essa soccomba alla disperazione2. Madre Teresa ha esercitato esattamente questa funzione maieutica: ponendosi di fronte al moribondo come un “Io” accogliente di fronte a un “Tu” sofferente. Le Missionarie della Carità permettono al malato di riappropriarsi della propria dignità ed ontologia, consentendogli di concludere l’esistenza terrena riconciliato con sé e con il mondo1.
Per evidenziare la portata di questo cambiamento paradigmatico, la tabella sottostante contrappone le premesse e le ricadute operative del riduzionismo bio-medico con il modello della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera e la prassi assistenziale di Madre Teresa.
 

Dimensione di Analisi Riduzionismo Meccanicista Bio-Medico Modello della Medicina Centrata sulla Persona (Brera) Prassi Assistenziale di Madre Teresa a Kalighat
Epistemologia di Fondo Riduzionista, determinista, bio-molecolare1. Interazionista, teleonomica, fenomenologica1. Personalista, evangelica, orientata al servizio relazionale1.
Concetto di Persona Organismo biologico regolato da meccanismi biochimici e genetici1. Sintesi teleonomica tridimensionale di Corpo, Mente e Spirito1. Immagine viva di Dio; valore divino irriducibile ed inviolabile1.
Definizione di Salute Assenza oggettiva di lesioni d’organo o patologia biologica1. Costruzione dinamica di fattori protettivi e adattamento creativo1. Percezione interiore di dignità, sintesi armonica e accoglienza affettiva2.
Significato della Sofferenza Anomalia o danno funzionale da eliminare o sopprimere tecnicamente1. Kairos ed opportunità ontologica per la scoperta del senso della vita1. Partecipazione al pathos della croce ed opportunità di coping supremo11.
Ruolo del Curante Tecnico specializzato riparatore di processi patologici1. Guida maieutica che supporta il paziente nell’incertezza2. Presenza empatica e servitrice, orientata alla cura integrale2.
Approccio al Moribondo Fallimento della tecnologia medica o scarto biologico ed economico2. Transizione esistenziale sacra da accompagnare con dignità1. Restituzione dell’Amore assoluto: morire sentendosi unici ed amati2.

Conclusioni Epistemologiche e Implicazioni Cliniche

L’esame della traiettoria di Madre Teresa di Calcutta alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona del Professor Giuseppe Rodolfo Brera conduce a una serie di acquisizioni teoriche, bioetiche e cliniche di fondamentale rilevanza per la scienza medica contemporanea1:

  1. La Struttura Teleonomica dello Spirito e la Salute: La vita di Madre Teresa dimostra che la dimensione spirituale della persona non costituisce un semplice sovrastruttura psicologica, ma rappresenta il motore teleonomico centrale che orienta e sostiene la mente e il corpo1. La capacità di rispondere alla domanda di significato permette al soggetto di sviluppare fattori di protezione primari capaci di neutralizzare gli effetti deprimenti del carico allostatico e delle avversità ambientali1.
  2. La Trasduzione del Pathos Ontologico tramite il Coping Esistenziale: La fenomenologia della “notte oscura dello spirito” svela come l’assenza di consolazioni emotive possa essere gestita mediante un coping etico e relazionale di altissimo livello1. Trasformando la propria desolazione interiore in uno strumento di comprensione empatica della sofferenza altrui, Madre Teresa ha dimostrato che il dolore personale può diventare il Kairos per una donazione di sé clinicamente ed umanamente feconda1.
  3. Il Riorientamento Umanistico e Clinico della Formazione Medica: L’opera assistenziale svolta a Kalighat conferma la fondatezza del Manifesto della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. La scienza medica moderna è chiamata a superare la frammentazione iperspecialistica e la cultura dello scarto, riappropriandosi della maieutica relazionale1. La cura della persona richiede la capacità di accostarsi al paziente integrando le evidenze biomolecolari con l’ascolto della sua esperienza soggettiva, della sua storia e della sua domanda di significato trascendente dal concepimento alla morte naturale1.

 

Bibliografia

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13.Kolodiejchuk B. A reading of Mother Teresa Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/178380957/A-READING-OF-MOTHER-TERESA-COME-BE-MY-LIGHT-BY-BRIAN-KOLODIEJCHUK
14.Person Centered Clinical Method [Archivio articoli online]. Comitato Sanitario Nazionale [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/
15.Mother Teresa’s letters will help others in darkness. Georgia Bulletin [online]. 4 ottobre 2007 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://georgiabulletin.org/news/2007/10/mother-teresas-letters-will-help-others-in-darkness/
16.Tag: Giuseppe R-Brera. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/
17Brera GR. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 05/9/2026 in occasione della memoria liturgica di S. Teresa di Calcutta
 
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 

La Trasfigurazione dell’Esistenza: La Vita e la Conversione di Sant’Agostino alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

La Trasfigurazione dell’Esistenza: La Vita e la Conversione di Sant’Agostino alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

 
Vito Galante[2]

 Abstract

This study presents an advanced epistemological, clinical, and humanistic analysis of the life, existential crisis, and spiritual conversion of Saint Augustine of Hippo through the theoretical lens of Kairology, developed by Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University. Kairology defines human nature not as a deterministic bio-mechanical entity, but as a teleonomic, interactionist unity driven by an innate demand for truth, love, and beauty. Within the framework of the Health Relativity Theory, expressed by the formula Hp= k(Iq x Cq), Augustine’s biographical evolution is analyzed as a dynamic shift in personal Health Probability (Hp). His youthful restlessness, philosophical wandering through Manichaeism, and somatic distress represent the operational tension of the Kairological Constant (k) under conditions of low Interpretation Quality (Iq) and fragmented Choice Quality (Cq). Augustine’s reflection on temporal dispersion (distentio animi) versus spiritual integration (intentio) in the Confessions directly anticipates the Kairological distinction between quantitative chronological time (Chronos) and qualitative transformative opportunity (Kairos). Furthermore, by incorporating concepts from psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI), allostatic load, and epigenetics, this report illustrates how the Milanese epiphany (Tolle, Lege) resolved Augustine’s chronic existential suffering—clinically understood as the “cry of the spirit”—leading to the manifestation of the Real Self and the full restoration of person-centered health.

Keywords

Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Saint Augustine, Person-Centered Medicine, Kairos, Teleonomy, Health Relativity Theory, PNEI, Epigenetics.

Introduzione: Il Paradigma Kairologico e la Fenomenologia della Natura Umana

L’evoluzione della scienza medica e della riflessione epistemologica contemporanea ha conosciuto una svolta di portata epocale attraverso la formulazione della Medicina Centrata sulla Persona e della Kairologia, teorizzate da Giuseppe Rodolfo Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano1. La Kairologia, presentata ufficialmente nel 1993 in occasione del I° Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, è sorta dall’indagine clinica e fenomenologica dell’inconscio e dello sviluppo umano, delineandosi come un’ermeneutica innovativa della natura umana capace di superare in modo radicale il riduzionismo meccanicistico e deterministico del modello biomedico tradizionale1.
Il nucleo fondante del pensiero kairologico risiede nel riconoscimento che l’essere umano non può essere ridotto a un semplice aggregato di processi biomolecolari eterodiretti dal caso o dagli automatismi istintuali4. Al contrario, la persona umana si struttura come un’unità intagibile, interazionista e dotata di una teleonomia intrinseca: un orientamento nativo e inalienabile verso la realizzazione del significato, della verità, dell’amore e della bellezza1. La Kairologia opera una distinzione concettuale decisiva tra il tempo quantitativo, misurabile e biologico, espresso dal termine greco Chronos, e il tempo qualitativo, denso di opportunità e favorevole alla trasformazione dell’esistenza, identificato nel concetto di Kairos4.
Per tradurre questa prospettiva fenomenologica in una struttura teorica e scientifica rigorosa, il paradigma kairologico ha formalizzato la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT), la cui espressione matematico-concettuale è definita dall’equazione5:

Hp= k(Iq x Cq)

All’interno di questa legge epistemologica, il fattore Hp (Health Probability) indica la probabilità dello stato di salute e del benessere globale della persona, inteso come piena attuazione delle sue risorse affettive, cognitive e creative5. La variabile K (Costante Kairologica) rappresenta la spinta teleonomica innata della natura umana, ovvero la domanda insopprimibile di verità, amore e bellezza inscritta nella struttura ontologica individuale5. Il parametro Iq (Interpretation Quality) misura la qualità ermeneutica e cognitiva con cui il soggetto interpreta la realtà, la propria identità e le vicende dell’esistenza5. Infine, il fattore Cq (Choices Quality) esprime il valore etico e la coerenza decisionale delle scelte pratiche ed operative attraverso cui la persona risponde alla propria interpretazione5.
L’applicazione di questo rigoroso modello concettuale alla vita, alle opere e all’itinerario spirituale di Sant’Agostino d’Ippona consente di rileggere il percorso del Padre della Chiesa non soltanto come una vicenda storico-teologica, ma come la perfetta dimostrazione scientifica ed epistemologica del funzionamento della natura umana illuminata dalla dinamica kairologica4.

Il Tempo Tra Chronos e Kairos: Distentio Animi e Teleonomia Agostiniana

Nel Libro XI delle Confessioni, Agostino sviluppa un’indagine speculativa di straordinaria profondità sulla natura del tempo, affrontando l’apparente aporia della sua misurabilità10. L’analisi agostiniana prende le mosse dall’osservazione che il passato non esiste più in quanto trascorso, il futuro non esiste ancora in quanto non avvenuto, e il presente costituisce un punto privo di estensione spaziale e temporale10. Agostino giunge a risolvere il dilemma definendo il tempo come distentio animi—una tensione o dispersione dell’anima che si estende nel passato mediante la memoria, si concentra nel presente mediante l’attenzione e si protende verso il futuro mediante l’attesa10.
Quando l’esistenza dell’uomo rimane confinata esclusivamente nella dimensione del Chronos—il tempo lineare, seriale e quantitativo della biologia e degli eventi esteriori—l’anima vive una condizione di dolorosa frammentazione5. La distentio animi, priva di un centro di gravità teleonomico, coincide con l’esperienza dell’invecchiamento biologico, della caducità delle cose e dell’angoscia della dissoluzione10. È la condizione dell’individuo assoggettato alle sollecitazioni dell’ambiente e guidato da un determinismo meccanicista che ne disgrega l’unità interiore4.
La Kairologia elaborata dal Prof. Brera rispecchia e sistematizza in chiave medico-epistemologica questa intuizione agostiniana4. Il Chronos rappresenta la coordinata temporale in cui agiscono i processi deterministici della materia e le leggi di usura allostatica dell’organismo4. Il Kairos, di contro, è l’attimo propizio e denso di significato nel quale la libertà e la trascendenza irrompono nella successione cronologica, consentendo alla persona di riappropriarsi della propria identità4. Il passaggio fondamentale dal Chronos al Kairos si attua, nella prospettiva di Agostino, allorché la distentio animi viene riassorbita e trasfigurata nella intentio: il raccoglimento interiore mediante il quale l’anima orienta la totalità delle sue facoltà verso la Verità immutabile ed eterna10.
In questa transizione ermeneutica, il Kairos non si riduce a un’occasione contingente o a un mero dato cronometrico, ma costituisce il punto di incontro sinallagmatico tra la sollecitazione della Grazia trascendente e la determinazione responsabile del soggetto4. È l’istante in cui la domanda ontologica inscritta nella natura umana trova il suo compimento, trasformando la percezione del tempo da una catena angosciosa di momenti transitori a una trama unificata e dotata di salvezza e integrità5.

L’Inquietudine Giovanile come Espressione della Costante Kairologica (K)

Il celebre incipit del Libro I delle Confessioni— «Nos fecisti ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te» —si configura come l’anticipazione teologica della Costante Kairologica (K) teorizzata dall’epistemologia dell’Università Ambrosiana5. Secondo la prospettiva del Prof. Brera, la natura umana è portatrice di un codice semantico nativo che rifiuta intrinsecamente il vuoto di senso e l’assenza di valore5. L’inquietudine del cuore agostiniano non deve pertanto essere interpretata come un’anomalia psicopatologica primaria o un disturbo d’ansia privo di scopo, bensì come il segnale fisiologico ed epistemologico della teleonomia umana, la quale sollecita continuamente la persona alla ricerca della Verità, dell’Amore e della Bellezza5.
Durante la giovinezza vissuta a Tagaste, Madaura e Cartagine, la vicenda personale di Agostino rispecchia fedelmente la fenomenologia dello sviluppo giovanile studiata dall’Adolescentologia e dalla Kairologia clinica1. In questa fase esistenziale, la spinta energetica ed ontologica della Costante Kairologica (K) agisce con la massima intensità; ciononostante, i fattori relativi all’interpretazione (Iq) e alla scelta (Cq) risultano contrassegnati da una marcata inadeguatezza e frammentazione5.
La ricerca di risposta alla domanda di amore assoluto si arena inizialmente nell’edonismo e nel possesso affettivo transitorio, dove il bene creato viene erroneamente sostituito alla fonte del Bene. Sul piano intellettuale, la sete di verità spinge Agostino ad aderire per circa un decennio al dualismo manicheo. Sotto il profilo kairologico, l’ipotesi manichea offriva un valore di Interpretation Quality (Iq) gravemente difettoso: essa tentava di risolvere il problema del male attribuendolo a un principio cosmico ontologico estrinseco, deresponsabilizzando la libertà del soggetto e paralizzando le sue capacità decisionali (Cq). Contemporaneamente, l’esigenza di affermazione della personalità veniva alienata nella rincorsa della gloria retorica e del successo sociale.
Questo divario ermeneutico genera ciò che la Kairologia definisce il “grido dello spirito”: una condizione di sofferenza profonda che sorge inevitabilmente allorché le istanze ontologiche dell’individuo non incontrano risposte oggettive adeguate5. La dissociazione tra il sé genetico (le potenzialità innate) e il sé ideale (i valori riduttivi o distorti perseguiti) ostacola la strutturazione del Real Self4. Nella formula della relatività della salute, l’incompatibilità tra un valore elevatissimo di K e valori scadenti o fuorvianti di Iq e Cq riduce drasticamente il Health Probabilty (Hp) di Agostino, traducendosi in un distress prolungato, in instabilità affettiva e in manifestazioni somatico-ansiose5.

La Svolta Ermeneutica e la Grazia: Iq, Cq e il Kairos di Milano

La maturazione dell’itinerario agostiniano raggiunge il proprio vertice epistemologico e clinico nel soggiorno a Milano, tappa in cui si realizza la ristrutturazione profonda dei parametri dell’equazione kairologica5.
La prima trasformazione cruciale concerne l’innalzamento della Interpretation Quality (Iq)5. L’incontro con la figura del vescovo Ambrogio e l’assidua frequenza alla sua predicazione, unitamente alla lettura dei testi dei filosofi neoplatonici, forniscono ad Agostino una nuova chiave ermeneutica1. Egli apprende che le Scritture non devono essere interpretate secondo un letteralismo rigido, ma attraverso una lettura spirituale e allegorica; nello stesso tempo, comprende che il male non costituisce una sostanza ontologica cosmica, bensì una privatio boni dovuta al disordine dell’atto volitivo. Questa riqualificazione cognitiva ed ermeneutica eleva straordinariamente il valore di Iq, restituendo alla realtà un ordine intellegibile guidato dalla Provvidenza e liberando la responsabilità della persona5.
Nonostante il progresso ermeneutico, l’integrazione della persona rimane incompiuta fino a quando l’interpretazione non si traduce in un atto volitivo e decisionale risolutivo5. L’evento drammatico del giardino di Milano rappresenta l’archetipo perfetto dell’esperienza kairologica4. Agostino versa in uno stato di lacerante tensione interiore, sospeso tra la consapevolezza razionale della Verità e la resistenza delle vecchie abitudini comportamentali. Sentendo l’invocazione infantile «Tolle, lege; tolle, lege», egli non interpreta l’accaduto come una coincidenza banale, ma come un segno provvidenziale e individuale ad esso direttamente rivolto5.
L’apertura istantanea delle Lettere di San Paolo e la lettura del brano di Romani 13, 13-14 costituiscono il momento preciso del Kairos4. In quell’istante si fondono la sollecitazione esterna del testo sacro, il livello apicale di Interpretation Quality (Iq) e l’atto supremo di Choices Quality (Cq): la volontà aderisce interamente alla Verità riconosciuta4.
La risposta decisionale si manifesta attraverso scelte operative di altissimo valore etico ed esistenziale (Cq): Agostino rassegna le dimissioni dalla cattedra di retorica, scioglie i legami concubinari, si ritira con gli amici a Cassiciaco per prepararsi al battesimo e dedica l’intera sua vita al ministero episcopale e allo studio teologico5. L’allineamento dei tre fattori dell’equazione kairologica permette alla Costante Kairologica (K) di trovare il suo appagamento oggettivo, determinando il raggiungimento del massimo potenziale di salute (Hp) e la nascita del Real Self unificato nella Grazia4.

Epigenetica, Allostasi e Salute Persona-Centrata nel Percorso Agostiniano

L’analisi dell’itinerario agostiniano secondo il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e della Kairologia trova un fondamentale complemento nello studio dei meccanismi bio-psicologici e psiconeuroendocrineimmunologici (PNEI) che governano la salute dell’essere umano1.
La ricerca promossa dall’Università Ambrosiana ha ampiamente dimostrato come il vissuto esistenziale, la qualità delle relazioni interpersonali e il soddisfacimento della domanda innata di significato agiscano direttamente sulla regolazione del carico allostatico e sulla modulazione epigenetica del genoma5. Nelle Confessioni, Agostino documenta con precisione clinica i sintomi somatici che accompagnarono la fase più acuta della sua crisi intellettuale e morale prima della conversione: senso di soffocamento, fitte al torace e un’improvvisa indisposizione della voce (oppressio pectoris).
Dal punto di vista della scienza interazionista, questi disturbi rappresentano la traduzione somatica di un carico allostatico cronico indotto dal dissidio tra la spinta teleonomica del fattore K e l’inadeguatezza delle risposte ermeneutiche e comportamentali (Iq e Cq)5. Il perenne stato di allarme neurovegetativo, alimentato dalla frustrazione ontologica, determinava un’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con conseguente alterazione dei pattern neurotrasmettitoriali e citochinici7.
L’evento della conversione e l’ingresso nella dimensione kairologica determinano un immediato e profondo reset allostatico5. Il perfetto allineamento tra la percezione di senso (Iq) e l’azione pratica (Cq) disattiva l’iperattivazione dello stress cronico, ripristinando la fisiologica flessibilità neurovegetativa7. L’esperienza della riconciliazione ontologica e spirituale agisce come un potente segnale epigenetico protettivo, in grado di modulare favorevolmente l’espressione genica, rafforzare le difese immunitarie e promuovere la resilienza sistemica della persona5.
Agostino attesta in tal modo come la salute non sia identificabile con la semplice assenza di patologia d’organo, bensì con uno stato dinamico di armonia, adattamento creativo e autorealizzazione dell’individuo nella propria totalità biologica, psicologica e spirituale3.

Sintesi Comparativa dei Processi Kairologici e Agostiniani

La sottostante tabella analitica pone in diretta comparazione le tappe biografiche ed esistenziali di Sant’Agostino con i costrutti clinici, epistemologici e PNEI appartenenti alla Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera4:

Tappa Biografica di Sant’Agostino Dimensione Temporale Predominante Dinamica dei Parametri Kairologici (Hp=K⋅[Iq×Cq) Correlati Clinici, Psiconeuroendocrini e PNEI Esito sulla Persona e Realizzazione del Sé
Giovinezza a Cartagine (Edonismo e Retorica) Chronos incontrollato; dominanza della Distentio animi K elevato; Iq riduttivo (edonistico); Cq frammentato e instabile Inquietudine ontologica, alterazioni dell’umore, “grido dello spirito” Ricerca sterile di appagamento nei beni transitori; scissione dell’identità personale4
Adesione al Manicheismo (Ricerca del Senso) Chronos intellettualizzato; illusione ermeneutica K elevato; Iq distorto (dualismo cosmico); Cq deresponsabilizzato Carico allostatico persistente da risonanza emotiva irrisolta e colpevolezza Paralisi della decisione etica; persistenza del vuoto interiore e dell’ansia5
Soggiorno a Milano (Predicazione di Ambrogio) Transizione al Kairos; avvio della Intentio interiore K elevato; Iq in forte crescita (esegesi allegorica); Cq in tensione acuta Somatizzazione del conflitto esistenziale (oppressio pectoris, sintomi respiratori) Disintegrazione delle false strutture interpretative; preparazione alla scelta7
Epifania del Giardino (Evento del Tolle, Lege) Kairos Perfetto (Momento Opportuno Salvifico) K trova saturazione nell’incontro tra l’apice di Iq e l’atto puro di Cq Crollo del carico allostatico; reset neurovegetativo e riconfigurazione PNEI Nascita del Real Self; unificazione teleonomica e guarigione spirituale4
Maturità Episcopale (Ippona) Kairos interiorizzato; vita centrata nella Grazia Hp al massimo valore teorico e pratico (K, Iq, Cq in perfetta armonia) Elevata resilienza biologica e sistemica; stabilità immunitaria e allostasi ottimale Piena attuazione della Salute Persona-Centrata; fecondità teologica ed etica7

Conclusioni

L’indagine sistematica della vita, delle opere e della trasformazione interiore di Sant’Agostino d’Ippona condotta mediante l’ermeneutica della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera dimostra la straordinaria validità di questo paradigma clinico ed epistemologico per la comprensione dell’essere umano1.
La traiettoria esistenziale agostiniana si attesta come la convalida storica e fenomenologica della legge della relatività della salute: l’uomo non può conseguire una vera integrità biologica, psicologica e relazionale se non rispondendo in modo coerente alla spinta teleonomica espressa dalla Costante Kairologica (K)5. Soltanto attraverso l’innalzamento della qualità interpretativa della realtà (Iq) e la deliberazione di scelte etiche ad altissima coerenza (Cq) la persona può superare la dispersione angosciosa del tempo cronologico (Chronos) e accedere alla dimensione rigeneratrice del Kairos5.
In ultima analisi, Sant’Agostino si conferma l’archetipo universale dell’uomo che, attraverso il travaglio dell’inquietudine ontologica e il superamento dei riduzionismi del suo tempo, giunge alla piena scoperta del proprio codice semantico interiore5. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona offrono alla scienza e alla clinica contemporanee il quadro teorico e metodologico indispensabile per accompagnare l’individuo nel medesimo cammino: dal determinismo della malattia e della frammentazione temporale alla maieutica della dignità, della salute integrale e della libertà della persona5.

Bibliografia

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2.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
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6.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescenti [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescenti/
7.Comitato Sanitario Nazionale. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 21 lug 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/
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11.ResearchGate. Catturare il divenire. Modi e rappresentazioni della temporalità: “aión”, “khrónos”, “kairós” [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; 2019 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/336900377_Catturare_il_divenire_Modi_e_rappresentazioni_della_temporalita_aion_khronos_kairos
12.Comitato Sanitario Nazionale. Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica: Sintesi Epistemologica, Allostatica e Kairologica. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 4 lug 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/04/le-opere-di-misericordia-alla-luce-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-delladolescentologia-clinica-sintesi-epistemologica-allostatica-e-kairologica/
13.Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm
14.Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio articoli]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
15.Comitato Sanitario Nazionale. Giuseppe Rodolfo Brera [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/giuseppe-rodolfo-brera/
16.ResearchGate. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407289618_Il_Ruolo_del_Medico_nella_Medicina_Centrata_sulla_Persona_Dall’Analfabetismo_Epistemologico_alla_Maieutica_della_Dignita
 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 28/08/2026. Omaggio a S. Agostino in occasione della sua memoria liturgica Punto di riferimento fondamentale della Scuola Medica di Milano per lo sviluppo della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 
 

La Burocrazia come Limite della Medicina Generale nell’Assistenza alla Cronicità: Analisi Epistemologica e Clinica alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona

La Burocrazia come Limite della Medicina Generale nell’Assistenza alla Cronicità: Analisi Epistemologica e Clinica alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract The escalating burden of chronic non-communicable diseases represents one of the most critical challenges facing contemporary healthcare systems. In primary care, general practitioners (GPs) are increasingly constrained by an overwhelming administrative burden, characterized by redundant bureaucratic tasks, rigid prescribing protocols (such as Piani Terapeutici and restrictive AIFA notes), and fragmented digital documentation. This report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of how bureaucratic hypertrophy alienates general practice, compromising the therapeutic relationship and worsening health outcomes for chronic patients. Framed within the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this study demonstrates that bureaucratic reductionism stems from a mechanistic, biomolecular model that treats human health as a mere technical-statistical entity.
Through the theoretical lenses of Kairology, Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), Relational Epigenetics, and the Health Relativity Theory, administrative friction is identified as a major allostatic stressor that impairs patient coping mechanisms and induces physician burnout. Empirical data from Ambrosiana University demonstrate that replacing bureaucratic compliance with the Person-Centered Clinical Method (PCCM) leads to a 95% improvement in patient understanding, a 75% increase in quality of life, a 70% reduction in unnecessary diagnostic tests and drug prescriptions, and a 55% decrease in avoidable hospitalizations. Reorganizing chronic care around the teleonomic nature of the human person—integrating body, mind, and spirit—is essential to overcome administrative alienation and restore the physician’s role as a maieuta of human dignity.
Keywords Person-Centered Medicine; Giuseppe R. Brera; General Practice; Chronic Disease Management; Administrative Burden; Person-Centered Clinical Method (PCCM); Epigenetics; Kairology.

Introduzione e Inquadramento del Problema: La Cronicità Sovraccaricata dalla Burocrazia

La gestione delle patologie croniche non trasmissibili — quali le malattie cardiovascolari, il diabete mellito, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, le patologie neurodegenerative e quelle autoimmuni — costituisce la sfida prioritario-strutturale dei moderni sistemi sanitari universalistici1. L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento della multimorbilità impongono una riorganizzazione radicale dell’assistenza primaria, collocando il Medico di Medicina Generale (MMG) al crocevia fondamentale tra la tutela della salute pubblica e la presa in carico clinica del singolo individuo1. Tuttavia, la medicina territoriale si trova oggi sommersa da una profonda crisi d’identità e di sostenibilità, determinata dall’ipertrofia degli adempimenti burocratici e amministrativi che soffocano l’atto medico quotidiano2.
Il Medico di Medicina Generale, la cui funzione originaria si fonda sulla continuità relazionale, sulla fiducia interpersonale e sulla visione olistica del paziente nel suo contesto di vita, si trova progressivamente trasformato in un mero compilatore di dati e intermediario burocratico per conto delle istituzioni regolatorie e assicurativo-sanitarie5. L’introduzione capillare di flussi informativi rigidi, prescrizioni vincolate da registri regionali, Piani Terapeutici (PT) cartacei o digitali di complesso rinnovo, Note AIFA vincolanti e procedure farraginose per l’accesso alle prestazioni specialistiche ha frammentato il tempo dedicato all’ascolto clinico5.
Studi condotti sull’organizzazione della Primary Care evidenziano come una quota compresa tra il 25% e il 40% dell’orario di lavoro giornaliero del medico di famiglia sia assorbita da mansioni di natura puramente amministrativa, del tutto prive di valore aggiunto clinico2. Nel contesto italiano, circa il 27% delle consultazioni di medicina generale risulta potenzialmente evitabile, essendo generate da inefficienze del sistema di prenotazione esterna, ritardi nelle comunicazioni di dimissione ospedaliera o richieste di rinnovo prescrittivo formale di terapie stabili da anni5.
La burocrazia in medicina non rappresenta una semplice disfunzione organizzativa o un inconveniente logistico; essa costituisce un vero e proprio ostacolo epistemologico e clinico10. Riducendo l’incontro clinico a una sequenza di adempimenti procedurali e codifiche nosografiche, il sistema burocratico aliena il medico dalla sua missione maieutica e declassa il paziente cronico a mero portatore di organo malato o consumatore di risorse1. Per comprendere la radice di tale fallimento e delineare una via di superamento scientificamente e clinicamente fondata, appare necessario analizzare il problema alla luce della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), il paradigma scientifico ed epistemologico ideato dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana11.

L’Anatema Burocratico e la Crisi Epistemologica della Medicina Contemporanea

La Genesi Riduzionista dell’Ipertrofia Amministrativa

La deriva burocratica della medicina generale trae origine dal predominio del paradigma riduzionista e biomolecolare, consolidatosi nel corso del XIX e XX secolo11. Tale modello, fondato su un determinismo meccanicista, concepisce la malattia come un’alterazione puramente anatomo-patologica o biochimica del corpo-macchina, e la salute come semplice assenza di sintomi o parametri alterati12. In questa prospettiva, la soggettività del paziente, la sua vita emotiva, le sue credenze, la sua ricerca di significato e il suo contesto socio-relazionale vengono espunti dall’equazione diagnostico-terapeutica, poiché considerati variabili non quantificabili o irrilevanti10.
L’applicazione di questo riduttivismo bio-meccanico alla gestione della sanità pubblica ha prodotto il fenomeno della medicina amministrata o gestionale10. Nell’illusione di poter controllare la spesa sanitaria e misurare l’efficacia clinica attraverso algoritmi e indici di performance quantitativi, i sistemi sanitari hanno moltiplicato le strutture di controllo burocratico4. Le norme prescrittive, quali i Piani Terapeutici per farmaci biotecnologici, antidiabetici di nuova generazione, anticoagulanti orali diretti o la triplice terapia per la BPCO, sono nate inizialmente come strumenti di monitoraggio della spesa e dell’appropriatezza8. Tuttavia, col passare degli anni e con il consolidamento delle evidenze di efficacia e sicurezza di questi principi attivi, la permanenza di tali vincoli si è trasformata in un puro vincolo formale9.
Come denunciato dalle principali rappresentanze della professione medica (tra cui la FNOMCeO), l’obbligo di rinnovo periodico dei Piani Terapeutici da parte dei soli specialisti ospedalieri genera milioni di visite ridondanti ogni anno, costringendo i pazienti cronici — spesso anziani e fragili — a continui spostamenti tra presidi territoriali e ospedali al solo scopo di ottenere un timbro o una firma9. Si stima che l’eliminazione dei Piani Terapeutici obsoleti e la loro sostituzione con note prescrittive ordinarie o con l’apertura della prescrizione ai medici di medicina generale libererebbe oltre cinque milioni di visite specialistiche all’anno, restituendo tempo clinico prezioso sia agli specialisti sia ai medici di famiglia9. La persistenza di queste barriere burocratiche sottrarre importanti risorse assistenziali ai casi complessi o di nuova diagnosi e costringe il medico di medicina generale a un estenuante lavoro di rincorsa burocratica, trasformando la ricettazione in una pratica difensiva e alienante6.

Analfabetismo Epistemologico e Alienazione Professionale

Questo fenomeno riflette ciò che Brera e Galante definiscono analfabetismo epistemologico della medicina contemporanea: l’incapacità dell’istituzione sanitaria e dei suoi operatori di riconoscere i fondamenti concettuali e le teorie scientifiche che sottendono l’atto clinico10. Credendo che la medicina sia una scienza dura al pari della fisica classica determinista, il sistema sanitario tratta i processi vitali e assistenziali come sequenze di causa-effetto programmabili via software10.
L’effetto immediato di questo analfabetismo è la depersonalizzazione della cura5. Il medico, sopraffatto da schermi di computer, alert prescrittivi, scadenze amministrative e minacce di rivalsa contabile per presunte inappropriatezze, soffre di un marcato fenomeno di burnout professionale2. Il tempo della visita, prescrittivamente ridotto a pochi minuti dai carichi di lavoro, viene assorbito dall’inserimento dati, lasciando spazio insufficiente alla comprensione della persona malata2. Si produce così una cesura drammatica nel rapporto medico-paziente: il malato si sente inascoltato e reificato; il medico percepisce la propria professione declassata da arte maieutica ed etica a mansione d’ordine burocratico5.

Il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Teorici ed Epistemologici

Per superare la paralisi prodotta dall’ipertrofia burocratica nella cura della cronicità, la scienza medica necessita di un cambiamento di paradigma11. Questo cambiamento è stato teorizzato e sviluppato a partire dal 1998 presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera, attraverso la formulazione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la stesura del suo fondamentale Manifesto Epistemologico nel 1999-200011.

I Pilastri Epistemologici del Manifesto della Medicina Centrata sulla Persona

La Medicina Centrata sulla Persona scompagina il riduzionismo biomolecolare senza negare i contributi della ricerca biologica, ma integrandoli in una visione antropologica completa e non deterministica12. I concetti cardine definiti nel Manifesto Epistemologico (Anno Domini 2000) e negli sviluppi successivi costituiscono il presupposto filosofico e scientifico per rifondare l’assistenza al paziente cronico10:

  1. La Teleonomia della Natura Umana: L’essere umano non è un mero aggregato meccanico mosso unicamente da spinte istintuali o reazioni chimiche deterministiche, ma è una realtà intrinsecamente teleonomica12. La teleonomia è definita da Brera come la tendenza naturale, consapevole o inconscia, della persona a costruire la propria natura umana come una realtà orientata alla Verità, all’Amore e alla Bellezza 12. Nella cura della cronicità, la malattia non cancella questa spinta teleonomica; al contrario, la sofferenza e la limitazione biologica pongono al paziente una drammatica domanda di senso che richiede una risposta integrata12.
  2. La Persona come Soggetto Tridimensionale Integrato: La persona è considerata un soggetto unico e irripetibile nella sua globalità, dal concepimento alla morte naturale, strutturato dall’interazione costante e di pari dignità etico-epistemologica di tre dimensioni: il Corpo (la globalità dinamica dei fenomeni biologici e fisiologici), la Mente (il mondo simbolico, affettivo, percettivo, cognitivo e comportamentale) e lo Spirito (la naturale e inalienabile domanda di significato, di trascendenza e di orientamento valoriale dell’esistenza)12. Questi tre mondi non coesistono come entità separate, ma interagiscono in modo teleonomico bidirezionale12. Le scoperte della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica e della neurobiologia confermano scientificamente che lo stato emotivo, i significati attribuiti all’esistenza e la qualità delle relazioni umane modificano direttamente la trascrizione genica, la risposta immunitaria e la funzione neuroendocrina10.
  3. La Teoria della Relatività Indeterminata dei Fenomeni Biologici al Coping: Dimostrata da Brera, la Teoria della Relatività dei Fenomeni Biologici stabilisce che la reattività biologica e l’esordio o la progressione di una patologia non sono dati assoluti e deterministici, ma sono relativi alla possibilità e alla qualità del coping della persona, ossia alla sua capacità biologica, psicologica e spirituale di affrontare ed elaborare gli eventi di vita stressanti (interni ed esterni)12. Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) riprogramma costantemente i processi vitali attraverso la simbolizzazione affettiva ed esistenziale10.
  4. Il Nuovo Concetto di Salute: Nel paradigma di Brera, la salute cessa di essere un concetto statico o un semplice stato negativo (“assenza di malattia”) per diventare il lavoro attivo e dinamico di costruzione da parte della persona di fattori protettivi che neutralizzano i fattori di rischio12. La salute si rivela nelle possibilità e nella qualità del coping nel proprio stile di vita, ed è fondamentalmente definita come “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”12.
  5. Il Medico come Maieuta della Dignità Umana e l’Incontro Kairologico: La cura clinica trova il suo culmine nella relazione interpersonale12. L’incontro tra medico e paziente non è un atto burocratico o una transazione commerciale, ma un Kairos — il momento opportuno di grazia e di svolta in cui la sofferenza o la gioia consentono alla persona di scoprire la propria irriducibile dignità12. Il medico agisce come un maieuta, aiutando il paziente a far emergere le proprie risorse interiori e a diventare il protagonista attivo del proprio processo di guarigione o di adattamento creativo alla cronicità10.

Fisiopatologia Relazionale e PNEI: L’Impatto Biologico del Vincolo Amministrativo

La decontestualizzazione burocratica dell’assistenza sanitaria danneggia direttamente la fisiologia del paziente cronico10. L’analisi interazionista e PNEI sviluppata presso la Scuola Medica di Milano rivela una serie di relazioni causali di secondo e terzo ordine tra l’ipertrofia burocratica e il peggioramento delle patologie croniche10.
Quando il Medico di Medicina Generale è costretto a dedicare il tempo della consultazione alla compilazione di campi informatici e moduli di autorizzazione, il contatto visivo, l’ascolto empatico e l’esame fisico vengono drasticamente ridotti6. Dal punto di vista della Epigenetica Relazionale e Morale — disciplina approfondita da Brera e Galante —, la mancanza di sintonizzazione affettiva e di accoglienza maieutica viene percepita dalla persona malata come un segnale di minaccia ed estraniamento10.
Questa percezione soggettiva attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e il sistema nervoso simpatico del paziente12. La prolungata secrezione di cortisolo e catecolamine, indotta dallo stress relazionale e dalla frustrazione burocratica (ad esempio la paura di non ottenere il rinnovo di un farmaco essenziale o di non poter prenotare una visita di controllo), innesca un carico allostatico disfunzionale12. A livello epigenetico, lo stress cronico altera i pattern di metilazione del DNA nei promotori dei geni che regolano i recettori dei glucocorticoidi (come il gene NR3C1) e le citochine pro-infiammatorie17. Nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari, diabete o malattie autoimmuni, ciò si traduce in un aumento dello stato infiammatorio sistemico (IL 6, TNFα), favorendo la progressione della patologia organica e scompensando l’equilibrio metabolico ed emodinamico17.
Il sistema burocratico costringe il medico ad adottare una diagnostica e una prescrittiva basate quasi esclusivamente sul dato nosografico e laboratoristico (l’ansia della codifica o “ansia nosografica”)10. Anziché valutare le risorse di coping del paziente e sostenere la sua motivazione al cambiamento dello stile di vita, il medico burocratizzato applica rigidi protocolli farmacologici10. Tuttavia, un paziente cronico privo di una relazione terapeutica significativa e disorientato dai cavilli amministrativi sviluppa un profondo senso di impotenza appresa (learned helplessness)1. La perdita di fiducia nell’alleanza terapeutica riduce drasticamente l’aderenza ai trattamenti e spinge il paziente a consultazioni inappropriate o all’uso incontrollato del pronto soccorso, determinando l’esatto contrario dell’appropriatezza e del contenimento della spesa perseguiti in teoria dai regolatori burocratici2.

Analisi Comparativa dei Modelli Assistenziali ed Evidenze Cliniche

Per comprendere appieno l’abisso che separa la gestione burocratico-riduzionista dall’applicazione del paradigma centrato sulla persona, è opportuno confrontare direttamente i due modelli di assistenza alla cronicità e analizzare le evidenze empiriche di efficacia clinica raccolte presso l’Università Ambrosiana10.

Confronto Paradigmatico nell’Assistenza Primaria

 

Dimensione di Analisi Paradigma Biomedico-Burocratico (Medicina Amministrata) Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Giuseppe R. Brera)
Epistemologia di fondo Determinismo meccanicista, riduzionismo biomolecolare, positivismo quantitativo12. Interazionista, teleonomico, indeterminato, complesso (S-B-E System)12.
Oggetto della Cura La malattia organica, la patologia nosografica, la codifica ICD, il parametro alterato10. La Persona malata nella sua tridimensionalità globale: Corpo, Mente e Spirito12.
Ruolo del Medico Esecutore tecnico di protocolli, compilatore di flussi informativi e gestore di Piani Terapeutici6. Maieuta della Dignità Umana, educatore alla salute, ricercatore delle risorse di coping10.
Ruolo del Paziente Recettore passivo di prescrizioni, oggetto di adempimenti burocratici e verifiche di conformità1. Soggetto attivo, protagonista teleonomico della propria salute e costruttore di fattori protettivi12.
Natura della Relazione Transazionale, burocratica, spesso difensiva e frammentata dal sovraccarico informatico5. Alleanza terapeutica maieutica, incontro interpersonale fondato sul significato (Kairos)12.
Gestione della Cronicità Frammentazione in linee guida rigide, vincoli di Nota AIFA e Piani Terapeutici specialistici9. Integrazione della clinica con l’epigenetica relazionale e potenziamento del Coping individuale10.
Definizione di Salute Assenza di malattia organica o rientro nei range dei parametri di laboratorio12. Costruzione dinamica di fattori protettivi per la realizzazione della persona (verità , amore, bellezza))12.

Evidenze Empiriche di Efficacia del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)

L’adozione del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) ideato da Brera non rappresenta soltanto un’istanza etica o filosofica, ma dimostra una superiore efficacia clinica ed economica rispetto alla pratica burocratizzata11. Studi condotti presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana hanno quantificato l’impatto dell’applicazione del PCCM da parte dei medici di medicina generale nella gestione dei pazienti con patologie croniche13.
 

Indicatore Clinico / Assistenziale Modello Burocratico-Standard Modello Centrato sulla Persona (PCCM) Variazione Percentuale / Impatto
Comprensione profonda della persona del paziente Superficiale / Parziale (focalizzata sul sintomo nosografico)10 Ottimale e globale (valutazione tridimensionale Corpo-Mente-Spirito)12 +95% dei casi con comprensione globale13
Miglioramento della Qualità della Vita (QoL) Stazionaria o in declino legato al Carico Allostatico12 Incremento significativo e percezione di benessere integrato12 +75% dei pazienti con miglioramento QoL13
Prescrizioni farmacologiche ridondanti o inappropriate Elevate (generate da medicina difensiva e cascata prescrittiva)10 Drasticamente ridotte grazie alla focalizzazione sui fattori protettivi12 -70% di farmaci inutili prescritti13
Richiesta di esami diagnostici e specialistici inutili Ipertrofica (spinta dall’ansia nosografica del medico e del paziente)2 Minimizzata attraverso la chiarificazione clinica maieutica10 -70% di accertamenti tecnici inutili
[cite: 13]
Ospedalizzazioni e accessi impropri in Pronto Soccorso Frequenti causa scompenso allostatico e fallimento del coping1 Drasticamente abbattute per merito della tenuta dell’alleanza relazionale5 -55% di ricoveri ospedalieri evitabili
[cite: 13]

L’analisi di queste evidenze dimostra un apparente paradosso: la burocrazia, introdotta dai sistemi di governo sanitario per contenere i costi, finisce per far lievitare la spesa globale, inducendo risposte cliniche ed esami difensivi, scompensi organici da stress relazionale e ricoveri evitabili5. Al contrario, l’investimento sulla qualità della relazione terapeutica e sulla formazione dei medici al Metodo Clinico Centrato sulla Persona produce un imponente risparmio di risorse economiche e di sofferenza umana13.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Diacrisi come Risposta Operativa

Per affrancare la Medicina Generale dalle secche della burocrazia alienante, non è sufficiente semplificare le norme amministrative; è necessario che il medico acquisisca una nuova metodologia clinica rigorosa e scientificamente validata10. Tale metodologia è rappresentata dal Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), introdotto nell’insegnamento universitario della Scuola Medica di Milano fin dal 199811.
Il PCCM sostituisce la diagnosi puramente nosografica con il concetto operativo di Diacrisi10. La Diacrisi è l’atto sintetico-interpretativo che integra simultaneamente due dimensioni fondamentali:

  1. La Diagnosi di Persona: l’identificazione della struttura di personalità del paziente, delle sue risorse evolutive, del suo stile di coping, dei suoi fattori protettivi, della sua domanda spirituale ed esistenziale di senso e della qualità delle sue relazioni interpersonali12.
  2. La Diagnosi di Malattia: la valutazione scientifica rigorosa dei segni, dei sintomi, delle alterazioni anatomo-fisiologiche e dei parametri bio-umorali relativi alla patologia cronica12.

La Diacrisi consente al medico di non rimanere ostaggio dell’ansia nosografica — che spinge alla sovra-prescrizione di farmaci ed esami per coprire ogni minima deviazione dalla norma statistica — ma di interpretare il dato biologico all’interno della storia unica della persona10.
Un elemento fondante del PCCM nella gestione della cronicità è l’applicazione del Counselling Medico, ideato da Brera nel 199111. Il Counselling Medico non è una forma di psicoterapia, né una semplice consulenza informale, ma una tecnica clinica maieutica attraverso la quale il medico guida il paziente a prendere consapevolezza delle proprie possibilità di salute e di scelta etico-esistenziale10.
Come evidenziato dalle ricerche di Galante sulla funzione della Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona, la guarigione o la stabilizzazione di una malattia cronica dipendono dall’attivazione della risposta volitiva e morale del paziente10. Un sistema burocratico tratta il paziente come un soggetto passivo da controllare; il Counselling Medico, al contrario, stimola la risposta teleonomica e la volontà di guarire, aiutando il malato a riorganizzare il proprio stile di vita, la propria alimentazione, la propria attività fisica e le proprie risposte allo stress12. Attraverso questo percorso maieutico, la persona cronica smette di vivere la terapia come un’imposizione esterna soffocata da adempimenti burocratici e la trasforma in una scelta libera e responsabile per la realizzazione della propria vita10.

Conclusioni e Prospettive Politico-Sanitarie

L’analisi condotta dimostra in modo inequivocabile che l’ipertrofia burocratica costituisce un vero e proprio limite strutturale, clinico ed epistemologico per la Medicina Generale nell’assistenza alle persone con patologie croniche1. Riducendo la pratica medica a un esercizio di conformità amministrativa, il sistema sanitario contemporaneo soffoca la relazione terapeutica, induce il burnout nei professionisti della salute e innesca reazioni di stress allostatico nei pazienti, con il risultato di peggiorare i quadri clinici e far lievitare i costi assistenziali globali5.
Il superamento di questa crisi richiede una rivoluzione scientifica e culturale che metta al centro il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona formulato dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera11. Alla luce dei principi della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e delle evidenze empiriche disponibili, si tracciano le seguenti raccomandazioni politico-sanitarie e metodologiche9:

  1. Radicale Deburocratizzazione dell’Atto Prescrittivo: In linea con le istanze della FNOMCeO e i recenti aggiornamenti normativi (quali l’evoluzione della Nota AIFA 97, della Nota 99 e l’istituzione della Nota N01), è urgente eliminare l’obbligo di rinnovo specialistico per i farmaci d’uso consolidato nella cronicità8. La responsabilità prescrittiva deve essere restituita appieno al Medico di Medicina Generale, abilitandolo a gestire la continuità terapeutica senza interposizioni burocratiche9. Le Note AIFA devono tornare a essere strumenti trasparenti di guida all’appropriatezza scientifica e non cavilli amministrativi sanzionatori9.
  2. Riforma della Formazione Medica (Medical Education): È necessario superare l’analfabetismo epistemologico della classe medica introducendo nei corsi di Laurea in Medicina e nelle Scuole di Specializzazione in Medicina di Comunità e Cure Primarie l’insegnamento dell’epistemologia interazionista, della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica relazionale e della Teleonomia umana10. I medici di medicina generale devono essere addestrati all’uso della Diacrisi e delle tecniche di Counselling Medico, al fine di acquisire competenze relazionali rigorose per la conduzione dell’incontro clinico e la gestione maieutica del paziente cronico10.
  3. Riorganizzazione del Tempo Clinico e Risorse Territoriali: La legislazione e gli Accordi Collettivi Nazionali della Medicina Generale devono formalizzare e tutelare il tempo dell’ascolto e della comunicazione empatico-maieutica come prestazione clinica fondamentale, inderogabile e non sostituibile da adempimenti informatici (“tempo di relazione come tempo di cura”)22. Inoltre, le Aziende Sanitarie e le aggregazioni territoriali (Case di Comunità, COT, AFT) devono farsi carico della gestione amministrativa e del flusso dati attraverso segreterie dedicate e figure infermieristiche, liberando integralmente il medico di famiglia da compiti di codifica ed data-entry passivo2.

Soltanto affrancando la medicina generale dalle catene della burocrazia riduzionista e riorganizzando l’assistenza primaria attorno alla tridimensionalità della persona umana (Corpo, Mente e Spirito) sarà possibile garantire un’assistenza alla cronicità che sia scientificamente avanzata, economicamente sostenibile e autenticamente umana10.
 

Bibliografia

 
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12.Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana; Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm
13.Comitato Sanitario Nazionale. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. CSN; 2026 Lug 21. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/
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27.Comitato Sanitario Nazionale. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici. CSN; 2026 Ago 17. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/
28.Galante V. Epistemologia della Riforma Territoriale: Analisi Critica del Decreto-Legge Schillaci alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona. ResearchGate; 2026. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407288782_Epistemologia_della_Riforma_Territoriale_Analisi_Critica_del_Decreto-Legge_Schillaci_alla_Luce_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona
29.Doctor33. MMG privato, il Regno Unito fa sul serio. Ecco gli scenari a confronto con l’Italia. Doctor33; Disponibile su: https://www.doctor33.it/articolo/60353/mmg-privato-il-regno-unito-fa-sul-serio-ecco-gli-scenari-a-confronto-con-litalia

 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 22/08/2026
 
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 
 

La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici

La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici

Vito Galante[1] 

Abstract

The concept of human will (volition) represents a foundational yet historically neglected component of clinical medicine. This research report analyzes the role of the will within the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. Grounded in a non-deterministic, interactionist-teleonomic framework, PCM epistemologically redefines health as “the choice of the true possibilities for being the best human person.” Through the mathematical formalization of the Health Relativity Theory (HRT)—represented by the equation Hp= K (IqxCQ)—this study demonstrates how the Quality of Choice (Cq), as a proxy for the human will, directly modulates biological and clinical outcomes. By integrating the latest advancements in psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), relational and moral epigenetics, and allostatic regulation, we illustrate the molecular pathways through which existential and ethical choices are biologically transduced. Finally, the paper discusses the clinical operationalization of the will via the Person-Centered Clinical Method (PCCM) and Medical Counselling, emphasizing the physician’s role as a “Maieuta of Human Dignity” (Religio Medici) who defends the patient’s ontological sanctity from conception to natural death.

Keywords

Person-Centered Medicine; Will; Health Relativity Theory; Kairology; Epigenetics; Psychoneuroendocrineimmunology; Medical Counselling; Adolescentology.

Introduzione ed Epistemologia della Volontà nella Medicina Clinica

La professione medica contemporanea attraversa una fase di profonda ridefinizione epistemologica, contrassegnata da quello che è stato definito come un naufragio ontologico della figura del clinico (Galante, 2026)1. Questa crisi d’identità affonda le sue radici storiche nel trionfo del riduzionismo biomedico di stampo positivista, il quale, a partire dalle formulazioni di Claude Bernard, ha ridotto il corpo umano a una macchina complessa e la malattia a un mero guasto molecolare deterministico (Brera, 2001; Galante, 2026)4. Tale approccio ha generato un diffuso analfabetismo epistemologico che frammenta la persona del paziente dietro un velo di dati bio-statistici, trasformando il medico in un semplice tecnico addetto alla riparazione organica (Galante, 2026)1.
Per ovviare a questa deriva meccanicistica, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, sotto la guida del Professor Giuseppe Rodolfo Brera, ha avviato a partire dagli anni novanta una rivoluzione epistemologica senza precedenti: la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) (Brera, 2025; Galante, 2026)7. Questo nuovo paradigma unificatore supera il dualismo cartesiano tra res cogitans e res extensa, dimostrando come la soggettività, i valori e la volontà della persona interagiscano costantemente e bidirezionalmente con la biologia cellulare e molecolare (Brera, 2001; Galante, 2026)4. In questo orizzonte, la volontà del paziente non rappresenta un epifenomeno psicologico trascurabile, bensì il nucleo centrale del processo di cura e il principale modulatore della resilienza biologica (Brera, 2025; Galante, 2026)7.

La Volontà tra Arbitrio, Verità e Vocazione nella Visione di Brera

All’interno dell’antropologia medica di Brera, la volontà umana si colloca in una dimensione radicalmente diversa sia dall’arbitrio individualista sia dalla passività deterministica (Brera, 2025; Brera, 2026)7. La cultura edonistica contemporanea tende a equiparare la libertà all’arbitrio assoluto (arbitrio assoluto), illudendo l’uomo di poter disporre della propria e dell’altrui vita in modo incondizionato (Brera, 2026)9. Questa distorsione morale trova espressione clinica e legislativa nella legalizzazione istituzionale di pratiche come l’aborto e il suicidio assistito, che Brera e la bioetica dell’Università Ambrosiana denunciano come espressioni di un delirio di onnipotenza che stravolge la funzione difensiva del diritto e della medicina (Brera, 2008; Brera, 2026)9.
Al contrario, la vera volontà e la libertà autentica si realizzano unicamente quando la scelta soggettiva si orienta verso la verità oggettiva e il bene della persona (Brera, 2025; Brera, 2026)7. Come insegnano S. Agostino e S. Ambrogio, la volontà umana è strutturata per la ricerca della verità (“Se dubito vuol dire che esiste la verità“) ed è fatta per essere, sapere e amare (Brera, 2026)2. Ciascun individuo vive costantemente una battaglia irriducibile, sia psicologica sia biologica, tra il vero e il falso, tra il bene e il male, tra l’integrazione genitale e la frammentazione pre-genitale (Brera, 2026)12. Il sistema immunitario stesso si offre come un modello biologico di questa dinamica di discernimento, distruggendo attivamente le minacce alla vita dell’organismo (Brera, 2025)7.
In questa prospettiva, la volontà non è una forza cieca, ma la risposta consapevole a una vocazione esistenziale all’amore, alla bellezza e alla verità (Brera, 2008; Brera, 2025)14. L’atto di volontà richiede il coraggio e l’umiltà di andare controcorrente rispetto alle pressioni edonistiche o istituzionali che spingono verso quello che Herbert Marcuse definiva la “conquista della coscienza infelice” e la chiusura dell’universo di discorso (Brera, 2005)17. La salute, pertanto, non è un adattamento passivo alle richieste del mondo, bensì un processo costruttivo della persona orientato ad veritatem (Brera, 2008)14.

La Teoria della Relatività della Salute (HRT) e la Matematizzazione della Scelta

La straordinaria innovazione teorica apportata da Brera consiste nell’aver tradotto queste considerazioni filosofiche in un modello scientifico rigoroso e formalizzato (Galante, 2026)2. Attraverso la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory, HRT), la salute viene definita come un costrutto semantico e allostatico della persona, regolato dall’interazione tra la qualità dell’interpretazione dell’esperienza e la qualità delle scelte (Brera, 2021; Galante, 2026)18.
La probabilità di salute (Hp, Health Probability), intesa come potenziale dinamico di espressione della vita, è descritta dalla formula (Brera, 2021; Galante, 2026)5:
Hp= K(IqxCq)
Dove:

  • K rappresenta la Costante Kairologica, ovvero la domanda naturale e innata di significato, verità, amore e bellezza che caratterizza lo spirito umano (Brera, 2021)20.
  • Iq rappresenta la Qualità dell’Interpretazione (Interpretation Quality) delle possibilità e degli stimoli esistenziali che si presentano imprevedibilmente nella vita (Brera, 2021)18.
  • Cq rappresenta la Qualità delle Scelte (Choices Quality), espressione diretta dell’atto volitivo che traduce l’interpretazione in comportamento concreto (Brera, 2021)18.

In perfetta continuità teorica con la HRT, la Teoria della Salute basata sulla Resilienza (Resilience-Based Health Theory, RBHT) formalizza la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (Hrk) in base alle polarità assunte dalle facoltà cognitive e volitive del soggetto (Brera, 2021; Galante, 2026)18:
HRz= IPq+ x CPq+
Hrk= IPq- e CPq-
Dove IPq+ e CPq+ indicano l’interpretazione e la scelta orientate positivamente alla verità e al bene della persona, mentre IPq- e CPq- descrivono le declinazioni patogene e disfunzionali della volontà e del pensiero (Brera, 2021; Galante, 2026)18.
La tabella seguente illustra il contrasto paradigmatico tra la visione deterministica classica e il modello indeterministico centrato sulla persona relativamente alla dinamica della volontà e della salute.
 

Dimensione Modello Biomedico Deterministico (Bernard/Cannon/Selye) Paradigma Centrato sulla Persona (Brera/Scuola di Milano)
Definizione di Salute Assenza di malattia o stato omeostatico statico di equilibrio fisico2. “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”7.
Ruolo della Volontà Epifenomeno privo di causalità biologica; comportamento ridotto a riflesso o pulsione4. Variabile clinica primaria (Cq, CPq) in grado di modulare l’espressione genica e l’allostasi7.
Concetto di Libertà Illusione soggettiva; l’azione umana è determinata da geni e ambiente24. Autodeterminazione responsabile orientata alla verità e al bene della persona7.
Modello di Adattamento Omeostasi passiva e reattività meccanica agli stimoli biologici2. Allostasi dinamica e adattamento creativo regolato dall’interpretazione soggettiva10.
Metodologia Clinica Semeiologia fisica e classificazione nosografica oggettivante orientata all’organo18. Diacrisi tridimensionale, Epoké clinica e Diagnosi di Persona5.

Epigenetica Relazionale, Epigenetica Morale e Meccanismi Allostatici

La transizione dall’indeterminismo clinico alla realtà biologica trova la sua spiegazione scientifica nei meccanismi molecolari della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica (Galante, 2026)2. Gli studi pionieristici condotti e sintetizzati presso l’Università Ambrosiana dimostrano come il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) sia in grado di riprogrammare l’espressione genica e la fisiologia sistemica attraverso processi di simbolizzazione affettiva ed esistenziale (Galante, 2026)2.
L’Epigenetica Relazionale evidenzia come le interazioni affettive e la qualità delle relazioni umane (inclusa la relazione medico-paziente) vengano trasdotte molecolarmente attraverso vie di segnalazione neuroendocrine che influenzano la metilazione del DNA, l’acetilazione istonica e l’espressione genica (Brera, 2025; Galante, 2026)7. L’Epigenetica Morale compie un passo ulteriore, dimostrando che le scelte esistenziali e l’orientamento della volontà verso la verità e l’amore fungono da primari regolatori della stabilità allostatica (Galante, 2026)8.
Sotto il profilo biochimico, una volontà orientata a scelte coerenti con il bene riduce l’entropia e il carico allostatico cerebrale (Galante, 2026)19. Al contrario, l’incertezza cognitiva, le scelte disfunzionali e il conflitto irrisolto tra vero e falso generano una attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), con conseguenti picchi catecolaminergici deleteri per l’endotelio vascolare e stati di immunodepressione (Galante, 2026)19.
Questo modello epistemologico poggia su solide e verificate basi scientifiche internazionali:

  • Moshe Szyf e Michael Meaney hanno provato che la qualità del coping e le cure materne modificano stabilmente i recettori cerebrali dei glucocorticoidi tramite modificazioni epigenetiche (Brera, 2025)20.
  • Erik Kandel (Premio Nobel) ha dimostrato che l’apprendimento e le scelte comportamentali alterano l’espressione genica e rimodellano la struttura neuronale (Brera, 2025)20.
  • Pier Mario Biava ha scoperto il codice epigenetico di differenziazione cellulare in grado di riprogrammare le cellule tumorali e arginare i processi neurodegenerativi (Galante, 2026)8.
  • Elisabeth Blackburn (Premio Nobel) ha svelato la correlazione diretta tra la qualità della vita, il superamento dello stress e la regolazione della lunghezza dei telomeri, ponendo in luce le basi biologiche della longevità cellulare (Brera, 2025)7.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Salvaguardia della Volontà del Paziente

La messa in opera di questo paradigma nella pratica clinica avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM), originato dalle intuizioni del Counselling Medico fondato da Brera nel 1991 (Brera, 2025)25. Il PCCM si struttura come una metodologia rigorosa che impedisce la strumentalizzazione del paziente e promuove una “tolleranza 0%” verso qualsiasi mercificazione della cura (Galante, 2026)2.
In ambito clinico e pedagogico, in particolar modo nel trattamento degli adolescenti, il PCCM e la “Teoria dell’adolescenza centrata sulla persona” (Brera, 1983) proteggono rigorosamente la volontà del minore (Brera, 2026; Galante, 2026)2. Il counselling medico non mira affatto a manipolare o forzare la volontà del giovane, bensì a destrutturare l’empatia tradizionale in un metodo scientificamente fondato che consenta all’adolescente di partecipare in modo attivo, consapevole e volontario alle decisioni cliniche, allineando le scelte terapeutiche ai propri valori morali e spirituali (Brera, 2026)6. La fede religiosa e l’esperienza spirituale del paziente vengono qui valorizzate come potenti alleati della guarigione e della resilienza esistenziale (Brera, 2026)6.
Sotto il profilo applicativo, il PCCM si articola attraverso la Diacrisi, una valutazione tridimensionale della persona (biologica, psicologica e spirituale) che mette temporaneamente “tra parentesi” l’ansia nosografica del clinico (Epoké Clinica) per concentrarsi sulle risorse e sui punti di forza del paziente, prima ancora che sui suoi sintomi (Brera, 2025; Galante, 2026)5.
La validità clinica e l’efficacia del PCCM sono supportate da dati pilota inconfutabili raccolti dalla Scuola Medica di Milano, illustrati nella tabella seguente (Brera, 2025; Galante, 2026)18.
 

Indicatore di Efficacia Clinica del PCCM Percentuale di Medici che Confermano l’Efficacia Implicazione Sanitaria ed Economica
Miglioramento della Comprensione del Paziente 95% Ottimizzazione dell’alleanza terapeutica e della compliance del paziente20.
Miglioramento della Salute e Qualità della Vita 75% Incremento effettivo del benessere allostatico e della resilienza biologica20.
Riduzione di Esami Strumentali e Prescrizioni Inutili 70% Drastico abbattimento della spesa sanitaria pubblica e della iatrogenesi20.
Riduzione di Ospedalizzazioni Non Necessarie 55% De-congestionamento delle strutture ospedaliere ed efficientamento dei servizi territoriali20.
Richiesta di Maggiore Dedicazione di Tempo 55% Necessità di una riorganizzazione strutturale dei tempi della consultazione clinica31.

Conclusioni: La Maieutica della Dignità e il Ruolo del Medico

L’analisi esaustiva del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona formulato da Giuseppe R. Brera evidenzia che la volontà umana rappresenta un formidabile e ineludibile determinante della salute (Brera, 2025; Galante, 2026)7. Attraverso l’esercizio di una volontà consapevole, orientata alla verità e informata dal significato, la persona cessa di essere una vittima passiva dei processi patologici o di spinte pulsionali regressive, assumendo il ruolo di autentico protagonista e co-creatore del proprio destino biologico ed esistenziale (Brera, 2005; Brera, 2025)17.
In questa rivoluzione copernicana della scienza medica, il medico abdica al ruolo di mero tecnico della riparazione organica per assurgere a quello di “Maieuta della Dignità Umana” e “sacerdote laico” della cura (Religio Medici) (Galante, 2026)1. Egli è chiamato a instaurare un incontro terapeutico intersoggettivo che difenda e rispetti la sacralità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, aggiungendo non solo giorni alla vita, ma autentica vita ai giorni (Galante, 2026)2. Solo restaurando la sovranità della volontà e dello spirito all’interno della clinica sarà possibile realizzare una medicina autenticamente umana, scientificamente rigorosa e capace di sconfiggere l’alienazione del nostro tempo (Galante, 2026)2.

Bibliografia essenziale

  1. Brera GR. La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa-Roma: IEPI; 2001. p. 21-35. ISBN 88-8147-245-7.
  2. Brera GR. A Revolution for Clinical Method and Bio-Medical Research: The determinate and the quality indeterminate Relativity of Biological Reactions. Milano: Università Ambrosiana; 1996.
  3. Brera GR. The manifesto of Person-Centred Medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1999;XIV(1-2):7-11.
  4. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milano: Editoria Università Ambrosiana; 2021. ISBN: 9798756383423.
  5. Brera GR. The shift of medicine to the person-centered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J. 2025 Nov 13;XV:ID3. DOI: 10.13140/RG.2.2.20291.58405.
  6. Brera GR, ITFOP. Person-centered clinical Method and its teaching. Pers Cent Med Int J. 2025 Nov 10;XV:ID1.
  7. Galante V. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità. Comitato Sanitario Nazionale. 2026 Giu.
  8. Galante V. Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano. Comitato Sanitario Nazionale. 2026 Lug 6.
  9. Galante V. Educating for Desire and Cultivating Resilience in Adolescence: Integrating Pedagogical Criteria and Clinical Epoké. ResearchGate. 2026 Jan.
  10. Brera GR. Bioetica dell’adolescenza, l’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Comitato Sanitario Nazionale. 2026 Giu 21.

Bibliografia

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2.Comitato Sanitario Nazionale. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Comitato Sanitario Nazionale; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
3.Brera GR. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità [Internet]. ResearchGate; 2025 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407289618_Il_Ruolo_del_Medico_nella_Medicina_Centrata_sulla_Persona_Dall’Analfabetismo_Epistemologico_alla_Maieutica_della_Dignita
4.Brera GR. La Medicina Centrata sulla Persona [Internet]. ResearchGate; 2014 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/268799611_LA_MEDICINA_CENTRATA_SULLA_PERSONA
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6.Comitato Sanitario Nazionale [Internet]. Milano: Comitato Sanitario Nazionale; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/
7.Brera GR. The shift of Medicine to the Person-Centered Medicine paradigm and the life epistemology [Internet]. Università Ambrosiana; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://files.supersite.aruba.it/media/22592_f664dc502d3723ddcc7037f55cd10eb0d38d2f99.pdf/o/brera%20gr%20%20the%20shift%20of%20medicine.pdf
8.Comitato Sanitario Nazionale. Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. 6 luglio 2026 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/06/epigenetica-relazionale-e-morale-la-rivoluzione-del-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona-della-scuola-medica-di-milano/
9.Comitato Sanitario Nazionale. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica [Internet]. 21 giugno 2026 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/
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18.Comitato Sanitario Nazionale. Epistemologia della Riforma Territoriale: Analisi Critica del Decreto-Legge Schillaci alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona [Internet]. 30 maggio 2026 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/05/30/epistemologia-della-riforma-territoriale-analisi-critica-del-decreto-legge-schillaci-alla-luce-del-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona/
19.Comitato Sanitario Nazionale. Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica [Internet]. 4 luglio 2026 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/04/le-opere-di-misericordia-alla-luce-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-delladolescentologia-clinica-sintesi-epistemologica-allostatica-e-kairologica/
20.Università Ambrosiana. The shift of Medicine to the Person-Centered Medicine paradigm [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/The%20Medicine%20shift%20to%20the%20Person-centered%20Medicine%20paradigm%20(2).pdf
21.Brera GR. The Medicine shift to the Person-Centered Medicine Paradigm Life epistemology and the relativity of health concept [Internet]. ResearchGate; 2024 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/377407448_Universita’Ambrosiana_The_Medicine_shift_to_the_Person-Centered_Medicine_Paradigm_Life_epistemology_and_the_relativity_of_health_concept
22.Brera GR. Bioetica Adolescenza Brera e Chiesa [Internet]. ResearchGate; 2025 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407433135_Bioetica_Adolescenza_Brera_e_Chiesa
23.Editoria Università Ambrosiana. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. Milano: Editoria Università Ambrosiana; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.editoriauniversitaambrosiana.it/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent-3/
24.ResearchGate. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
25.Brera GR. Person Centered Medicine: Theory, Teaching, Research [Internet]. ResearchGate; 2012 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/215528815_Person_Centered_MedicineTheoryTeachingResearch
26.Università Ambrosiana News. Scuola Medica di Milano Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/scuola-medica-di-milano/
27.Adolescentologia Online. Tag: Scuola medica di Milano [Internet]. [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/scuola-medica-di-milano/
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29.Università Ambrosiana. Note storiche [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/NOTE%20STORICHE.pdf
30.Università Ambrosiana. Person-Centered Medicine: Theory, Teaching and Research [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Person%20Centered%20Medicine%20theory.teaching%20and%20research.pdf
31.Brera GR. Person-centered clinical method and its teaching [Internet]. Aruba; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://files.supersite.aruba.it/media/22592_79c9b81559957b7f34f51cbe418b252b369f6240.pdf/o/giuseppe%20r.%20brera%20%20person%20-centered%20%20clinical%20method%20%20and%20its%20teaching%20l.pdf
32.Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person Centered Medicine [Internet]. ResearchGate; 2017 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/320730620_The_Epistemological_Manifesto_of_Person_Centered_Medicine
 
[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 

La Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor alla luce della Kairologia del prof. Brera: Una sintesi teologica, epistemologica e antropologico-clinica

La Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor alla luce della Kairologia del prof. Brera: Una sintesi teologica, epistemologica e antropologico-clinica[1]

Vito Galante[2]
Abstract This research report offers an exhaustive theological, epistemological, and anthropo-clinical exploration of the Transfiguration of Jesus on Mount Tabor through the theoretical lens of Kairology, the personalist and interactionist hermeneutic model developed by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. By synthesizing the patristic tradition of the Taboric Light—notably the theological frameworks of Saint Cyril of Alexandria and Saint Gregory Palamas—with the core axioms of Kairology, Person-Centered Medicine, and Psycho-Neuro-Endocrine-Immunology (PNEI), this study demonstrates that Mount Tabor constitutes the paradigm of the existential and metahistorical Kairos in salvation history. The Transfiguration is interpreted not as an isolated miraculous phenomenon, but as the empirical and ontological disclosure of human teleonomy: the full manifestation of body-mind-spirit unity illuminated by uncreated divine glory. Furthermore, this report examines the ontological inversion (Sum ergo cogito) implicit in the Father’s voice on the mountain, showing how Christ, as the absolute Kairos, provides the ultimate existential matrix for human coping, transforming suffering (pathos) and mortality into an allostatic and epigenetic trajectory toward deification (theosis) and person-centered health.
Keywords: Kairology, Transfiguration of Jesus, Mount Tabor, Giuseppe Rodolfo Brera, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Taboric Light, Ontological Inversion, PNEI, Person-Centered Health.

Introduzione ed epistemologia della Kairologia breriana

La comprensione scientifica ed epistemologica della natura umana ha vissuto, a partire dall’ultimo decennio del XX secolo, un profondo riorientamento paradigma-fondativo grazie ai lavori del professor Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. Nata ufficialmente il 22 ottobre 1993 ad Assisi durante il I° Congresso Internazionale di Adolescentologia con la relazione inaugurale The Kairos of Existence, la Kairologia si propone quale nuova ermeneutica multidisciplinare della natura e della soggettività umana1. Il paradigma trae origine dallo studio clinico e fenomenologico del pensiero simbolico e delle dinamiche di sviluppo degli adolescenti, documentando come l’evoluzione ontologica dell’uomo non possa essere ridotta a un determinismo biologico-meccanicista né dissolta in un relativismo pragmatista1. Al contrario, l’essere umano rivela l’esistenza di un codice semantico pre-determinato, orientato a fornire risposte oggettive nella soggettività alle domande fondamentali di verità, amore e bellezza2.
Il neologismo “Kairologia”, coniato da Brera, coniuga il termine greco Kairos (indicante il momento opportuno, il tempo propizio di grazia, di sintesi creativa e di svelamento) con Logos (discorso razionale, fondamento epistemico e struttura di significato)1. La Kairologia distingue ed oppone radicalmente la categoria del Kairos a quella del Chronos, inteso quest’ultimo come la temporalità quantitativa, misurabile, lineare e riduzionista propria della meccanica classica bernardiana4. Mentre il Chronos descrive il mero scorrere metrico dei processi biologico-invecchianti o storici, il Kairos costituisce l’evento qualitativo in cui la libertà della persona incontra la verità dell’essere, realizzando una sintesi esistenziale capace di trasformare le possibilità dell’esistenza in realtà vissuta1.
Il percorso di maturazione ontologica della persona si articola, nella teoria kairologica, attraverso la transizione e l’integrazione di tre distinti stati ontologici8. Il primo stato è identificato nell’Essere Persona (Being a Person), quale statuto ontologico originario, costitutivo e inviolabile dell’individuo in quanto creato ad immagine di Dio, presente dal momento del concepimento fino alla morte naturale5. Il secondo stato è il Sé-possibile (Self-possible), che racchiude l’insieme dinamico e indeterminato delle potenzialità noetiche, affettive, biologiche e relazionali che si schiudono alla persona, sperimentate con peculiare carica tensionale durante la fase adolescenziale6. Il terzo stato è il Sé-reale (Self-real), inteso come la concretizzazione storica della soggettività, determinata dalla qualità delle scelte libere e dalle risposte di coping date alle chiamate teleonomiche della vita5.
Alla base di questo dinamismo ermeneutico si colloca il principio dell’Inversione Ontologica, formulato da Brera per superare la spaccatura dualistica introdotta dal razionalismo cartesiano10. In luogo dell’assioma cartesiano Cogito ergo sum, che subordina l’essere alla previa attività razionale del soggetto, la Kairologia afferma il primato metafisico dell’essere attraverso la formula Sum ergo cogito10. La luce del Logos e la realtà dell’essere precedono e fondano l’attività cognitiva, emotiva e percettiva dell’uomo10. La natura umana si dimostra così intrinsecamente teleonomica, indirizzata cioè ad attuare una costruzione consapevole o inconsapevole del sé quale realtà intessuta di Verità, Amore e Bellezza2.
In ambito medico-scientifico, la Kairologia rappresenta l’impalcatura teorica della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)2. Integrando le scoperte della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), i modelli di allostasi (Sterling ed Eyer), le ricerche sulla neurobiologia dell’apprendimento (Kandel) e le evidenze epigenetiche sulla trasduzione genica indotta dall’ambiente e dalle relazioni (Szyf e Meaney), la Kairologia dimostra che la biologia dell’organismo è continuamente modellata dalla qualità della vita relazionale e dal significato esistenziale4. Tali evidenze sono formalizzate nella Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche alla qualità del coping (RBR Theory), la quale stabilisce che le reazioni biologiche dell’uomo non sono grandezze indeterminate o meccanicamente fisse, ma funzioni della qualità delle risposte cognitive, affettive e spirituali che la persona elabora di fronte agli eventi esistenziali4.

La Trasfigurazione sul Monte Tabor: Esegesi evangelica e tradizione patristica

L’episodio della Trasfigurazione di Gesù, testimoniato in modo concordante dai tre vangeli sinottici (Matteo 17,1-9; Marco 9,2-10; Luca 9,28-36), rappresenta una delle vette cristologiche e teologiche della Rivelazione neotestamentaria. Gesù conduce i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte in disparte — identificato dalla tradizione ecclesiale nel monte Tabor — e si trasfigura davanti a loro: il suo volto brilla come il sole, le sue vesti divengono di un candore folgorante e non umano, mentre Mosè ed Elia appaiono al suo fianco conversando della sua imminente “uscita” (exodos) destinata a compiersi a Gerusalemme (Lc 9,31). L’evento culmina con l’irruzione di una nube luminosa che avvolge i presenti e con la proclamazione paterna: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
La teologia patristica, sviluppatasi sia nell’alveo orientale che in quello occidentale, ha articolato l’esegesi della divina Trasfigurazione lungo tre direttrici ermeneutiche tra loro strettamente interconnesse13.
La prima direttrice è quella teofanica e trinitaria. Il monte Tabor viene interpretato dai Padri come il luogo della manifestazione visibile della natura divina di Cristo e del mistero trinitario13. La voce del Padre risuona dal cielo, la natura umana del Figlio risplende della gloria divina e la Nube luminosa manifesta la presenza dello Spirito Santo13. Il Tabor rivela che l’invisibilità oggettiva di Dio si rende accessibile nella soggettività storica dell’Incarnazione del Logos5.
La seconda direttrice è quella soteriologica e cristocentrica. Come chiarito con rigore esegetico da San Cirillo di Alessandria, la gloria del Tabor non può essere isolata dal dramma del Golgota13. La Trasfigurazione precede la Passione ed è ad essa ordinata: la visione della luce divina fornisce ai discepoli la riserva di senso, di fede e di stabilità psicospirituale necessaria per sostenere lo scandalo e il trauma della Croce13. La presenza simultanea di Mosè (rappresentante la Legge) e di Elia (rappresentante i Profeti) attesta l’armonia cosmica e storica dei due Testamenti, i quali convergono e trovano il loro compimento nella Grazia incarnata in Gesù Cristo13.
La terza direttrice riguarda l’escatologia e la dottrina della deificazione (theosis). Raggiungendo la sua massima sistemazione teologica nel XIV secolo con San Gregorio Palamas, la tradizione patristica individua nella luce taborica l’irradiazione delle energie divine non create13. La Trasfigurazione non altera la natura corporea di Cristo mediante un’illusione ottica o un miracolo estrinseco, ma rende visibile ai discepoli — le cui facoltà percettive vengono momentaneamente trasfigurate e trascese dallo Spirito — la gloria intrinseca che la carne del Verbo possiede sin dall’incarnazione13. Il Tabor costituisce l’esemplare archetipico della trasfigurazione finale dell’uomo: il corpo risorto nell’ottavo giorno escatologico non sarà un’entità eterea o apparente, ma una realtà somatico-spirituale pienamente permeata dalla gloria immateriale e immortale di Dio13.
 

Dimensione Teologica Significato Tradizionale Patristico Corrispettivo nel Paradigma Kairologico
Teofania Trinitaria Rivelazione della divinità del Logos, della paternità di Dio e della presenza dello Spirito13. Svelamento del Logos originario che fonda l’Inversione Ontologica (Sum ergo cogito)10.
Polo Soteriologico Preparazione alla Croce (Exodos); legame indissolubile tra Tabor e Golgota13. Risorsa di coping spirituale per la trasformazione allostatica del pathos e della sofferenza4.
Escatologia e Theosis Anticipazione della risurrezione e divinizzazione della carne mediante la luce non creata13. Realizzazione suprema della teleonomia umana: passaggio dal Sé-possibile al Sé-reale trasfigurato5.
Mosè ed Elia Sintesi e testimonianza della Legge e dei Profeti che convergono nella Grazia13. Integrazione della memoria storica e normativa nel Kairos presente della sintesi creativa1.

Ermeneutica kairologica della Trasfigurazione di Gesù

L’applicazione del modello kairologico elaborato da Giuseppe Rodolfo Brera al testo evangelico della Trasfigurazione consente di dischiudere un’interpretazione integrata che unisce l’esegesi teologica con le categorie dell’antropologia medica, dell’epistemologia interazionista e della PNEI1.

Il Monte Tabor come il Kairos Metastorico dell’Esistenza

Sotto il profilo della temporalità fenomenologica, l’ascesa sul monte Tabor costituisce la rottura radicale del Chronos profano e l’irruzione del Kairos metastorico nella cronologia umana1. I tre discepoli vengono sottratti al flusso quantitativo e frammentato della quotidianità per essere introdotti in un tempo opportuno di rivelazione, in cui il significato dell’intera storia cosmica viene concentrato nell’evento presente1.
Nel Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona, Brera definisce Gesù Cristo come il «”Kairos” necessario per la salvezza personale, individuale, soggettiva dalla morte e dalla sofferenza»5. Sul Tabor, Gesù non subisce un mutamento della sua essenza, ma squarcia il velo della percezione ordinaria, permettendo ai discepoli di fare esperienza diretta del Kairos supremo1. La Trasfigurazione rivela che la storia umana non è un vagare privo di meta governato dal puro determinismo biologico, ma è una trama temporale impregnata di una chiamata teleonomica alla salvezza e al compimento del senso2.

La Luce Taborica e l’Inversione Ontologica (Sum Ergo Cogito)

La luce non creata emanante dal corpo di Cristo offre una chiarificazione fenomenologica impeccabile del principio dell’Inversione Ontologica (Sum ergo cogito) espresso dalla Kairologia10. Mentre la visione scientista e cartesiana muove dal primato del pensiero o della struttura biologica organica (Cogito), l’evento taborico mostra che la realtà originaria risiede nella pienezza dell’Essere divino rivelato (Sum)10.
La proclamazione del Padre («Questi è il Figlio mio, l’amato») istituisce la matrice ontologica primaria dell’esistenza5. L’identità personale di Cristo — e analogicamente quella di ogni essere umano creato a Sua immagine — poggia sull’essere preesistente, pensato e amato dal Padre5. L’esperienza percettiva e cognitiva dei discepoli rappresenta una risposta derivata di fronte allo svelamento dell’Essere10. L’esclamazione di Pietro («Signore, è bello per noi essere qui») evidenzia come la percezione della Bellezza taborica attivi immediatamente le strutture noetiche ed affettive della mente, inducendo una riorganizzazione sistemica del mondo simbolico dell’individuo2. La Bellezza si confermatrice visibile della Verità e veicolo immediato dell’Amore divino2.

La Teleonomia dell’Unità Corpo-Mente-Spirito e la PNEI della Trasfigurazione

La Kairologia definisce la persona umana come un’unità tridimensionale sistemica, indivisibile e teleonomica, composta da corpo (l’insieme dei fenomeni biologici), mente (il mondo simbolico, percepente e comportamentale) e spirito (la domanda innata di significato e la relazione con la trascendenza)2. Ognuna di queste tre dimensioni possiede la medesima dignità ontologica ed esiste in uno stato di interazione costante e bidirezionale2.
Sul monte Tabor, questa unione tridimensionale trova la sua attuazione più luminosa e paradigmatica13:
Nel corpo, i fenomeni biologici non vengono distrutti o alienati, ma assumono un grado di coerenza e di splendore superiore13. La materia corporea di Cristo diventa recettiva della gloria dello Spirito, anticipando la vittoria sulla corruttibilità biologica e confermando il valore sacro della carne dal concepimento alla morte naturale5.
Nella mente, il mondo simbolico e cognitivo dei discepoli subisce una profonda ristrutturazione. Di fronte alla teofania, la mente passa dallo smarrimento emotivo a una fase di illuminazione noetica5. La memoria storica e teologica (rappresentata dal dialogo con Mosè ed Elia) viene integrata nel presente, espandendo le risorse affettive e cognitive necessarie per interpretare i futuri eventi drammatici della passione5.
Nello spirito, la domanda fondamentale di significato trova il suo appagamento completo nell’incontro diretto e personale con il Creatore attraverso il Figlio5. La dimensione spirituale si rivela come la forza ordinatrice e teleonomica capace di armonizzare l’intera struttura corpo-mente5.
Sotto il profilo della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), l’esperienza kairologica vissuta dai discepoli sul Tabor evidenzia il meccanismo di trasduzione neuro-biologica dei vissuti spirituali4. La percezione di un evento denso di Bellezza e Significato trascendente attiva le reti corticali superiori ed emotive della mente, modulando l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema nervoso autonomo4. La PNEI dimostra che i vissuti di profonda integrazione spirituale neutralizzano i segnali di stress distruttivi, riducendo il carico allostatico pro-infiammatorio e promuovendo una stabilità biologica duratura attraverso meccanismi di espressione genica epigenetica4. L’irruzione del Kairos spirituale agisce così quale potente fattore protettivo biologico, confermando l’assunto breriano secondo cui la salute coincide con il lavoro della persona finalizzato all’integrazione delle risorse di corpo, mente e spirito4.

Il Dialogo sull’Exodos: Il Pathos come Risorsa Allostatica e Coping Kairologico

La presenza di Mosè ed Elia che conversano con Gesù circa la sua imminente “uscita” (exodos) a Gerusalemme (Lc 9,31) impedisce qualsiasi lettura del Tabor in chiave di fuga estatica o disinteressata dalla storia13. L’evento taborico è un atto di massimo coping esistenziale e soteriologico10.
Nel modello della Kairologia clinica, il pathos (la sofferenza, il limite e la malattia) è generato dalla tensione dialettica tra i limiti della condizione biologico-esistenziale e le possibilità di realizzazione della propria natura5. La sofferenza può tuttavia convertirsi nel Kairos determinante in cui la persona scopre la vera identità della propria soggettività responsabile5. La conversazione sull’exodos connette direttamente la gloria del Tabor con l’angoscia del Getsemani e il pathos del Golgota13. La visione della luce divina non elimina la Croce, ma fornisce a Cristo nella sua natura umana e ai discepoli nella loro debolezza psicologica la struttura di significato necessaria per interpretare il pathos non come una disfatta distruttiva, ma come il passaggio obbligato e vittorioso verso la Risurrezione5.
 

Modello Interpretativo Paradigma Meccanicista-Riduzionista Paradigma Kairologico (Brera) applicato al Tabor
Natura del Tempo Chronos: Flusso lineare, determinista e quantitativo4. Kairos: Momento opportuno di sintesi ontologica e grazia1.
Natura del Corpo Macchina biologica soggetta a entropia e decadimento fisso4. Unità Corpo-Mente-Spirito recettiva della Luce Taborica e dell’epigenetica4.
Origine della Conoscenza Cartesianismo (Cogito ergo sum); primato dell’intelletto10. Inversione Ontologica (Sum ergo cogito); primato dell’Essere e del Logos10.
Ruolo della Sofferenza Anomalia sintomatica priva di senso da eliminare tecnicamente4. Pathos integrato nel coping esistenziale e soteriologico (Exodos)5.
Concezione di Salute Assenza meccanica di malattia organica4. Lavoro dinamico di costruzione di risorse teleonomiche e spirituali4.

Implicazioni per la Medicina Centrata sulla Persona e l’antropologia della salute

L’analisi kairologica della divina Trasfigurazione fornisce essenziali indicazioni di carattere clinico, antropologico ed educativo per la Medicina Centrata sulla Persona promossa dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana2.

La Salute come Trasfigurazione Continua della Persona

Nel Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona, redatto da Brera nel 1999, la salute viene definita come «il lavoro di costruzione della persona di fattori protettivi che neutralizzano i fattori di rischio e coinvolgono corpo-mente e spirito nella teleonomia della persona»5. La salute declinata secondo la Kairologia trascende il concetto bernardiano di omeostasi — intesa quale conservazione statica di parametri biologici fisso-determinati — per abbracciare la visione allostatica della stabilità attraverso il cambiamento e l’adattamento creativo4.
La Trasfigurazione manifesta l’attitudine fondamentale della persona umana all’incessante metamorfosi verso la pienezza dell’essere8. La malattia, il dolore o il trauma clinico mettono a dura prova l’equilibrio del soggetto; tuttavia, la clinica centrata sulla persona, mossa da una visione kairologica, supporta il paziente nell’attivazione delle sue risorse interiori4. Il medico, assumendo una postura maieutica ed empatica, guida il malato a cogliere il Kairos insito nella propria prova esistenziale, trasformando il patire in una risorsa di senso, resilienza e maturazione spirituale4.

Il “Programma Kairos” e l’Educazione al Desiderio di Trascendenza

Nel campo dell’Adolescentologia e della pedagogia della salute, il professor Brera ha teorizzato e validato il “Programma Kairos”, uno strumento applicativo concepito per potenziare le risorse affettive, cognitive e creative dei giovani di fronte al disagio e alla frammentazione culturale1. L’evento del Tabor rappresenta la matrice antropologica ideale per la prassi educico-clinica orientata al Kairos8:
La proclamazione udita sul monte evidenzia che l’origine della salute risiede nella certezza primaria di essere desiderati, amati e riconosciuti dal Creatore nella propria dignità ontologica assoluta5. L’ingiunzione divina «Ascoltatelo!» sottolinea l’importanza della pedagogia del silenzio e dell’ascolto interiore, indispensabile per liberare la mente dal rumore informativo sregolato e ritrovare la direzione teleonomica della propria vita5.
Infine, la reazione di Pietro — desideroso di costruire tre tende per cristallizzare l’estasi taborica — viene superata dall’invito di Gesù a scendere dal monte per tornare nella pianura della storia. Questo passaggio pedagogico attesta che l’esperienza del Kairos non costituisce una fuga dalla realtà quotidiana o dai suoi compiti, ma la fonte di energia noetica e spirituale necessaria per affrontare le sfide del tempo con rinnovata resilienza, responsabilità e speranza4.

Conclusioni

La lettura della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor condotta attraverso l’ermeneutica della Kairologia ideata dal professor Giuseppe Rodolfo Brera dimostra l’intima fecondità epistemologica derivante dall’integrazione tra esegesi biblica, teologia patristica e scienza medica centrata sulla persona1. Il monte Tabor si rivela quale l’archetipo dell’evento kairologico: il momento metastorico in cui la temporalità metrica del Chronos viene squarciata dall’irruzione del Kairos divino, svelando in modo empitamente visibile la teleonomia originaria della natura umana1.
L’evento taborico conferma le intuizioni fondamentali del paradigma breriano: la validità dell’Inversione Ontologica (Sum ergo cogito), la dignità sacra dell’unità indissolubile di corpo, mente e spirito dal concepimento alla morte naturale, e la dipendenza dei processi biologici dalla qualità delle risposte di coping elaborate dalla persona2. La luce non creata contemplata dagli apostoli e teorizzata da San Gregorio Palamas attesta che la carne umana non è destinata alla corruzione o al nulla riduzionista, ma è chiamata ad essere trasfigurata e divinizzata13.
In conclusione, la Kairologia breriana applicata alla Trasfigurazione offre alla medicina moderna, alla clinica e alla pedagogia un orientamento esigente e illuminante: la salute autentica e la vera guarigione dell’uomo si realizzano quando la persona viene guidata a riconoscere i propri Kairoi esistenziali, tramutando la sofferenza, il limite e l’angoscia in un dinamismo allostatico ed epigenetico di trasfigurazione, di speranza e di pienezza di vita4.

Bibliografia

1.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
2.Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Rettore dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Università Ambrosiana. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
3.Scuola Italiana di Adolescentologia. Kairologia [Internet]. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/kairologia/
4.Comitato Sanitario Nazionale. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana [Internet]. 2026 giu 21. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/
5.Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm
6.Comitato Sanitario Nazionale. Person Centered Clinical Method Archivi [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/
7.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: Presentazione e obiettivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf
8.Comitato Sanitario Nazionale. L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano [Internet]. 2026 giu 27. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
9.ResearchGate. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. ResearchGate. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
10.Comitato Sanitario Nazionale. Dalla parte dei pazienti – Dalla parte della verità – Dalla parte della vita [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/
11.Università Ambrosiana. Essere e Persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Essere_e_Persona.pdf
12.Comitato Sanitario Nazionale. Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica: Sintesi Epistemologica, Allostatica e Kairologica [Internet]. 2026 lug 4. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/04/le-opere-di-misericordia-alla-luce-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-delladolescentologia-clinica-sintesi-epistemologica-allostatica-e-kairologica/
13.Dokumen.pub. Il Cristo trasfigurato nella tradizione spirituale ortodossa [Internet]. Dokumen.pub. Disponibile su: https://dokumen.pub/il-cristo-trasfigurato-nella-tradizione-spiritual-ortodossa-9788882277291.html
14.Università Ambrosiana News. I° Webinar Nazionale di Medicina Centrata sulla Persona con il Prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. 2026 mar 20. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/
 
[1] Questo saggio fa parte di un filone di ricerca dedicata ai rapporti tra medicina, salute, spiritualità e fede nell’ambito della medicina centrata sulla persona.
[2] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 
 

Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana

Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana

Vito Galante*
 
Abstract:
Background and Objective:
The bioethics of adolescence currently stands at a critical crossroads, facing an increasingly pervasive biotechnological reductionism that threatens to detach clinical practice from its anthropological foundations1. This paper provides a high-level epistemological and clinical synthesis of the convergence between Person-Centered Medicine (PCM)—developed by Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University—and the Magisterium of the Catholic Church. It explores a revolutionary paradigm that views the adolescent not as a mere object of technical intervention, but as an integral person open to transcendence and the search for objective meaning.
Epistemological Framework:
Central to this analysis is Brera’s “epistemological revolution,” which shifts medicine from a deterministic, mechanist model toward an interactionist and teleonomic paradigm. This framework defines the human being as an inseparable tridimensional unity of body, mind, and spirit. By integrating cutting-edge discoveries in allostasis, epigenetics, and Psycho-Neuro-Endocrino-Immunology (PNEI), the paper demonstrates how subjective experiences and the “quality” of the clinical relationship are directly transduced into biological signals, thereby redefining health as the “choice of the  true  possibilities for being the best human person”.
Methodology and Key Concepts:
The study details the Kairological approach, a new hermeneutics of human nature that identifies adolescence as a “propitious time” (Kairos) wherein the human vocation for Truth, Love, and Beauty reveals itself with maximum intensity. The Theory of the Relativity of Health (HRT) is presented as a conceptual and mathematical structure (Hp = K (Iq x Cq)), positioning health as a result of the quality of an individual’s interpretations and choices. Furthermore, the paper examines the Person-Centered Clinical Method (PCCM), emphasizing its maieutic role in fostering adolescent resilience through ethical self-determination.
Theological Convergence and Ethical Implications:
A profound ontological integration is identified between Brera’s thought and Catholic bioethics, particularly regarding the sacrality of life and the dignity of the person as Imago Dei. Drawing from encyclicals such as Evangelium Vitae and instructions like Dignitas Personae, the analysis highlights a shared critique of subjectivistic autodetermination, proposing instead a “responsible autonomy” oriented toward objective truth.
Clinical Application and Conclusions:
The paper highlights the role of the Scuola Medica di Milano and the Ambrosiana University as global epicenters for this paradigm, documenting the experimental validation of PCM in improving adolescent resilience and quality of life. The synthesis concludes that the bioethics of adolescence, rooted in both scientific rigor and Christian anthropology, offers a powerful “science of man” capable of resisting the commodification of health. It affirms the ontological priority of being over technique (Sum ergo cogito), guiding the adolescent toward a future of hope and truth.
Keywords: Person-Centered Medicine, Kairology, Adolescentology, Bioethics, Catholic Magisterium, Epigenetics, Resilience, Giuseppe Rodolfo Brera.
 
La bioetica dell’adolescenza rappresenta oggi una delle frontiere più complesse e affascinanti della riflessione medica e filosofica contemporanea. In un’epoca segnata da un riduzionismo biotecnologico sempre più pervasivo, la necessità di rifondare l’approccio clinico e pedagogico su basi antropologiche solide appare non solo opportuna, ma urgente. Questo rapporto analizza in profondità la convergenza tra la Medicina Centrata sulla Persona (PCM), teorizzata da Giuseppe Rodolfo Brera presso l’Università Ambrosiana, e il magistero della Chiesa cattolica, delineando un modello di cura che vede l’adolescente non come un oggetto di intervento tecnico, ma come una persona integrale, aperta alla trascendenza e alla ricerca di senso.

L’epistemologia della medicina centrata sulla persona: La rivoluzione di Giuseppe Rodolfo Brera

La medicina, sin dai tempi di Claude Bernard, si è strutturata attorno a un paradigma deterministico e meccanicista che ha teso a separare la mente dal corpo e il paziente dalla sua soggettività.1 Giuseppe Rodolfo Brera, a partire dalla fondazione della Scuola Italiana di Adolescentologia nel 1983, ha avviato una critica sistematica a questo modello, proponendo una “rivoluzione epistemologica” che ha trovato la sua consacrazione ufficiale tra il 1998 e il 1999 con l’istituzione della Medicina Centrata sulla Persona.3
Il cuore di questa rivoluzione risiede nel passaggio da una visione deterministica a una interazionista e teleonomica.2 Brera sostiene che l’essere umano è un’unità tridimensionale inscindibile di corpo, mente e spirito.5 Questa triade non è una semplice somma di parti, ma un sistema dinamico in cui ogni dimensione influenza le altre in modo indeterministico. La salute, in questo contesto, non è più la mera assenza di malattia o un equilibrio omeostatico statico, ma viene ridefinita come “la scelta delle possibilità vere  per essere la miglior persona umana”.2

Fondamenti scientifici del nuovo paradigma

L’approccio di Brera non è puramente speculativo, ma si fonda sulle più avanzate scoperte delle scienze biologiche e mediche degli ultimi cinquant’anni. Egli integra criticamente la teoria dell’allostasi di Peter Sterling e Joe Heyer, che supera il concetto di omeostasi di Cannon, dimostrando come l’organismo non cerchi un ritorno a un punto fisso, ma una stabilità attraverso il cambiamento, mediata dai centri superiori del cervello.2
Inoltre, la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) fornisce la base sperimentale per comprendere come i vissuti soggettivi, le emozioni e lo stress vengano trasdotti in segnali biologici.2 Le ricerche di Erik Kandel sulla neurobiologia della memoria e dell’apprendimento, insieme agli studi di Moshe Szyf e Michael Meaney sull’epigenetica, confermano che l’ambiente e le interazioni umane possono modificare l’espressione genica.2 Questo significa che la “qualità” della relazione clinica e la “qualità” della vita del soggetto hanno un impatto diretto e misurabile sulla sua biologia.2

Elemento di Confronto Medicina Tradizionale (Bernardiana) Medicina Centrata sulla Persona (Brera)
Modello Biologico Determinismo lineare Interazionismo indeterministico
Concetto Chiave Omeostasi (Stabilità fissa) Allostasi (Stabilità nel cambiamento)
Visione dell’Uomo Riduzionismo biologico Unità Spirituale-Psichica-Somatica
Rapporto con il Paziente Distaccato, tecnico Empatico, maieutico, centrato sulla persona
Ruolo dell’Ambiente Variabile esterna da controllare Fattore epigenetico costitutivo
Definizione di Salute Assenza di sintomi Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana

 
 

La Kairologia: L’adolescenza come tempo opportuno

Un pilastro fondamentale del pensiero di Brera è la “Kairologia”, un neologismo derivato dal greco Kairos (momento opportuno) contrapposto al Chronos (tempo lineare e quantitativo).8 Presentata ufficialmente nel 1993, la Kairologia si propone come una nuova ermeneutica della natura umana nata proprio dallo studio clinico degli adolescenti.8
Secondo la teoria kairologica, l’adolescenza non è una fase di “crisi” o un semplice passaggio biologico dominato dagli ormoni, ma è il tempo in cui la natura umana rivela con massima intensità la sua vocazione spirituale.2 L’adolescente è colui che pone alla realtà domande fondamentali di verità, amore e bellezza.8 Queste non sono astrazioni filosofiche, ma necessità ontologiche che richiedono risposte oggettive.7
La Kairologia documenta l’esistenza di un “codice semantico” nella natura umana, orientato teleonomicamente verso la ricerca di significato.5 In questa prospettiva, la sofferenza dell’adolescente spesso non è una patologia psichiatrica nel senso tradizionale, ma un “grido” dello spirito che non trova risposte adeguate alla sua domanda di senso.6 Il metodo Kairos, sviluppato presso l’Università Ambrosiana, mira a supportare l’adolescente nel riconoscere queste domande e nel costruire la propria resilienza attraverso scelte etiche e consapevoli.6

La teoria della relatività della salute

Brera ha formalizzato questa visione in una struttura matematica e concettuale definita “Teoria della Relatività della Salute” (HRT).2 La salute di un individuo, specialmente in una fase plastica come l’adolescenza, è relativa alla qualità della sua interpretazione degli eventi e alla qualità delle sue scelte.2
 
Hp = K (Iq x Cq)
In questa formula, Hp rappresenta la probabilità dello stato di salute, intesa non come dato statico-deterministico ma come potenziale dinamico di autorealizzazione dell’individuo. (Health potential), K è la costante Kairologica (la domanda innata di verità-amore-bellezza), Iq è la qualità dell’interpretazione (Interpretation quality) e Cq è la qualità delle scelte (Choices quality).2 Tale approccio sposta il baricentro della medicina dalla cura del corpo alla cura della “persona che abita il corpo”, rendendo l’adolescente il protagonista attivo della propria costruzione identitaria e sanitaria.2

Bioetica e magistero della Chiesa cattolica: La sacralità della vita e della persona

Il pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera trova una profonda sintonia con la bioetica della Chiesa cattolica, la quale fonda ogni riflessione sulla dignità intrinseca della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio.13 La Chiesa sostiene che la vita umana sia sacra e inviolabile dal momento del concepimento fino alla morte naturale.15

Il valore della persona in Evangelium Vitae

L’enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II (1995) rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la bioetica cattolica.17 In essa, il Pontefice afferma che “il Vangelo dell’amore di Dio per l’uomo, il Vangelo della dignità della persona umana e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo”.19 Questa visione integrale rifiuta ogni forma di riduzionismo che vorrebbe separare la dimensione biologica da quella spirituale.
Per la Chiesa, l’adolescente non è un essere umano “in divenire”, ma una persona dotata di piena dignità, la cui coscienza deve essere formata e rispettata.20 La sfida educativa, come ribadito recentemente dalla Pontificia Accademia per la Vita, consiste nell’accompagnare i giovani a cogliere il valore della vita come dono e non come possesso disponibile.13

Dignitas Personae e le sfide della ricerca biomedica

L’istruzione Dignitas Personae (2008) della Congregazione per la Dottrina della Fede approfondisce le questioni morali legate alla ricerca biomedica, ribadendo che ogni intervento sul corpo umano deve rispettare l’integrità e la vocazione della persona.23 La bioetica cattolica non è un insieme di divieti, ma un “sì” alla vita che attinge sia alla luce della ragione che a quella della fede per elaborare una visione integrale dell’uomo.23
La Chiesa sottolinea l’importanza della formazione della coscienza morale affinché i giovani possano navigare tra le sfide del progresso tecnologico senza smarrire il senso del bene comune e della propria dignità.21 In questo senso, la bioetica cattolica e la Kairologia di Brera convergono nell’indicare la verità come orizzonte ultimo dell’agire umano.10

Convergenze epistemologiche e antropologiche tra PCM e pensiero cattolico

La relazione tra la Medicina Centrata sulla Persona e il magistero cattolico non è solo di vicinanza tematica, ma di vera e propria integrazione ontologica. Brera riconosce esplicitamente l’impatto del cristianesimo nella storia della medicina, vedendo nella figura di Cristo l’incarnazione dell’Essere e della Verità che ha dato fondamento alla cura della persona.10

Punto di Convergenza Prospettiva di Brera / Università Ambrosiana Prospettiva della Chiesa Cattolica
Definizione di Uomo Unità tridimensionale (Corpo-Mente-Spirito) Unità sussistente di anima e corpo
Fondamento Etico Ricerca di Verità, Amore e Bellezza (Kairologia) Vocazione alla Verità e all’Amore (Imago Dei)
Status dell’Embrione Persona umana individuale sin dal concepimento Essere umano con dignità di persona sin dal concepimento
Finalità della Cura Maieutica del senso dell’essere uomo Servizio alla vita e alla dignità integrale
Ruolo della Verità Dio come Verità divina e fondamento dell’essere Cristo come Via, Verità e Vita
Libertà e Scelta Autodeterminazione orientata al bene oggettivo Autonomia come obbedienza alla legge morale

 

La critica all’autodeterminazione soggettivistica

Uno dei punti di maggiore attrito con la cultura laica dominante, e di massima convergenza tra Brera e la Chiesa, è la critica al concetto di autodeterminazione inteso come arbitrio assoluto.10 Brera definisce “falsa verità” l’idea che l’uomo possa decidere arbitrariamente sulla vita altrui (come nel caso dell’aborto o dell’eutanasia).10 Per Brera, questo atteggiamento è un “delirio di onnipotenza” che nega la natura divina della verità.10
Allo stesso modo, la bioetica cattolica insegna che la vera libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel fare ciò che è vero e bene.18 L’adolescente deve essere educato a un’autodeterminazione che sia risposta responsabile a una vocazione, non semplice cedimento a impulsi o condizionamenti sociali.26

L’Adolescentologia clinica: Metodologia e applicazione

L’Adolescentologia, istituita dal prof. Brera a Milano nel 1983, è la disciplina che traduce questi principi in pratica clinica.4 Essa non è una sottospecialità della pediatria o della medicina interna, ma una scienza multidisciplinare che studia l’adolescenza nella sua interezza.8

Il metodo clinico centrato sulla persona (PCCM)

Il PCCM, presentato ufficialmente nel 1998, si basa su una struttura metodologica rigorosa che integra la soggettività del paziente nel processo diagnostico e terapeutico.5 Il Manifesto del Metodo Clinico stabilisce che la persona deve essere accolta nella sua unità irriducibile prima di essere classificata come “paziente”.5
Il clinico che applica questo metodo deve essere capace di “mettere tra parentesi” la patologia per incontrare l’adolescente nei suoi valori, speranze e timori.5 Questo approccio maieutico permette di trasformare l’atto medico in un incontro interpersonale ricco di valori etici e affettivi.5

La validazione sperimentale del metodo

Per la prima volta nella storia della medicina, un metodo clinico è stato sottoposto a validazione sperimentale.5 Uno studio condotto su 144 rapporti clinici redatti da medici formati presso l’Università Ambrosiana ha confermato la validità e l’efficacia del paradigma centrato sulla persona nel migliorare la qualità della vita e la resilienza degli adolescenti.5 Questo risultato dimostra che l’approccio umanistico e spirituale non è in contrasto con il rigore scientifico, ma ne costituisce il necessario completamento.

Diritti e doveri dell’adolescente: Una visione kairologica

Nel 2013, durante il congresso internazionale “Adolescence, Health and Human Rights” a Milano, il prof. Brera ha delineato una carta dei diritti dell’adolescente basata sui principi della PCM.31 Questi diritti non sono semplici pretese legali, ma necessità ontologiche per lo sviluppo della persona.

Diritto dell’Adolescente Fondamento e Significato
Diritto alla Verità, Amore e Bellezza Risposta alla domanda naturale di significato evidenziata dalla Kairologia.
Diritto a una Nutrizione e Casa dignitose Condizioni materiali necessarie per la libertà di pensiero e studio.
Diritto allo Sviluppo delle Risorse Creative Dovere di applicarsi per il benessere individuale e sociale.
Diritto alla Salute come Scelta Responsabilità personale nel mantenere il proprio stato di salute.
Diritto al Rispetto della Vita Dal concepimento alla morte naturale, in difesa della propria e altrui dignità.
Diritto a un Ambiente Familiare sereno Dovere dei genitori di fornire un clima di amore e educazione morale.

 
Questa visione sottolinea che ogni diritto comporta un dovere corrispondente.6 L’adolescente è chiamato a impegnarsi con onore e giustizia per costruire le risorse necessarie alla propria vita e a quella della società.6 Questo equilibrio tra diritti e doveri riflette l’ecologia umana promossa dal magistero cattolico, in cui la persona è sempre inserita in una rete di relazioni e responsabilità.16

Bioetica del consenso informato nel minore

Il tema del consenso informato per l’adolescente è uno dei nodi più delicati della bioetica contemporanea. La legge 219/2017 in Italia specifica che il minore ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e decisione.20 Tuttavia, il quadro normativo deve essere integrato da una riflessione bioetica profonda sulla “maturità” della coscienza.21

La formazione della coscienza secondo la Chiesa

Per la Chiesa cattolica, il consenso non è solo un atto formale di accettazione di un trattamento, ma deve nascere da una coscienza retta e formata.21 Il cristianesimo ha giocato un ruolo cruciale nel far riconoscere alla coscienza occidentale l’inviolabilità della vita.21 Nell’adolescente, questo processo di formazione è in pieno svolgimento e richiede che i genitori e i curanti non si limitino a informare, ma educhino alla verità.20

Il counselling medico orientato alla persona

Il counselling medico, teorizzato da Brera nel 1991 come precursore della PCM, è lo strumento clinico per gestire questa complessità.5 Esso non mira a manipolare la volontà del minore, ma a rimodellare l’empathy tradizionale in un metodo strutturato che permetta all’adolescente di partecipare attivamente alle decisioni cliniche in modo consapevole e coerente con i propri valori.5 La fede religiosa del paziente è qui considerata un alleato fondamentale del processo di guarigione e di scelta etica.5

Sfide contemporanee: Pandemia, tecnologia e resilienza

La recente pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova la salute mentale e spirituale degli adolescenti, definendo quella che Brera chiama una “syndemic”.2 Il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2021 ha evidenziato come l’isolamento e l’interruzione dei percorsi educativi abbiano ferito profondamente i giovani.22

La Resilienza-Based Health Theory (RBHT)

In risposta a questa crisi, Brera ha proposto la “Resilienza-Based Health Theory”, che vede la salute come un processo di adattamento creativo basato sulla qualità dell’interpretazione dei traumi.2 La resilienza non è una dote innata e fissa, ma una capacità che può essere potenziata attraverso un’educazione centrata sulla persona e sul senso del trascendente.6
La formula della resilienza sanitaria (HRz) tiene conto dell’interazione tra il potenziale individuale (IPq) e le scelte di coping (CP+).2 Questo modello permette di intervenire non solo con farmaci, ma con percorsi di “laboratorio creativo” e counselling che restituiscano all’adolescente la speranza e la gioia di vivere.33

Il ruolo dell’Università Ambrosiana e della Scuola Medica di Milano

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona.3 Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.5
Personalità come Vito Galante hanno dato un contributo fondamentale all’applicazione pratica di queste teorie, agendo come pionieri nel campo dell’adolescentologia clinica e della genitorialità consapevole.11 Galante ha sottolineato l’importanza di un’ermeneutica centrata sulla persona per l’educazione alla salute degli adolescenti, specialmente di quelli “invisibili” che non trovano spazio nei protocolli standardizzati.11

L’eccellenza della formazione post-universitaria

L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include Master in Medicina Centrata sulla Persona e in Adolescentologia Clinica, rappresenta un’unicità nel panorama mondiale.34 Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.5

Iniziativa / Dipartimento Funzione e Impatto
Scuola Medica di Milano Formazione di medici nel paradigma della PCM dal 1998.
Centro Studi Kairologici Ricerca sull’ermeneutica della natura umana e metodo Kairos.
Società Italiana di Adolescentologia (SIAd) Promozione della medicina dell’adolescenza in Italia dal 1983.
Person Centered Medicine International Academy Diffusione mondiale del paradigma e pubblicazione di ricerche.
Master in Educazione alla Salute Formazione di esperti nella promozione della resilienza giovanile.

4

Considerazioni conclusive e prospettive future

La bioetica dell’adolescenza, vista attraverso il prisma del pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera e del magistero della Chiesa cattolica, emerge come una disciplina di speranza e di verità. La convergenza tra i dati scientifici dell’epigenetica e della PNEI con le verità eterne dell’antropologia cristiana offre una sintesi potente e necessaria per la medicina del terzo millennio.2
L’adolescente non deve essere ridotto a un insieme di reazioni biochimiche o a un consumatore di prestazioni sanitarie. Egli è un “nobile mistero” che cerca la verità e la bellezza.2 Il compito del medico e dell’educatore è quello di essere testimoni di questo valore infinito, aiutando il giovane a scegliere la vita e a costruire la propria salute come un atto di libertà e di amore.5
La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.10 L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, e specialmente in ogni giovane, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo.10
In sintesi, la bioetica dell’adolescenza secondo Brera e la Chiesa cattolica non è solo una branca della morale medica, ma è un’affermazione ontologica: “Sum ergo cogito”.10 L’essere precede il pensiero e la tecnica; la vita è un dono che precede ogni nostra volontà. Solo partendo da questo riconoscimento l’adolescente potrà trovare il coraggio di essere sé stesso e di affrontare le sfide del futuro con la resilienza di chi sa di essere amato e chiamato alla verità.

 
 

Bibliografia

  1. Brera GR. La medicina centrata sulla persona. ResearchGate [Internet]. 2014 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/268799611_LA_MEDICINA_CENTRATA_SULLA_PERSONA
  2. Università Ambrosiana. The shift of Medicine to the Person-Centered Medicine paradigm [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/The%20Medicine%20shift%20to%20the%20Person-centered%20Medicine%20paradigm%20(2).pdf
  3. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/
  4. Università Ambrosiana. Dipartimento di Adolescentologia – Home Page [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/dipado.htm
  5. Università Ambrosiana. Person-Centered Medicine History [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  6. Università Ambrosiana. Highlights from the International Congress Person-Centered Medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/HIGHLIGHTS%20FROM%20THE%20INTERNATIONAL%20CONGRESS.pdf
  7. Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  8. Adolescentologia Online. Cosa è l’adolescentologia? – Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/cosa-e-ladolescentologia/
  9. Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  10. Università Ambrosiana. Essere e Persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Essere_e_Persona.pdf
  11. Brera GR. Assisi 2005: Final Program Person-centered health LTC [Internet]. ResearchGate; 2005 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera/post/Are_you_aware_that_the_WHOs_concept_of_health_has_been_buried/attachment/690a9ea0008236635e694c24/AS%3A11431281713415902%401762302741329/download/Final+Program+Person-centered+health+LTC.pdf
  12. Brera GR. Person-Centered Health and the Resilient Adolescent. ResearchGate [Internet]. 2025 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/398829767_Person-Centered_Health_and_the_Resilient_Adolescent
  13. Rivista Studia Bioethica. La bioetica nella visione cristiana [Internet]. Ateneo Pontificio Regina Apostolorum; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://riviste.upra.org/index.php/bioethica/article/download/3305/2465/6033
  14. Pontificia Accademia di Teologia. Rivista PATH, anno XV, n. 1 [Internet]. Città del Vaticano: PATH; 2016 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.theologia.va/content/dam/cultura/docs/pdf/accademie/path/Path%202016-1.pdf
  15. Movimento per la Vita Italiano. Questione di vita. Perché la bioetica è così importante per la Chiesa? Bollettino Sì alla Vita, n. 239 [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.siallavita.org/Bollettino_Si_alla_Vita_n.239.pdf
  16. CNOS-FAP. Relatio Synodi [Internet]. Roma: CNOS-FAP; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.cnos-fap.it/page/relatio-synodi
  17. Comolli GM. Documenti di Bioetica [Internet]. Gian Maria Comolli Sito Ufficiale; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: http://www.gianmariacomolli.it/documenti-di-bioetica/
  18. Pontificio Consiglio per i Laici. Dio affida l’essere umano alla donna [Internet]. Città del Vaticano: Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.laici.va/content/dam/laici/documenti/pubblicazioni/italiano/Dio%20affida%20l’essere%20umano%20alla%20donna%20-%20ITA.pdf
  19. Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile. Quaderno CEI n. 2 [Internet]. Roma: CEI; 2008 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://giovani.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/33/2017/06/Quaderno-CEI-2_08.pdf
  20. Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Guida pratica: bioetica dell’età evolutiva per il pediatra [Internet]. FIMP; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.fimp.pro/images/guide/bioetica.pdf
  21. Spinsanti S. Bioetica e nursing [Internet]. Sandro Spinsanti Centro Studi; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://sandrospinsanti.eu/book/bioetica-e-nursing/
  22. Santa Sede. Documento della Pontificia Accademia per la Vita. Bollettino Sala Stampa della Santa Sede [Internet]. Città del Vaticano; 2021 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2021/12/22/0871.html
  23. Congregazione per la Dottrina della Fede. Istruzione Dignitas Personae su alcune questioni di bioetica [Internet]. Città del Vaticano; 2008 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20081208_dignitas-personae_it.html
  24. Cavana P. La morte e il diritto: pluralismo confessionale e scelte di fine vita. Stato, Chiese e pluralismo confessionale [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://d1vbhhqv6ow083.cloudfront.net/contributi/cavana_la_mortem2.pdf
  25. OAPEN Library. La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà religiosa [Internet]. Firenze University Press; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://library.oapen.org/bitstream/handle/20.500.12657/54875/9788884538420.pdf
  26. Comitato Sanitario Nazionale. Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/societa-italiana-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza/
  27. Brera GR. The manifesto of person-centred medicine. ResearchGate [Internet]. 2001 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/200708194_The_manifesto_of_person-centred_medicine
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  29. Fondazione Friuli. Programma Festival 2025 [Internet]. Udine: Fondazione Friuli; 2025 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://fondazionefriuli.it/media/documents/programma_vl_2025.pdf
  30. Università Ambrosiana. Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/sm.htm
  31. Società Italiana di Adolescentologia. Milano 2013: Adolescence, Health and Human Rights [Internet]. Milano; 2013 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  32. Diritto Penale Contemporaneo. Rivista Trimestrale, n. 4/2020 [Internet]. Criminal Justice Network; 2020 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://dpc-rivista-trimestrale.criminaljusticenetwork.eu/pdf/DPC_Riv_Trim_4_2020_finale.pdf
  33. Diocesi di Castellaneta. Essere persone significative per vivere le sfide della genitorialità [Internet]. Ufficio di Pastorale Familiare; 2021 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/12/essere-persone-significative-per-vivere-le-sfide-della-genitorialita.pdf
  34. Adolescentologia Online. Categoria: Scuola Medica di Milano [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/scuola-medica-di-milano/
  35. Adolescentologia Online. Università Ambrosiana – Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/univerita-ambrosiana/
  36. Università Ambrosiana. Workshop: Programma Workshop CCP 8 Maggio [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PROGRAMMA%20Workshop%20CCP%208%20Maggio.pdf

 
 
 
* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 
 

La Custodia dell’Umano nella Transizione Digitale: Lettura Clinico-Epistemologica dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” alla Luce dei Principi della Medicina Centrata sulla Persona

La Custodia dell’Umano nella Transizione Digitale: Lettura Clinico-Epistemologica dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” alla Luce dei Principi della Medicina Centrata sulla Persona

Vito Galante [1]

Abstract

The intersection between theological-social thought and medical clinical epistemology has reached a critical milestone with the publication of Pope Leo XIV’s first encyclical, Magnifica Humanitas (2026). By establishing a relational, Augustinian-Franciscan anthropological framework centered on the premise “we are a desire, not an algorithm,” the encyclical provides a profound critique of the technocratic paradigm. This paper, authored from the perspective of Person-Centered Medicine (PCM) pioneered by Prof. Giuseppe R. Brera, examines the structural and epistemological convergences between the papal magisterium and the PCM clinical paradigm. Both frameworks challenge the reductionist view of the human subject—whether manifested as the data-driven commodification of Silicon Valley’s “tech bro” culture or as the biological fragmentation of Cartesian medicine. Through the lens of Brera’s theory of the relativity of biological reactions to coping and his kairological approach, this study redefines the digital environment as an epigenetic determinant of health. Special focus is dedicated to the clinical manifestations in adolescence, particularly the “Mercury Syndrome” (smartphone addiction), illustrating how the restoration of “inner freedom” and authentic desire constitutes an essential therapeutic objective in medical counseling.
Keywords: Person-Centered Medicine, Magnifica Humanitas, Leo XIV, Giuseppe R. Brera, Clinical Epistemology, Kairology, Adolescentology, Mercury Syndrome.
 

Le Res Novae della Transizione Algoritmica e il Nuovo Magistero Sociale

La contemporaneità è attraversata da una transizione d’epoca in cui le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale non si configurano più come semplici protesi strumentali, bensì come un vero e proprio ambiente antropologico di vita e una pervasiva forma di potere geopolitico.[^1] In questo scenario di profonda riconfigurazione identitaria, l’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio con il nome di Leone XIV, avvenuta l’8 maggio 2025 al quarto scrutinio dinnanzi a oltre centocinquantamila fedeli, ha segnato l’avvio di un magistero fortemente caratterizzato da un’acuta sensibilità sociale e antropologica.[^2] Primo pontefice di nazionalità statunitense, ma forte di una complessa ascendenza multiculturale — comprendente radici siciliane, normanne, creole e ispaniche — e di una lunga e significativa esperienza missionaria sul campo in Perù, Leone XIV ha assunto il proprio nome papale in esplicita continuità con Leone XIII, il pontefice che nel 1891 inaugurò la dottrina sociale della Chiesa attraverso l’enciclica Rerum Novarum, offrendo una risposta cattolica ai traumi sociali della seconda rivoluzione industriale.[^3]
La prima enciclica di Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e firmata il 15 maggio 2026, si colloca programmaticamente nel 135° anniversario di quel documento storico, proponendosi di affrontare le nuove “res novae” rappresentate dalla digitalizzazione pervasiva, dall’intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle biotecnologie.[^1] Il testo, la cui pubblicazione ufficiale ed esposizione al pubblico è avvenuta il 25 maggio 2026, consta di circa 42.000 parole organizzate in cinque capitoli e 245 paragrafi, e costituisce il primo solenne documento del magistero pontificio interamente dedicato alla custodia della persona nell’era algoritmica.[^4] La rilevanza editoriale e culturale del documento è testimoniata dalla sua immediata traduzione in volumi cartacei, tra cui l’edizione ufficiale della Libreria Editrice Vaticana uscita il 29 maggio 2026 e la successiva edizione della collana “Idee” di Feltrinelli pubblicata il 9 giugno 2026.[^5]
La presentazione dell’enciclica, svoltasi nell’Aula del Sinodo alla presenza del pontefice e di eminenti personalità del mondo scientifico e teologico — tra cui la teologa Anna Rowlands e Chris Olah, co-fondatore di Anthropic —, ha esplicitato la metodologia di discernimento comunitario proposta dalla Chiesa.[^1] Essa non si risolve in un rifiuto luddista del progresso tecnologico, ma ne contesta radicalmente la presunta neutralità etica, svelandone la natura di costrutto gravato dagli interessi economici, politici e morali di coloro che ne detengono lo sviluppo e l’monopolio conoscitivo.[^6]
Parallelamente, nel campo delle scienze mediche, il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (MCP), teorizzato a partire dal 1999 dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana e Direttore della Scuola Medica di Milano, ha promosso una rivoluzione epistemologica speculare.[^7] La MCP si erge contro il riduzionismo biologico di derivazione post-bernardiana, che riduce il malato a mero aggregato di parametri biochimici e parcellizzazioni d’organo, ripristinando la dignità clinica del soggetto inteso come unità inscindibile e bidirezionale di corpo, mente e spirito.[^8] Si registra pertanto una straordinaria convergenza strutturale tra l’antropologia teologico-sociale di Leone XIV e l’epistemologia clinica di Brera: entrambe si propongono come baluardi a difesa dell’integrità soggettiva contro la reificazione operata dai riduzionismi tecnologici e biomedici.[^9]

La Svolta Epistemologica Agostiniano-Francescana e la Teleonomia Clinica

Il desiderio come nucleo dell’Io

Sotto il profilo teologico-letterario, la Magnifica Humanitas introduce una netta discontinuità rispetto alla tradizionale metafisica aristotelico-tomista che ha storicamente dominato i documenti magisteriali della Chiesa cattolica. All’interno dell’enciclica, San Tommaso d’Aquino viene citato solamente tre volte, a fronte di circa dieci richiami a Sant’Agostino e oltre trenta citazioni dei testi programmatici di Papa Francesco, quali Laudato si’, Fratelli tutti e Laudate Deum. Questa svolta epistemologica agostiniana e francescana trova la sua massima espressione nel manifesto antropologico formulato nel primo capitolo: «Siamo un desiderio, non un algoritmo».
L’affermazione definisce l’essere umano non come una macchina logico-funzionale ottimizzabile o un flusso computazionale di dati, bensì come desiderium Dei, un’apertura infinita contrassegnata dall’inquietudine del cuore (cor inquietum) che nessun calcolo probabilistico o quantitativo può saturare. Il desiderio, in questa accezione, non è una semplice pulsione emotiva o un deficit biologico da colmare, ma rappresenta la scaturigine della verità soggettiva, l’energia relazionale che spinge l’individuo oltre i propri limiti biologici alla ricerca di un significato ultimo e trascendente. [^1]

La teleonomia della natura umana

Questa prospettiva agostiniana si sovrappone in modo speculare al primo e fondamentale principio del Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona, redatto da Brera il 7 dicembre 1999 e presentato ufficialmente il 29 gennaio 2000 presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.[^7] Brera asserisce che «il mondo della persona è teleonomico».[^7] La teleonomia clinica rappresenta la tendenza naturale, conscia o inconscia, della persona a costruire la propria natura come una realtà orientata alla ricerca attiva della verità, dell’amore e della bellezza, intesi come domande di significato essenziali per l’esistenza umana.[^7]
Mentre il paradigma meccanicista cartesiano interpreta la biologia umana come una sequenza deterministica di reazioni chimiche e riflessi condizionati, la MCP riconosce che l’organismo umano è strutturato per realizzare un “senso oggettivo della soggettività personale”.[^7] Il “desiderio” di cui scrive Leone XIV non è altro che la traduzione esistenziale e teologica della “teleonomia” di Brera: entrambe le categorie descrivono una forza non lineare, dotata di un’intenzionalità intrinseca che sfugge alla pura razionalità strumentale e che impedisce di ridurre la sofferenza, la cura e la salute a semplici parametri di efficienza o a meri output di un sistema automatizzato.[^7]

La Sindrome di Babele, il Colonialismo Digitale e la Frammentazione Biomedica

L’efficientismo dei “tech bro” e la sottomissione clinica

Nell’esaminare le deviazioni del progresso tecnologico, Leone XIV introduce l’efficace metafora delle due città: la ricostruzione di Gerusalemme contro l’edificazione di una nuova Torre di Babele.[^1] La “sindrome di Babele” descrive la pretesa prometeica delle forze tecno-industriali contemporanee — la cosiddetta cultura dei “tech bro” di Silicon Valley — di edificare una società imperniata unicamente sul potere tecnico, sull’idolatria del profitto e sull’autosufficienza arrogante, dove l’efficienza diviene l’unica misura del valore e l’essere umano viene ridotto a risorsa sacrificabile o a dato prestazionale.[^10] Un esempio esplicito di questa deriva è individuato dall’enciclica nell’operato di Palantir Technologies di Peter Thiel, azienda che utilizza la predizione algoritmica per scopi di sorveglianza e controllo militare, usurpando persino la simbologia letteraria e mitologica per legittimare un sistema di disumanizzazione e monopolio conoscitivo.[^10]
Un parallelismo storico illuminante emerge laddove Leone XIV, con un inedito atto di trasparenza, chiede formalmente perdono a nome della Chiesa per aver tollerato e condannato tardivamente (solo nel XIX secolo) la schiavitù storica.[^1] Questo mea culpa si trasforma in un severo monito per il presente: la cecità etica di ieri non deve ripetersi oggi di fronte al “colonialismo digitale” e alle nuove forme di schiavitù invisibile.[^1] Tra queste, l’enciclica denuncia lo sfruttamento dei giovani del Sud del mondo sottopagati per l’etichettatura dei dati (data-labeling) e la devastazione ambientale legata all’estrazione mineraria selvaggia necessaria per i dispositivi tecnologici.[^1]

La frammentazione clinica e l’analfabetismo epistemologico

In ambito scientifico, questa dinamica corrisponde alla frammentazione clinica operata dalla biomedicina di derivazione bernardiana.[^11] Nel tentativo di applicare unicamente il metodo galileiano e bernardiano, la medicina scientifica ha storicamente rimosso la soggettività del paziente, riducendo la clinica allo studio della malattia organica isolata dal contesto esistenziale.[^11] Il dualismo cartesiano ha separato la res extensa (il corpo-macchina da riparare) dalla res cogitans (la mente), ignorando la dimensione dello spirito e riducendo la diagnosi a un mero atto tecnico.[^11] La “Torre di Babele” tecnologica e il riduzionismo biomedico condividono la medesima radice: l’illusione che la scomposizione analitica del soggetto (in flussi di dati digitali o in biomarcatori molecolari) possa esaurire la complessità e la sacralità della persona.[^10]
Secondo Brera, la classe medica contemporanea è spesso intrappolata in un vero e proprio “analfabetismo epistemologico” che impedisce di cogliere l’unità teleonomica del paziente, determinando una pratica frammentata in iperspecializzazioni che perdono di vista il volto dell’individuo.[^9] Per superare tale frammentazione, la MCP propone l’applicazione della Clinical Epoché (sospensione del giudizio) di derivazione fenomenologica husserliana: il clinico deve “mettere tra parentesi” la ricerca immediata del sintomo nosografico per focalizzarsi prioritariamente sulla “Diagnosi della Persona” nella sua globalità tridimensionale.[^9] L’efficacia di questo approccio non è meramente speculativa: l’applicazione clinica del metodo clinico centrato sulla persona (Person-Centered Clinical Method – PCCM) ha dimostrato un miglioramento del 95% nella comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari, smentendo la presunta inefficienza economica dei modelli personalistici.[^9]

Dimensione Epistemologica Il Paradigma Riduzionista (La Nuova Babele / Modello Somatico Bernardiano) Il Paradigma Centrato sulla Persona (La Nuova Gerusalemme / Modello MCP)
Ontologia dell’Umano L’uomo come algoritmo biologico o digitale; somma algebrica di prestazioni, dati molecolari e profili comportamentali. L’uomo come unità tridimensionale inscindibile (corpo, mente, spirito) e teleonomica, creata a immagine di Dio.
Finalità del Sistema Massimizzazione dell’efficienza quantitativa, del profitto economico e della potenza tecnologico-militare. Sviluppo umano integrale; promozione del bene comune, della sussidiarietà, della giustizia sociale e della salute.
Definizione di Salute Assenza di alterazioni somatiche misurabili; ottimizzazione artificiale delle risposte biologiche (transumanesimo). Processo dinamico di adattamento creativo e costruzione attiva di fattori protettivi attraverso il coping e lo stile di vita. Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana
Metodo Decisionale Automazione, delega algoritmica, calcolo utilitaristico mezzi-fini privo di responsabilità etica. Discernimento etico, ascolto empatico, responsabilità soggettiva e relazione terapeutica maieutica.
Efficacia ed Economia Elevata spesa sanitaria dovuta a esami e interventi inappropriati indotti dalla frammentazione iperspecialistica. Riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari e miglioramento del 95% nella comprensione e aderenza del paziente.
Approccio Clinico Diagnosi nosografica focalizzata esclusivamente sul sintomo d’organo e sui biomarcatori isolati. Clinical Epoché fenomenologica per brancolare il sintomo e realizzare una diagnosi globale della persona.
Ricadute Patogene Alienazione, “Sindrome di Mercurio”, allostasi alterata, frammentazione clinica ed espropriazione della libertà. Realizzazione della vocazione umana, coerenza esistenziale, resilienza immunitaria e salute globale.

Il Modello Interazionista: Allostasi, Teoria della Relatività della Salute (HRT) e Sistema S-B-E

 

Dalla stasi omeostatica al carico allostatico

La transizione dal paradigma riduzionista a quello personalista poggia su basi scientifiche interazioniste che superano il concetto statico di omeostasi introdotto da Walter Cannon, abbracciando la fisiologia dell’allostasi formulata da Sterling e Eyer.[^13] Mentre l’omeostasi postula il mantenimento della stabilità biologica attraverso parametri interni fissi, l’allostasi spiega come l’organismo mantenga attivamente la stabilità attraverso il cambiamento, adattando i propri parametri fisiologici (pressione arteriosa, secrezione ormonale, risposte immunitarie) in funzione delle percezioni cognitive e affettive che il cervello elabora in risposta all’ambiente.[^13]
Quando gli stimoli ambientali digitali diventano continui, pervasivi e alienanti, la risposta di adattamento si traduce in un sovraccarico allostatico (allostatic overload), il quale altera la coerenza del sistema psiconeuroendocrinoimmunologico (PNEI) e avvia processi patologici.[^13] La salute, dunque, cessa di essere definita come mera assenza di alterazioni somatiche, per essere concepita come la capacità soggettiva e dinamica di adattamento creativo e di scelta delle possibilità esistenziali vere.[^11]
 

La formalizzazione matematica della Teoria della Relatività della Salute (HRT)

Al fine di strutturare questa intuizione clinica, la Health Relativity Theory (HRT) formalizza la probabilità di salute (HP) della persona attraverso un’equazione matematica definita dall’interazione tra costanti kairologiche e polarità qualitative del vissuto soggettivo: [^9]

Hp=K(Iq x Cq)

 
La scomposizione analitica dei termini dell’equazione evidenzia le seguenti variabili: [^9]

  • HP (Health Probability): rappresenta la probabilità dello stato di salute, intesa non come dato statico-deterministico ma come potenziale dinamico di autorealizzazione dell’individuo.
  • K (Kairological Constant): esprime la costante kairologica del soggetto, ossia la sua naturale e intrinseca ricerca di significato, unità e coerenza armonica esistenziale.
  • Iq (Interpretation Quality): definisce la qualità dell’interpretazione che il soggetto opera rispetto alla propria esperienza e alle proprie possibilità esistenziali.
  • Cq (Choices Quality): esprime la qualità delle scelte compiute dal soggetto in condizioni di autentica libertà e verità morale.

 

La Resilience-Based Health Theory (RBHT)

In stretta assonanza con la HRT, la Resilience-Based Health Theory (RBHT) descrive matematicamente la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (HrK) in funzione delle polarità della qualità interpretativa e di scelta del soggetto: [^16]

HRz=f(IPq+,CPq+)
Hrk=f(IPq-,CPq-)

All’interno di questo modello, le variabili IPq+ e CPq+ descrivono rispettivamente la polarità positiva della qualità di interpretazione e di scelta, mentre IPq- e CPq- rappresentano le loro polarità negative. [^16] Un coping disfunzionale, indotto da un ambiente digitale che manipola le scelte e frammenta la cognizione, deprime le polarità positive a favore di quelle negative, determinando un crollo della resilienza sanitaria e un incremento esponenziale del rischio biologico. [^16]

Il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) e l’Equazione Indeterministica Umana

Per descrivere come la transizione digitale agisca da determinante epigenetico in grado di modulare l’espressione genomica e le risposte biologiche, la MCP adotta il modello del Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E). Il passaggio da un modello deterministico lineare (tipico del mondo animale) a un modello interazionista indeterminato permette di formalizzare la reazione biologica globale dell’organismo (BR) attraverso la funzione: [^9]

BR= f(P,BS, SjS coping,E.S.,T1 ……Tx)

Il sistema definisce l’interazione dinamica delle seguenti variabili biologiche e soggettive: [^9]

  • BR: rappresenta la reazione biologica globale del soggetto (ad esempio, l’espressione genica, l’assetto citochinico o l’attività neuroendocrina).
  • P: rappresenta la persona nella sua unicità genetica, costituzionale e psicofisica.
  • BS (Biological Stimuli): definisce gli stimoli biologici diretti (agenti patogeni, stimolazioni fisiche o chimiche).
  • SjS coping (Subjective Stimuli): rappresenta gli stimoli soggettivi, comprensivi della qualità del coping esistenziale, delle emozioni, degli affetti, dei comportamenti e del sistema di valori interiorizzato dal soggetto.
  • S. (Environmental Stimuli): definisce gli stimoli ambientali, che includono variabili non direttamente controllate dal soggetto quali le cure parentali ricevute, il contesto culturale, la religione, gli eventi socio-politici e l’esposizione pervasiva alle tecnologie digitali.
  • T1…..Tx: rappresenta la dimensione temporale dello stato di transizione, dove l’indice x esprime la costante di imprevedibilità legata alla libertà e all’adattamento creativo della persona.

La formulazione clinico-epistemologica della relatività biologica dell’essere umano si compie attraverso l’equazione indeterminista della reazione biologica umana (HmRb): [^11]

HmRb=Pt x Qc/Bc

In questo framework: [^11]

  • HmRb rappresenta la reazione biologica globale umana (Human biological Reactions).
  • Pt indica le possibilità complessive di coping e di scelta (Possibilities of coping) ad un determinato tempo.
  • Qc esprime la qualità qualitativa del coping esistenziale e spirituale del soggetto (Coping quality), legata alle scelte libere del vissuto.
  • Bc indica le costanti biologiche strutturali e genetiche (Biological constants).

Attraverso questa formalizzazione, si evidenzia come la transizione digitale non rappresenti un fattore neutrale, ma costituisca un potente stimolo ambientale (E.S.) che, interagendo con la persona (P), ne altera la capacità di interpretazione e di coping (Qc), determinando una reazione biologica complessiva (HmRb) sbilanciata verso lo stress allostatico e la suscettibilità patologica. [^11

Capitolo della “Magnifica Humanitas” Principio Corrispondente della Medicina Centrata sulla Persona Implicazione Clinica ed Epistemologica
Capitolo 1: Un Pensiero Dinamico Fedele al Vangelo (L’uomo come desiderio, non algoritmo). Principio 1: Il mondo della persona è teleonomico (tendenza innata verso verità, amore e bellezza). La cura deve orientarsi alla realizzazione del progetto esistenziale del paziente, non alla sola riparazione somatica.
Capitolo 2: Fondamenti e Principi della Dottrina Sociale della Chiesa (Dignità, bene comune e sussidiarietà). Principio 2: La persona come soggetto globale (unione bidirezionale di corpo, mente e spirito). Superamento del dualismo cartesiano; pari dignità clinica alle dimensioni biologica, psicologica e spirituale.
Capitolo 3: Tecnica e Dominio. La Grandezza della Persona Davanti all’IA (Rifiuto del transumanesimo). Principio 4: Relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping. La salute è determinata dalla qualità dell’interpretazione esistenziale; la tecnologia deve servire, non sostituire, il coping.
Capitolo 4: Custodire l’Umano nella Trasformazione. Verità, Lavoro, Libertà (Difesa della libertà contro le dipendenze). Principio 5: La spiritualità come naturale richiesta di unità armonica e la religione come relazione con il Creatore. La dipendenza digitale altera l’unità armonica dell’Io; la riabilitazione richiede il recupero della domanda di significato.
Capitolo 5: La Cultura della Potenza e la Civiltà dell’Amore (Rifiuto della guerra algoritmica e della forza). Principio 6: La Salute come costruzione attiva di fattori protettivi mediante adattamento creativo e stili di vita sani. La violenza algoritmica e lo stress da prestazione sono fattori di rischio; la pace e la relazione terapeutica sono fattori protettivi.

La Sindrome di Mercurio: Allostasi Digitale e Temporalità Kairologica nell’Adolescenza

Fisiologia del sovraccarico allostatico digitale

La vulnerabilità alle stimolazioni dell’ambiente digitale trova il proprio epicentro clinico nell’età adolescenziale, fase in cui le strutture cerebrali e l’identità personale si trovano in uno stato di massima plasticità e transizione.[^12] Le ricerche condotte presso il Laboratorio di Ricerca in Adolescentologia e Counselling Medico della Scuola Medica di Milano hanno codificato questa emergenza clinica e neurobiologica sotto il nome di “Sindrome di Mercurio”.[^12] Questa patologia esistenziale è indotta dall’uso compulsivo dello smartphone e dalla ricerca ossessiva di gratificazione istantanea mediata dalle piattaforme social, che intrappolano l’adolescente in un circuito dopaminergico chiuso e puramente reattivo.[^12]
Sotto il profilo neurofisiologico, la costante esposizione a stimoli digitali frammentati impedisce il corretto sviluppo e l’attivazione della corteccia prefrontale e delle aree cerebrali deputate alla riflessione profonda, all’introspezione e all’elaborazione simbolica del vissuto.[^12] Limitando l’attività cognitiva a loop biologici di feedback immediato, la stimolazione digitale continuativa provoca una disregolazione cronica dell’asse corticotropo (ipotalamo-ipofisi-surrene).[^12] Questo stato di allerta biologica persistente innesca un sovraccarico allostatico che si manifesta con un incremento dei livelli sistemici di cortisolo e citochine pro-infiammatorie, deprimendo al contempo l’efficacia del sistema immunitario e aumentando la vulnerabilità dell’adolescente a patologie infiammatorie, infettive e disturbi della sfera affettiva.[^13]
 

Il counselling clinico e la maieutica del Kairos

La terapia della Sindrome di Mercurio non può risiedere in un approccio farmacocentrico o in protocolli direttivi spersonalizzanti, ma esige l’applicazione del metodo kairologico formulato da Brera.[^14] Nella clinica della persona, occorre operare una netta distinzione tra il tempo quantitativo, lineare e parcellizzato della tecnica (Chronos) e il tempo qualitativo dell’opportunità e del significato (Kairos).[^14] La kairologia si configura come l’ermeneutica della natura umana, in grado di leggere i segni dell’unità e del disagio laddove la clinica riduzionista vede solo frammenti di patologia d’organo.[^14] L’adolescenza è, per definizione, il Kairos dello sviluppo umano, il tempo opportuno in cui si strutturano le dimensioni logiche, affettive e spirituali del soggetto.[^14]
In questa cornice clinica, il richiamo di Leone XIV alla bellezza del «perdere tempo insieme» (wasting time together, par. 220 della Magnifica Humanitas) acquisisce una valenza terapeutica straordinariamente innovativa.[^1] Il “tempo perso” nella relazione interpersonale reale, corporea e incarnata è in verità “tempo salvato” dall’alienazione algoritmica: esso costituisce lo spazio kairologico fondamentale in cui l’adolescente può disattivare lo stato di allerta biologica, ripristinare l’allostasi e riscoprire la propria libertà interiore.[^13]
Il clinico che adotta il Metodo Clinico Centrato sulla Persona — avvalendosi anche degli strumenti operativi descritti nel Decalogo dell’adolescentologo non si limita alla diagnosi nosografica estrinseca della dipendenza tecnologica.[^12] Attraverso il counselling medico e l’ascolto empatico, il clinico agisce come facilitatore di un dialogo socratico e fenomenologico, guidando il giovane paziente a riappropriarsi della propria teleonomia, educandolo a discernere i desideri autentici dalle risposte indotte dagli algoritmi comportamentali e ripristinando la coerenza armonica tra corpo, mente e spirito.[^12]

Orizzonti di Ecologia Sociale e Clinica: Verso una Nuova Costituente Giuridica e Sanitaria

La transizione etica globale e la critica alla guerra algoritmica

La convergenza tra l’antropologia della Magnifica Humanitas e la Medicina Centrata sulla Persona apre scenari che travalicano l’ambito strettamente clinico per investire la dimensione politica e il diritto internazionale.[^15] Nel quinto capitolo dell’enciclica, Leone XIV affronta la “cultura della potenza” e la minaccia della guerra tecnologica, dichiarando la dottrina della “guerra giusta” definitivamente anacronistica di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale bellica e all’automazione della morte tramite sistemi d’arma autonomi.[^15] Il pontefice denuncia come l’affidamento delle decisioni letali a sistemi algoritmici rappresenti la massima espressione della “sindrome di Babele”, in cui la de-responsabilizzazione etica si coniuga con la potenza tecnica per annichilire la dignità umana.[^15]
Di fronte a questo cinismo geopolitico e alla frammentazione delle istituzioni sovranazionali, l’enciclica lancia un appello per la convocazione di una Costituente Universale per il Nuovo Diritto Internazionale.[^15] Questa assemblea planetaria, concepita come un fronte comune della coscienza umana, deve raccogliere i rappresentanti di tutte le grandi tradizioni spirituali e filosofiche — incluse le confessioni cristiane ortodosse e riformate, l’Islam sunnita e sciita, il buddismo e il pensiero laico — unitamente ai massimi esperti di diritto internazionale.[^15] L’obiettivo è la stesura di un codice normativo radicale, fondato su pilastri non negoziabili da presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, inteso a sottrarre agli Stati aggressori ogni alibi tecnologico e a preservare l’inderogabile responsabilità umana sulle decisioni di vita e di morte.[^15]
 

Raccomandazioni clinico-epistemologiche per la comunità scientifica

Per tradurre la sinergia tra il magistero sociale di Leone XIV e il paradigma della MCP in prassi operative concrete all’interno dei sistemi sanitari e accademici, si formulano le seguenti raccomandazioni strutturali: [^8]

  • Riforma epistemologica dei curricula accademici in medicina: Si rende improrogabile il superamento dell’insegnamento medico esclusivamente somatocentrico e riduzionista. Le università devono integrare nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia l’apprendimento teorico e pratico della Medicina Centrata sulla Persona, della Health Relativity Theory (HRT) e della kairologia clinica, affinché la formazione medica non sia ridotta a mero tecnicismo iperspecializzato ma restituisca al medico le competenze cliniche necessarie per gestire l’incertezza e interpretare la complessità esistenziale del paziente. [^11]
  • Promozione della formazione in adolescentologia: Data la specifica vulnerabilità dell’età adolescenziale ai determinanti epigenetici digitali, si rende urgente la promozione e l’incentivazione della formazione dei medici all’adolescentologia clinica , counselling medico, ed in educazione alla salute promossi dall’Università Ambrosiana[^12]  In tal modo potranno nascere strutture capaci di concentrarsi sulla prevenzione e sul trattamento multidisciplinare della Sindrome di Mercurio, applicando il metodo clinico centrato sulla persona e promuovendo la salute come costruzione attiva di fattori protettivi esistenziali, spirituali e relazionali.[^12]
  • Salvaguardia e primato del giudizio clinico umano: Nell’introdurre i sistemi di intelligenza artificiale in ambito diagnostico e terapeutico, deve essere tassativamente preservato il principio della responsabilità e del discernimento etico del medico. Nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può sostituirsi all’alleanza terapeutica, all’ascolto empatico e alla condivisione del dolore che avvengono esclusivamente nell’incontro reale tra medico e paziente. [^1] La tecnologia deve essere confinata a ruolo sussidiario di supporto decisionale, lasciando l’atto clinico finale alla coscienza del professionista umano.
  • Promozione dell’allostasi digitale ed ecologia della comunicazione: La classe medica e le istituzioni educative devono farsi promotrici di campagne di salute pubblica orientate alla riduzione del sovraccarico allostatico da iperconnessione. È necessario valorizzare le relazioni incarnate, il silenzio, il riposo tecnologico e la temporalità kairologica come autentici determinanti biologici di salute e resilienza immunitaria. [^13]

In conclusione, la tutela della “magnifica umanità” creata da Dio ed esaminata dalla scienza clinica esige un impegno coraggioso contro la deificazione della tecnica e la mercificazione del soggetto. [^1] Solo riaffermando che l’essere umano è un desiderio inoggettivabile e non un algoritmo prestazionale sarà possibile edificare una scienza medica e una società autenticamente a misura d’uomo. [^1]

Riferimenti Bibliografici

[^1]: Leone XIV (Robert Francis Prevost), Magnifica Humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, 15 maggio 2026, Libreria Editrice Vaticana, 2026.
[^2]: Wikipedia, Pope Leo XIV, 2026. Disponibile all’indirizzo: https://en.wikipedia.org/wiki/Pope_Leo_XIV
[^3]: Papa Leone XIII, Lettera Enciclica Rerum Novarum sulla condizione degli operai, 15 maggio 1891.
[^4]: Wikipedia, Magnifica humanitas, 2026. Disponibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Magnifica_humanitas
[^5]: Leone XIV, Magnifica Humanitas, Milano, Feltrinelli Editore, collana “Idee”, 9 giugno 2026.
[^6]: El País, “El papa León XIV lanza con su primera encíclica una llamada de alarma contra el tecnofascismo”, 25 maggio 2026.
[^7]: Giuseppe R. Brera, Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona, Milano, Università Ambrosiana, 1999.
[^8]: Giuseppe R. Brera, The shift of medicine to person-centered medicine paradigm and the life epistemology, Person-Centered Medicine Journal, 2025; XV: ID3.
[^9]: Vito Galante, “Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera”, ResearchGate, febbraio 2026.
[^10]: InsideOver, “Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l’IA dalla sindrome di Babele di Palantir”, 2026.
[^11]: Giuseppe R. Brera, The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education, Medicine and Mind, XII, 1-2, 1997.
[^12]: Vito Galante e Mariangela Porta, L’applicazione della Medicina centrata sulla persona con gli adolescenti – Il Decalogo dell’adolescentologo, Scuola Medica di Milano, Università Ambrosiana, 2026.
[^13]: Sterling, P., & Eyer, J., “Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology”, in S. Fisher & J. Reason (Eds.), Handbook of Life Stress, Cognition and Health, John Wiley & Sons, New York, pp. 629-649, 1988.
[^14]: Giuseppe R. Brera, The Kairos of Existence, Milano, CISPM, 1994.
[^15]: Article21, “Leone XIV: una Costituente globale del nuovo diritto internazionale dopo l’enciclica Magnifica Humanitas”, 2026.
[^16]: Comitato Sanitario Nazionale, “Epistemologia della Riforma Territoriale”, 30 maggio 2026.
[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità
Vito Galante[1]

  1. FRONT MATTER

Abstract
The contemporary medical profession is enduring a profound ontological shipwreck, exacerbated by a tragic fragmentation of the human face behind a veil of bio-statistical data. This identity crisis stems from a pervasive “epistemological illiteracy” that reduces the physician to a mere technician of organic repair. This paper elucidates the urgent transition from the reductionist biomedical model to the “Paradigm of Unity” established by Giuseppe Rodolfo Brera’s Person-Centered Medicine (PCM). Central to this shift is the resolution of the conflict between market-driven logic—characterized by the commodification of care—and the physician’s intrinsic clinical responsibility, demanding a “0% tolerance” toward the instrumentalization of the patient. By integrating the indeterminism of quantum physics with Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI) and epigenetics, PCM demonstrates how the Subjectivity-Biology-Environment (S-B-E) system “reprograms” life through affective symbolization. Furthermore, the Health Relativity Theory (HRT) mathematically formalizes health as a dynamic potentiality. The physician, redefined as a “Maieuta of Human Dignity” and a “secular priest” (Religio Medici), must foster a therapeutic alliance that defends life from conception to natural death, adding “life to days” through the supreme synthesis of science and conscience.
Keywords

  • Person-Centered Medicine
  • Psychoneuroendocrineimmunology
  • Health Relativity Theory
  • Maieuta of Human Dignity
  • Clinical Responsibility
  • Kairology
  • Ontological Dignity
  • Homo Patiens
  • Epigenetics
  • Allostasis

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  1. INTRODUZIONE: L’INELUDIBILITÀ DELLA DOMANDA ONTOLOGICA

Oggi, la domanda “Chi è il medico?” non rappresenta un mero esercizio speculativo, ma si impone con la forza di un’ineludibilità ontologica. Ci troviamo dinanzi a un paradosso epocale: mentre il progresso biotecnologico accelera verso traguardi prodigiosi, la relazione clinica esperisce un declino di senso, un “naufragio ontologico” in cui il malato è ridotto a un aggregato di dati biofisici [4, 11].
Questa crisi d’identità è alimentata da un profondo “analfabetismo epistemologico” [3]. Il modello bio-meccanicistico ha operato una frammentazione iper-specialistica che riduce il corpo a una macchina e la malattia a un guasto molecolare deterministico. In questo scenario, il medico rischia di trasformarsi in un “tecnico del guasto”, asservito a una logica di mercato che preme per la vendita di prestazioni e la mercificazione della cura [1, 5, 12]. È necessario un passaggio strategico: la rifondazione dell’identità medica sulla sintesi tra rigore scientifico e nobiltà umana. L’obiettivo del presente articolo è delineare questa transizione verso il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), dove la cura non è un sottoprodotto dell’economia, ma l’espressione più alta della responsabilità clinica.
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  1. LE RADICI EPISTEMOLOGICHE: “SUM ERGO COGITO” E IL LOGOS DELLA PERSONA

L’epistemologia non è un orpello teorico, ma il fondamento che determina la natura dell’atto clinico. La PCM rifiuta il dualismo cartesiano, che ha condannato la medicina a una visione parcellizzata della realtà, per abbracciare un personalismo fenomenologico radicato nella metafisica classica di Aristotele, Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino [14].
Giuseppe Rodolfo Brera opera un’inversione maieutica fondamentale: “Sum ergo cogito” [4]. La luce del Logos (l’essere) preesiste al pensiero; l’essere precede l’attività cognitiva. Il corpo, dunque, non è un oggetto esteso o un involucro meccanico, ma l’espressione biologica di una soggettività spirituale. In questa prospettiva, il medico deve esercitare una “0% di tolleranza” verso la strumentalizzazione del paziente [12], risolvendo ogni conflitto tra interessi finanziari e dovere clinico inderogabilmente a beneficio della persona.
Confronto tra Paradigmi

Dimensione Paradigma della Frammentazione Paradigma dell’Unità (Brera)
Concezione della realtà Positivismo; leggi naturali determinate e riducibili. Personalismo fenomenologico; verità rivelata dall’interazione.
Epistemologia della Vita Deterministica; uomo come macchina biologica. Indeterminismo soggettivo; allostasi e teleonomia.
Ruolo del Corpo Macchina/Oggetto parcellizzato. Simbolo ed espressione della Soggettività.
Obiettivo Clinico Riparazione del danno (Cure-therapy). Promozione della dignità e resilienza (Care & Cure).
Relazione Clinica Asimmetrica (Tecnico vs. Oggetto). Alleanza Maieutica (Persona vs. Persona).
Logica di Sistema Mercato, incentivi e “bisogni indotti”. Responsabilità clinica e verità informativa.

 

  1. LA FONDAZIONE SCIENTIFICA: ALLOSTASI, PNEI ED EPIGENETICA

La PCM non è una costruzione filosofica astratta, ma un quadro scientifico superiore che integra la biologia molecolare in un sistema aperto. Essa supera l’omeostasi statica in favore dell’Allostasi, ovvero la capacità dell’organismo di mantenere la stabilità attraverso il cambiamento orchestrato dalla percezione e dalla simbolizzazione dell’esperienza [3, 21].
Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) dimostra come la soggettività “riprogrammi” la vita cellulare:

  • PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia): Maestroni e Lissoni hanno documentato come gli stati affettivi e spirituali modulino direttamente la produzione di citochine, contrastando l’“entropia clinica” tipica dei modelli riduzionisti [17, 24].
  • Epigenetica e Simbolizzazione: Le ricerche di Szyf, Meaney e Biava confermano che l’interpretazione dei simboli affettivi altera l’espressione genica. Il codice epigenetico risponde al vissuto, rendendo la biologia una “narrativa” molecolare [3, 22].
  • Telomeri: Elizabeth Blackburn ha fornito la prova molecolare di come la qualità del coping e del vissuto esistenziale influenzi la lunghezza dei telomeri, dettando il ritmo dell’invecchiamento [23].

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  1. IL METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA (PCCM) E LA DIACRISI

La traduzione della teoria in prassi operativa avviene attraverso la Diacrisi, che sostituisce l’ansia nosografica con la diagnosi della persona [7, 9]. Il medico deve praticare la “Clinical Epokè”: sospendere il giudizio tecnico-meccanicistico per generare il “Campo Antropico” (ACH), uno spazio-tempo di Accettazione, Comprensione e Aiuto.
L’integrazione avviene tramite il Modello Cross-Ratio (S-R-M-P), una sintesi di variabili Soggettive, Cliniche, Biologiche e Ambientali [6, 20]. In questa “medicina come sapere dialogico”, il medico recupera la sua natura di “Uomo della Parola” attraverso:

  • Linguaggio: Garbato e adattato, rifiutando tecnicismi distanti.
  • Verità: Coerenza assoluta tra il dire e l’agire, dove il medico è la sua parola.
  • Silenzio: Spazio sacro per l’ascolto dell’intimo e del segreto del paziente [7, 12].

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  1. LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ DELLA SALUTE (HRT): LA MATEMATICA DELL’ESISTENZA

Per sottrarre la clinica al determinismo, Brera ha formalizzato l’indeterminismo soggettivo nella Health Relativity Theory (HRT), applicando i principi della fisica quantistica alla biologia umana [3, 17]. La salute è una probabilità dinamica (Hp) definita dall’equazione:
Hp = K (Iq x Cq)

  • Hp (Health Probability): La probabilità di salute come sistema aperto.
  • K (Costante kairologica): Rappresenta la tensione teleonomica, la naturale ricerca di significato (Verità, Amore, Bellezza) che emerge prepotentemente nel passaggio all’adolescenza.
  • Iq (Interpretation Quality): La qualità del processo ermeneutico e di simbolizzazione del vissuto.
  • Cq (Choice Quality): La qualità delle scelte compiute in libertà e verità.

Il medico agisce qui come “consulente esistenziale”, guidando il paziente verso il Kairos—il tempo opportuno per il cambiamento e la guarigione.
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  1. IL MEDICO COME MAIEUTA DELLA DIGNITÀ E L’ALLEANZA TERAPEUTICA

L’identità del medico è quella di un “Aristocratico dell’Etica” che rimane, tuttavia, un perenne “Discepolo dei Valori” [3, 12]. La professione si configura come un “sacerdozio civile” (Religio Medici) che trasforma il pathos (sofferenza) in un’occasione di introspezione.
Contro il paternalismo autoritario e l’“autonomismo” (che spesso maschera un abbandono morale del paziente), la PCM propone un’alleanza maieutica [1, 2, 6]. Il medico deve “lottare” con il paziente per il suo bene reale, riconoscendo l’Homo Patiens come misura incommensurabile dell’impegno clinico. Questa laicità democratica difende la dignità umana come valore assoluto, indipendentemente dalle pressioni finanziarie o ideologiche [10, 12].
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  1. IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ AMBROSIANA E DELLA SCUOLA MEDICA DI MILANO: L’ECCELLENZA DELLA FORMAZIONE POST-UNIVERSITARIA

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona. Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.
L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include master e dottorati in Medicina Centrata sulla Persona, in Adolescentologia clinica, in Counselling Medico con l’Adolescente ed in Educazione alla Salute, rappresenta un ‘unicità nel panorama mondiale. Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.
La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario favorendo questa transizione epistemologica, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.
L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo [28].
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  1. CONCLUSIONI: IL PARADIGMA DI CURA COME REALIZZAZIONE PROFESSIONALE

La Medicina Centrata sulla Persona rappresenta la sintesi suprema tra scienza e coscienza. La sua efficacia è misurabile: i dati documentano un miglioramento del 95% della comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari derivanti da prestazioni indotte o inappropriate [6, 18].
È dovere del medico difendere la vita come dono inviolabile dal concepimento alla morte naturale. Nelle cure palliative, come in ogni atto clinico, l’obiettivo non è solo sopravvivere, ma “aggiungere vita ai giorni” [13]. In questo servizio disinteressato al bene comune e nella custodia della sacralità dell’uomo, il medico trova la sua più autentica felicità e la pienezza della propria libertà professionale.
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  1. BIBLIOGRAFIA
  2. Dougherty CJ. Ethical values at stake in health care reform. 1992;268(17):2409-2412.
  3. Beckwith FJ, Peppin JF. Physician value neutrality: a critique. J Law Med Ethics. 2000;28(1):67-77.
  4. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person Centered Medicine. Milan: Università Ambrosiana; 2017.
  5. Brera GR. Sum ergo cogito: The light of the Logos before thought. Medicine and Mind. 1996;XI(2).
  6. Brera GR. The “kairos of existence”. Medicine and Mind. 1993;8(2):5-9.
  7. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
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[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 

Epistemologia della Riforma Territoriale: Analisi Critica del Decreto-Legge Schillaci alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona

Epistemologia della Riforma Territoriale: Analisi Critica del Decreto-Legge Schillaci alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona

Vito Galante[1]

Abstract

The reorganization of the Italian primary care system, propelled by the draft decree-law proposed by the Minister of Health, Orazio Schillaci, in 2026, represents a significant structuralist attempt to address systemic healthcare shortages and satisfy the deadlines of the National Recovery and Resilience Plan (PNRR). By introducing a “double-channel” contractual framework (allowing a choice between reformed public convention and direct public employment), establishing a university specialization school, and centering clinical activities within the physical perimeter of the Community Houses (Case di Comunità), the reform seeks to modernize territorial medicine. However, an epistemological critique of this legislative initiative through the lens of Person-Centered Medicine (PCM)—theorized by Prof. Giuseppe R. Brera and implemented since 1998 at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University—reveals a fundamental paradigm conflict. The reform remains grounded in a hospital-derived, mechanistic-deterministic model that treats general medicine as a bureaucratic, performance-driven assembly line of organic repair. Conversely, PCM establishes that human health is an indeterministic, teleonomic, and semantic construct of the person, mathematically formalized by the Health Relativity Theory (HRT) as . Furthermore, the extension of pediatric care to 18 years without specialized adolescentological training represents a critical developmental failure. This report argues that without transitioning from a structuralist-deterministic paradigm to an interactionist-teleonomic one, the Schillaci reform risks destroying the fiduciary doctor-patient relationship, exacerbating clinical fragmentation, and failing to cultivate true health resilience.

Keywords

Person-Centered Medicine; Schillaci Reform; Giuseppe R. Brera; Health Relativity Theory; Adolescentology; Primary Care.
 
 
 
 
 

Introduzione: Lo Scenario della Medicina Generale nel 2026 e la Riforma Schillaci

Il dibattito politico-sanitario del 2026 è dominato dall’accelerazione impressa dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per l’approvazione del decreto-legge di riordino dell’assistenza territoriale.[2] Questa manovra legislativa si colloca in un momento di profonda sofferenza della medicina generale in Italia.[3] I dati statistici strutturali evidenziano una drammatica carenza di personale, con un deficit superiore ai 5.700 medici di medicina generale (MMG).[4]Tra il 2019 e il 2024, il contingente di questi professionisti si è ridotto di 5.197 unità, costringendo ogni medico a farsi carico di una media di 1.383 assistiti, un valore ampiamente superiore alle soglie ottimali per la sicurezza e la qualità delle cure.[5]
Sotto la spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che impone la piena operatività di circa 1.715 Case di Comunità (CdC) entro il 30 giugno 2026, il Ministero della Salute ha cercato di imporre una svolta organizzativa.[6] Al 31 dicembre 2025, le strutture attive con almeno un servizio funzionante erano appena 781, molte delle quali operanti a regime ridotto e prive di una presenza stabile di medici di famiglia.[7] Il decreto Schillaci mira a risolvere questa lacuna integrando coattivamente i MMG all’interno di tali strutture territoriali.[8]
 

Parametro Organizzativo Stato Pre-Riforma (2019-2024) Obiettivo Decreto Schillaci (Giugno 2026)
Carenza di Personale (MMG) Decadimento di 5.197 unità; deficit > 5.700 medici Recupero tramite Specializzazione Universitaria e doppio canale
Rapporto Medio Medici/Assistiti 1.383 pazienti per medico (sovraccarico sistemico) Riduzione del carico burocratico per liberare tempo clinico
Case di Comunità Funzionanti 781 strutture attive a regime ridotto (fine 2025) 1.715 strutture pienamente operative con équipe multidisciplinari
Inquadramento Contrattuale Convenzione esclusiva come liberi professionisti Modello misto: Convenzione riformata o Dipendenza pubblica
Formazione Post-Laurea Corso regionale (Diploma di formazione specifica) Scuola di specializzazione universitaria dedicata
Assistenza Pediatrica Fino a 14 anni (o 16 in casi particolari) Estensione obbligatoria della pediatria di libera scelta fino a 18 anni

Il nucleo politico e normativo della riforma si articola su tre pilastri principali:

  1. L’assetto a doppio canale contrattuale: i medici possono scegliere su base volontaria se mantenere un rapporto convenzionale riformato o transitare verso la dipendenza pubblica con il SSN, assimilabile alla dirigenza medica ospedaliera.[9]
  2. La riorganizzazione strutturale delle Case di Comunità: trasformate in hub fisici dove operano équipe multidisciplinari composte da MMG, pediatri, infermieri di famiglia, specialisti ambulatoriali, psicologi e assistenti sociali.[10]
  3. L’istituzione della Scuola di specializzazione universitaria in “Medicina territoriale, di comunità e delle cure primarie”, finalizzata a equiparare questa branca alle altre specialità mediche e ad accrescere l’attrattività della disciplina.[11]

Tuttavia, l’analisi condotta dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana rivela che l’impianto della riforma è inficiato da un profondo disallineamento epistemologico.[12] Il decreto-legge si fonda infatti su un modello strutturalista e deterministico di derivazione ospedaliera, che concepisce il territorio come una rete di “riparazione organica” centralizzata, ignorando la rivoluzione scientifica della Medicina Centrata sulla Persona (MCP) teorizzata dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera.[13]

Il Paradigma Scientifico della Medicina Centrata sulla Persona e la Teoria della Relatività della Salute

La Medicina Centrata sulla Persona non rappresenta un superficiale programma di “umanizzazione” delle cure, bensì una rigorosa e radicale rivoluzione epistemologica e scientifica, presentata per la prima volta nel 1998 e formalizzata nel Manifesto del 1999.[14] Essa si contrappone al riduzionismo biologico di stampo cartesiano che domina l’attuale formazione medica e le politiche sanitarie nazionali.[15]

Il Superamento dell’Omeostasi: Allostasi, Epigenetica e PNEI

La MCP poggia su solide basi scientifiche emerse negli ultimi quarant’anni nei campi della psico-neuro-endocrine-immunologia (PNEI), dell’allostasi e dell’epigenetica molecolare (Brera, 1996).[16]Il modello biomedico tradizionale fa ancora riferimento alla teoria dell’omeostasi di Cannon, descrivendo l’organismo come un sistema chiuso che tende a mantenere costanti i propri parametri interni tramite meccanismi di feedback rigidi.[17]
La ricerca contemporanea (Sterling, Heyer, Maestroni, Lissoni, Kandel, Szyf, Meaney) ha ampiamente dimostrato l’obsolescenza di questa visione statica, introducendo il concetto di allostasi: la capacità dell’organismo di raggiungere la stabilità attraverso il cambiamento e l’adattamento attivo agli stimoli ambientali e soggettivi.[18]
A livello genomico, l’epigenetica molecolare ha scardinato il determinismo genetico lineare.[19] Le scoperte di Moshe Szyf e Michael Meaney, unite alle ricerche di Pier Mario Biava sul codice epigenetico di riprogrammazione cellulare, confermano che l’ambiente e l’interpretazione soggettiva dell’esperienza modulano direttamente l’espressione dei geni senza alterare la sequenza del DNA.[20]
La reazione biologica non è dunque una costante determinata, ma una variabile dipendente dal significato che la persona attribuisce agli eventi della vita.[21] In ambito animale, la reazione biologica (Rb) risponde a un determinismo relativo basato sulle possibilità limitate di coping dell’animale (Pta) e su costanti biologiche rigide (Bc) (Brera, 1997) [22]:
Nell’essere umano, l’equazione si ribalta in forma inversamente proporzionale introducendo la dimensione indeterministica della libertà, del significato e della qualità del coping (Brera, 1997).[23]

La Formulazione Matematica della Teoria della Relatività della Salute (HRT)

La salute umana viene ridefinita come un processo semantico e allostatico di adattamento creativo (Brera, 2021).[24] All’interno della Health Relativity Theory (HRT) formulata da Brera, la probabilità di salute (Hp) è definita dalla seguente equazione matematica (Brera, 2021) [25]:

Hp= K(Iqx Cq)

Dove:

  • Hp (Health Probability) rappresenta la probabilità di salute intesa come potenziale dinamico di espressione della vita.[26]
  • K (Kairological Constant) costituisce la costante kairologica, la quale esprime l’intrinseca e naturale ricerca umana di significato, verità, amore e bellezza. Essa trae origine dalle indagini fenomenologiche sull’adolescenza e definisce l’orientamento spirituale e trascendente della natura umana verso la propria realizzazione (Brera, 1993; Brera, 1994).[27]
  • Iq (Interpretation Quality) rappresenta la qualità dell’interpretazione che la persona attribuisce alla propria esperienza esistenziale e sensoriale.[28]
  • Cq (Choices Quality) esprime la qualità delle scelte compiute dal soggetto in condizioni di autentica libertà e responsabilità etica.[29]

In questo framework matematico ed epistemologico, la salute non coincide con l’assenza di lesioni d’organo, ma corrisponde alla fioritura dell’individuo a livello biologico, psicologico e spirituale.[30]Lo stato di benessere o di vulnerabilità biologica allostatica si struttura attraverso la mediazione della soggettività: le emozioni, i valori, le credenze e le strategie di coping modulano direttamente i sistemi neurobiologici e immunitari, guidando l’espressione genomica verso la salute o la malattia (Brera, 2021).[31]
In stretta assonanza con la HRT, la Resilience-Based Health Theory (RBHT) descrive matematicamente la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (Hrk) in funzione delle polarità della qualità interpretativa e di scelta (Brera, 2021) [32]:

HRz= IPq+ x CPq+

Hrk= IPq- x  CPq-

Dove IPq+ e CPq+ rappresentano rispettivamente la qualità positiva di interpretazione e di scelta, mentre IPq– e Cpq– ne descrivono la declinazione disfunzionale e patogena.[33]

Il Person-Centered Clinical Method (PCCM)

La traduzione operativa di questa impalcatura scientifica nella pratica clinica quotidiana è costituita dal Person-Centered Clinical Method (PCCM).[34] Il metodo sovverte la semeiologia classica introducendo la “Diacrisi”, un processo di lavoro clinico tridimensionale strutturato sulla persona del paziente (corpo, mente e spirito).[35]
Il PCCM prevede la formulazione integrata di una “diagnosi di persona”, affiancata alla diagnosi nosografica tradizionale, e la misurazione del “Cross ratio” tra fattori di vulnerabilità e fattori di resilienza, avvalendosi della metodologia del Medical Counselling.[36]
Il medico che applica il PCCM non agisce come un tecnico addetto alla riparazione meccanica, bensì come un consulente esistenziale e un “maieuta della dignità umana”, realizzando un incontro terapeutico intersoggettivo che i dati pilota (2002-2003) indicano essere in grado di abbattere del 70% il ricorso a esami strumentali e farmaci inutili, riducendo le ospedalizzazioni del 55% e migliorando sensibilmente la qualità della vita nel 75% dei pazienti trattati (Brera, 2021).[37]

Analisi Critica del Decreto Schillaci alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona

La bozza del decreto-legge Schillaci, analizzata alla luce della rivoluzione epistemologica della MCP, rivela profonde aporie teoriche e metodologiche che rischiano di tradursi in un fallimento clinico e in un ulteriore aggravio della spesa pubblica.[38]

Il Fallimento dello Strutturalismo Fisico delle Case di Comunità

L’errore fondamentale del disegno ministeriale risiede nell’applicazione di una logica puramente strutturalista e quantitativa all’assistenza territoriale.[39] La riforma assume che la mera concentrazione geometrica dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità possa generare, per proprietà transitiva, una migliore qualità di cura e un decongestionamento degli ospedali.[40] Questa impostazione riflette l’errore epistemologico di equiparare la medicina territoriale alla medicina ospedaliera.[41]
Mentre l’ospedale lavora sulla malattia acuta tramite interventi prestazionali standardizzati e circoscritti nel tempo, la medicina del territorio fonda la sua efficacia sulla continuità della relazione di cura, sulla diacronia assistenziale e sulla conoscenza del contesto biografico ed esistenziale del paziente.[42]
Imporre una rigidità oraria e logistica ai medici di famiglia all’interno delle CdC significa sottrarre tempo prezioso all’ascolto clinico e alla relazione terapeutica per destinarlo alla compilazione di registri e adempimenti burocratici di rete.[43]
Per la Medicina Centrata sulla Persona, l’incontro clinico è un evento kairologico non riducibile a un protocollo di flusso.[44] Senza una profonda riforma del metodo clinico applicato, le Case di Comunità PNRR si configureranno semplicemente come “cattedrali nel deserto” o impersonali poliambulatori prestazionali, privi della capacità di mobilitare le risorse immunologiche ed esistenziali dell’individuo e incapaci di generare vera prevenzione allostatica.[45]

La Burocratizzazione del “Doppio Canale” e la Distruzione del Rapporto Fiduciario

L’introduzione della dipendenza pubblica volontaria e la concomitante riforma della convenzione in senso prestazionale introducono elementi di grave criticità.[46] I sindacati dei medici di medicina generale, in particolare la FIMMG e il Sindacato Medici Italiani (SMI), hanno denunciato con forza il rischio che il decreto Schillaci finisca per “fare la festa” al medico di famiglia, trasformandolo in un ingranaggio burocratico della macchina statale.[47] La FIMMG Lazio ha definito la riforma come una proposta ideologica che smantella la sanità pubblica a vantaggio del privato e comprime i diritti costituzionali dei cittadini, mentre la Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica ha evidenziato come il provvedimento rischi di assestare il “colpo di grazia” definitivo alla medicina generale nei territori più svantaggiati.[48]
La transizione verso il ruolo di dirigente medico dipendente altera profondamente la natura del rapporto fiduciario, pilastro della medicina generale.[49] Il medico cessa di essere un libero professionista intellettuale scelto autonomamente dal cittadino per diventare un funzionario inserito in una gerarchia aziendale, soggetto a turnazioni strutturate, ordini di servizio e obiettivi di spesa imposti dalle ASL.[50]
Dal punto di vista della HRT, la distruzione del rapporto fiduciario continuativo equivale a colpire direttamente la costante K dell’equazione della salute.[51] La rassicurazione psicologica e la stabilità affettiva derivanti dalla relazione con un medico di fiducia costituiscono potenti immunomodulatori biologici, capaci di contenere il carico allostatico e stimolare la produzione di endorfine e citochine antinfiammatorie.[52]
Sostituire il medico fiduciario con un turnista della Casa di Comunità significa esporre il paziente, soprattutto se cronico o fragile, a una costante destabilizzazione relazionale, traducendosi in un incremento della vulnerabilità biologica e in una medicalizzazione inappropriata di bisogni fondamentalmente esistenziali.[53]
Inoltre, la remunerazione legata al raggiungimento di target prestazionali e di budget aziendali (come la riduzione della spesa per esami diagnostici o farmaci) introduce un pericoloso conflitto di interessi di natura utilitaristica.[54] Il medico si trova diviso tra la tutela della salute della persona e il rispetto delle direttive contabili dell’ASL, snaturando la sua missione maieutica e terapeutica.[55]
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dimensione di Confronto Modello Strutturalista (Decreto Schillaci) Modello Interazionista-Teleonomico (Prof. Brera)
Epistemologia di Base Riduzionismo biologico, determinismo genico, omeostasi di Cannon Interazionismo scientifico, allostasi, epigenetica molecolare, PNEI
Definizione della Salute Stato statico di assenza di malattia o parametro biochimico alterato Costrutto semantico soggettivo, processo dinamico allostatico di adattamento creativo
Il Medico come Professionista Tecnico della riparazione organica, dipendente pubblico o convenzionato prestazionale Consulente esistenziale, maieuta della dignità umana, clinico tridimensionale
Metodologia di Diagnosi Semeiologia fisica e nosografia classica incentrata sull’organo malato Semeiologia tridimensionale, Diacrisi, Diagnosi di Persona e calcolo del Cross-ratio
Spazio Terapeutico Casa di Comunità come hub organizzativo, centralizzazione logistica e burocratica L’Incontro clinico intersoggettivo, fondato sulla relazione di fiducia e sulla kairologia
Modello Preventivo Prevenzione primaria meccanica, screening prestazionali di massa e farmaci di sintesi People and Person-Centered Prevention (PPCP), stili di vita biologici, nutrizione clinica

L’Estensione della Pediatria a 18 Anni: Il Deficit Epistemologico in Adolescentologia

Un ulteriore punto di radicale dissenso rispetto alla proposta ministeriale riguarda la determinazione di estendere la copertura dei pediatri di libera scelta fino ai 18 anni di età.[56] Questa scelta rivela una totale incomprensione delle dinamiche evolutive e biologiche dell’adolescente, considerato erroneamente come un semplice bambino cronologicamente ingrandito.[57]
L’adolescenza rappresenta una fase di transizione dotata di una specifica unicità biologica, psicologica, relazionale e spirituale.[58] Essa è caratterizzata da un imponente terremoto neurobiologico ed epigenetico, dominato dalla maturazione della corteccia prefrontale, dal riassetto dei sistemi neuroendocrini e da una fisiologica spinta verso l’autonomia e la differenziazione familiare (Galante, 2024).[59]
Come evidenziato dalle ricerche del Dipartimento di Adolescentologia della Scuola Medica di Milano e dal “Decalogo dell’Adolescentologo” sviluppato presso la stessa, l’adolescente necessita di un approccio clinico fondato sul Medical Counselling e sulla kairologia, capace di intercettare il suo personale cammino di ricerca di significato, verità, amore e bellezza, prevenendo comportamenti a rischio senza cadere nell’errore di una precoce psichiatrizzazione.[60]
Trattenere l’adolescente fino a 18 anni nell’alveo della pediatria — una disciplina storicamente e metodologicamente centrata sul bambino e sulla mediazione protettiva della figura genitoriale — costituisce una grave violazione della sua dignità evolutiva e del suo diritto alla riservatezza e alla responsabilizzazione clinica (Galante, 2024).[61]
Inoltre, i pediatri di libera scelta non possiedono, nella stragrande maggioranza dei casi, una formazione specifica in Adolescentologia Clinica e in Counselling medico dell’adolescente, discipline faticosamente strutturate e insegnate in Italia esclusivamente dall’Università Ambrosiana.[62]
In questo modo, la riforma Schillaci condanna gli adolescenti a una invisibilità clinica strutturale, privandoli di uno spazio di incontro protetto, autonomo e individualizzato, proprio in un’epoca storica caratterizzata da un incremento esponenziale di disturbi comportamentali, disagio psicosociale e vulnerabilità somatiche indotte da stressors ambientali ed epigenetici.[63]
 
 

La Scuola di Specializzazione Universitaria: Un Contenitore senza Contenuto

L’istituzione immediata della Scuola di specializzazione universitaria rappresenta senza dubbio un passo necessario per sanare un’anomalia tutta italiana e adeguarsi alle direttive europee.[64]Tuttavia, se questa scuola di specializzazione verrà gestita dai docenti e dalle strutture delle attuali facoltà di medicina statali, essa si rivelerà un fallimento formativo ed epistemologico.[65]
Le odierne scuole di medicina in Italia sono caratterizzate da un grave analfabetismo epistemologico.[66] Esse continuano a formare i medici secondo un modello rigidamente specialistico e d’organo, ignorando sistematicamente le scoperte scientifiche sull’allostasi, sulla PNEI, sull’epigenetica molecolare e sulla relatività del concetto di salute.[67]
I docenti universitari, formati all’interno della clinica ospedaliera ad alta tecnologia, non possiedono le competenze semeiologiche e cliniche necessarie per insegnare la medicina generale, la quale richiede la capacità di gestire l’incertezza, di interpretare la complessità esistenziale della persona e di applicare strumenti di counselling relazionale.[68]
Se il curriculum della nuova scuola di specializzazione non integrerà l’insegnamento del PCCM, della HRT e dell’Adolescentologia Clinica, non si farà altro che formare “piccoli medici ospedalieri” destinati a operare sul territorio con la stessa mentalità riduzionista e prestazionale della clinica d’organo.[69] Questo aggraverà la frammentazione clinica dei pazienti cronici, aumenterà a dismisura il ricorso a esami diagnostici difensivi e lascerà il sistema sanitario privo di professionisti realmente capaci di governare la domanda di salute territoriale attraverso la maieutica e la prevenzione allostatica.[70]

Conclusioni e Raccomandazioni Politico-Sanitarie per una Riforma Centrata sulla Persona

Il disegno di riforma della medicina generale promosso dal Ministro Schillaci nel 2026, pur mosso dall’esigenza condivisibile di riorganizzare un settore in profonda crisi, si colloca dinanzi a un bivio concettuale decisivo.[71] Proseguire lungo la strada di uno strutturalismo centralizzato e di una burocratizzazione prestazionale dei medici di famiglia rischia di infliggere il colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale, esasperando il conflitto tra professionisti e istituzioni e lasciando i cittadini privi di un reale presidio di cura fiduciaria.[72]
Per rifondare la medicina del territorio su basi realmente scientifiche, umane ed economicamente sostenibili, appare indifferibile accogliere le seguenti raccomandazioni di politica sanitaria derivanti dal paradigma della Medicina Centrata sulla Persona dell’Università Ambrosiana [73]:

  • Riformulare il Ruolo delle Case di Comunità come Centri di Resilienza Allostatica: Le CdC( che sarebbe meglio indicare come case della salute) non devono essere intese come hub burocratici di presenza oraria forzata.[74] Esse devono essere configurate come laboratori clinici territoriali finalizzati alla promozione dei fattori protettivi della salute biologica, psicologica e spirituale della persona.[75] All’interno di queste strutture, l’attività dell’équipe multidisciplinare deve essere coordinata ed esercitata secondo i principi del Person-Centered Clinical Method (PCCM), integrando la Diacrisi semeiologica nella gestione quotidiana del paziente cronico e fragile.[76] Potrebbero collocarsi  come hub specialistici intermedi di  – assistenza domiciliare- educazione alla salute e prevenzione-formazione permanente dei medici.
  • Preservare e Valorizzare la Convenzione Libero-Professionale come Spazio di Libertà Clinica: La figura del MMG deve rimanere saldamente ancorata a un regime libero-professionale convenzionato, tutelando l’autonomia intellettuale e clinica del medico.[77] Il rapporto fiduciario individuale e continuativo con l’assistito deve essere considerato un valore biologico non negoziabile.[78] Sarebbe , piuttosto, opportuno la riduzione del carico individuale dei medici nel rapporto fiduciario a compenso invariato (500 pediatri -800 medici di famiglia) ma formati alla Medicina centrata sulla persona. La retribuzione non deve basarsi su rigidi parametri prestazionali o su obiettivi contabili aziendali di contenimento della spesa, bensì sulla misurazione oggettiva della capacità del clinico di indurre resilienza allostatica nei propri assistiti, riducendo le ospedalizzazioni e la medicalizzazione impropria attraverso l’educazione alla salute e il counselling medico.[79]
  • Incentrare il Programma della Nuova Scuola di Specializzazione sul Paradigma della MCP: Il Ministero dell’Università e della Ricerca deve attingere all’esperienza didattica ed epistemologica quasi trentennale della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana.[80] I decreti ministeriali istitutivi della scuola di specializzazione devono prevedere programmi d’insegnamento fondati sulla PNEI, sull’epigenetica, sulla teoria dell’allostasi e sull’apprendimento pratico del PCCM e della teoria della relatività della salute.[81] I docenti e i tutor della scuola devono essere formati a questa specifica metodologia clinica, superando il monopolio culturale dei clinici d’organo ospedalieri.[82]
  • Istituire la Branca dell’Adolescentologia Clinica nel Sistema Sanitario Territoriale: L’estensione lineare della pediatria fino a 18 anni deve essere respinta in quanto biologicamente ed evolutivamente inadeguata.[83] È urgente strutturare sul territorio la figura del medico specialista in Adolescentologia( medico di famiglia o pediatra), formata secondo il “Decalogo dell’Adolescentologo” e la Medicina centrata sulla persona in grado di offrire ai giovani tra i 12 e i 18 anni un reale spazio di ascolto, consultazione clinica autonoma e valorizzazione delle risorse e delle scelte di salute, favorendo una transizione sana e consapevole dall’infanzia all’età adulta.[84]
  • Spostare il Focus Preventivo sulla People and Person-Centered Prevention (PPCP): La prevenzione territoriale non può ridursi alla mera esecuzione di massa di screening biologici e alla somministrazione di terapie di sintesi.[85] I MMG e gli specialisti territoriali devono essere dotati degli strumenti scientifici per attuare la PPCP, finalizzata alla strutturazione di uno “scudo metabolico-immunogenomico” individuale basato sulla nutrizione clinica protettiva, sull’allostasi antivirale e sull’immunostimolazione preventiva, contrastando all’origine i danni epigenetici derivanti da inquinanti ambientali e da tecnologie vaccinali genetiche non sufficientemente testate, la cui genotossicità ed effetti avversi cardiovascolari e oncologici sono ampiamente documentati dalla più avanzata letteratura scientifica internazionale (Brera, 2021).[86]

Solo integrando queste riforme di struttura e di metodo il Servizio Sanitario Nazionale potrà superare la sua attuale crisi di identità e di risorse, realizzando a pieno il significato profondo della medicina: la cura della persona e la conoscenza della verità scientifica sulle cause della sofferenza e della salute.[87]
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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  4. Brera GR. The epistemological manifesto of the person-centred medicine: the person’s superiority above any reductionism. In: Brera GR, editor. Medici e adolescenti. Atti del Congresso a partecipazione internazionale; 1999 Nov 23; Assisi, Italy. Milan: Università Ambrosiana; 1999.
  5. Brera GR. Person-centered medicine: theory, teaching, research. Int J Person Centered Med. 2011;1(1):69-79.
  6. Brera GR. Person-Centered Medicine and the Change of the Paradigm of Health: its implications for Medical Education and Health Governance. Invited presentation at the I WHO Symposium on Person-Centered Medicine and Medical Education; 2011 May 4; Geneva, Switzerland.
  7. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milan: University Ambrosiana Editions; 2021.
  8. Galante V. The Kairological Approach of Giuseppe R. Brera: The Interpretation of True Resources and the Quality of Choices. Milan: Scuola Medica Milano – Università Ambrosiana; 2024.
  9. Galante V, Porta M. Il Decalogo dell’Adolescentologo. Milan: Dipartimento di Adolescentologia, Università Ambrosiana; 2024.
  10. Ministero della Salute. Schema di decreto-legge per il riordino dell’assistenza territoriale e della medicina generale (Decreto Schillaci). Roma: Ministero della Salute; 2026.

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di  Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 
[2] Riforma sanità, arriva il decreto Schillaci: cosa cambia per i medici di famiglia. Sky TG24 [Internet]. 25 aprile 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://tg24.sky.it/politica/2026/04/25/riforma-sanita-decreto-schillaci-medici-famiglia
 
[3] Ibidem, 2
[4] Ibidem, 2
[5] Ibidem, 2
[6] Ibidem, 2
[7] Ibidem, 2
[8] Ibidem, 2
[9] Ibidem, 2
[10] Ibidem, 2
[11]Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità. Quotidiano Sanità [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/medici-di-famiglia-ecco-il-testo-della-riforma-schillaci-arriva-il-doppio-canale-dipendenza-convenzione-riformata-specializzazione-universitaria-e-pediatra-fino-a-18-anni-le-novita/
 
[12] Person-Centered Medicine History. Università Ambrosiana [Internet]. [data sconosciuta] [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
 
[13] Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera. ResearchGate [Internet]. 2010 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/401490177_Unity_vs_Fragmentation_The_Epistemology_of_Person-Centered_Medicine_in_the_Thought_of_Giuseppe_Rodolfo_Brera_Person_Centered
 
[14] Ibidem, 12
[15] Ibidem, 13
[16] Ibidem, 12
[17] Brera GR. The Italian perspective in Person-centered Medicine teaching. ResearchGate [Internet]. 2025 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/388350701_The_Italian_perspective_in_Person-centered_Medicine_teaching_Giuseppe_RBrera
 
[18] Ibidem, 17
[19] Person Centered Medicine: Theory, Teaching, Research. ResearchGate [Internet]. 2011 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/215528815_Person_Centered_MedicineTheoryTeachingResearch
 
[20] Ibidem,17
[21] Ibidem, 17
[22] The manifesto of person-centred medicine. ResearchGate [Internet]. 2009 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/200708194_The_manifesto_of_person-centred_medicine
 
[23] Ibidem, 17
[24] Person Centered Medicine and Person Centered Clinical Method. Università Ambrosiana News [Internet]. [data sconosciuta] [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
 
[25] Ibidem,13
[26] Ibidem, 13
[27] Ibidem, 13
[28] Ibidem, 13
[29] Ibidem,13
[30] Ibidem, 13
[31] Ibidem,17
[32] The shift of Medicine to the Person-Centered Medicine paradigm. Università Ambrosiana [Internet]. [data sconosciuta] [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.unambro.it/html/pdf/The%20Medicine%20shift%20to%20the%20Person-centered%20Medicine%20paradigm%20(2).pdf
 
[33] Ibidem, 32
[34] Ibidem, 12
[35] Ibidem,19
[36] Ibidem, 19
[37] Ibidem,13
[38] Ibidem, 13
[39] Decreto Schillaci, i medici di famiglia: “Bene la riforma, ma applicare all’assistenza primaria i modelli dell’ospedale è un errore”. insalutenews.it [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.insalutenews.it/in-salute/decreto-schillaci-i-medici-di-famiglia-bene-la-riforma-ma-applicare-allassistenza-primaria-i-modelli dellospedale-e-un-errore/
 
[40] MMG, la riforma Schillaci e il conflitto sul futuro della medicina di famiglia. TrendSanità [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://trendsanita.it/mmg-riforma-schillaci/
 
[41] Ibidem, 39
[42] Ibidem, 40
[43] Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza. Quotidiano Sanità [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/medici-di-famiglia-cambia-la-convenzione-con-nuovi-obblighi-organizzativi-e-dipendenza-su-base-volontaria-arriva-la-riforma-schillaci-per-far-funzionare-le-case-della-comunit-ecco-la-bozza/
 
[44] Ibidem, 19
[45] Ibidem, 49
[46] Ibidem, 2
[47] Riforma medicina generale. Scotti (Fimmg): “Sbagliato il metodo e il merito. Curare non è una catena di montaggio”. Quotidiano Sanità [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/riforma-medicina-generale-scotti-fimmg-sbagliato-il-metodo-e-il-merito-curare-non-e-una-catena-di-montaggio/
 
[48] Decreto Schillaci, Fimmg Lazio all’attacco: “Riforma ideologica che smantella la sanità pubblica”. insalutenews.it [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.insalutenews.it/in-salute/decreto-schillaci-fimmg-lazio-allattacco-riforma-ideologica-che-smantella-la-sanita-pubblica/
 
Il Decreto Schillaci dà il colpo di grazia alla Medicina generale. Il Manifesto Sardo [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.manifestosardo.org/il-decreto-schillaci-da-il-colpo-di-grazia-alla-medicina-generale/
 
[49] Riforma medicina generale, doppio canale tra convenzione e dipendenza. DottNet [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.dottnet.it/articolo/32542303/riforma-medicina-generale-doppio-canale-tra-convenzione-e-dipendenza
 
[50] Ibidem, 49
[51] Ibidem, 13
[52] Ibidem,17
[53] Ibidem, 40
[54] Ibidem, 2
[55] Ibidem, 10
[56] Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità. Quotidiano Sanità [Internet]. 2026 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/medici-di-famiglia-ecco-il-testo-della-riforma-schillaci-arriva-il-doppio-canale-dipendenza-convenzione-riformata-specializzazione-universitaria-e-pediatra-fino-a-18-anni-le-novita/
 
[57] The Kairological Approach of Giuseppe R. ResearchGate [Internet]. 2025 [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/399404598_The_Kairological_Approach_of_Giuseppe_R
 
[58] MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA Archivi. Università Ambrosiana News [Internet]. [data sconosciuta] [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/medicina-centrata-sulla-persona/
 
[59] Ibidem, 58
[60] Categoria: Giuseppe R. Brera – adolescentologia e medicina dell’adolescenza. Adolescentologia Online [Internet]. [data sconosciuta] [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.adolescentologiaonline.it/category/giuseppe-r-brera-2/
 
[61] Ibidem, 57
[62] Ibidem, 58
[63] Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano [citato il 22 maggio 2026]. Disponibile all’indirizzo: https://www.scuolamedicamilano.it/
 
[64] Ibidem, 56
[65] Ibidem, 32
[66] Ibidem, 17
[67] Ibidem, 17
[68] Ibidem, 12
[69] Ibidem, 12
[70] Ibidem, 13
[71] Ibidem, 2
[72] Ibidem, 39
[73] Ibidem,12
[74] Ibidem, 19
[75] Ibidem, 19
[76] Ibidem, 19
[77] Ibidem, 49
[78] Ibidem, 39
[79] Ibidem, 13
[80] Ibidem, 12
[81] Ibidem,19
[82] Ibidem, 12
[83] Ibidem, 56
[84] Ibidem, 60
[85] Ibidem, 24
[86] Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method: Clinical results of the medicine unitary paradigm teaching and the COVID-19 people and the Person-Centered Prevention Theory. 2a ed. ResearchGate [Internet]. 2024 [citato il 22 maggio 2026]. ISBN: 9798722263544. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/384503969_
 
[87] Ibidem, 13

CAMBIATO IL PARADIGMA DELLA MEDICINA

Interazionismo

Il paradigma della Medicina ,della “ Medical Education” , della scienza medica sono cambiati. Sono questi i  risultati  dei due storici  Congressi mondiali promossi dall’Università Ambrosiana, , in streaming , conclusi  il 23 Giugno con il Patrocinio del Parlamento Europeo e della Pontificia Accademia delle Scienze.

The Paradigm Change of Medicine: the epistemological and scientific basis of  Person-Centered Medicine

(21-22 Giugno)

e

Person-Centered Medicine:  the medicine and health paradigm change  in medical science and medical education

(23 Giugno)

Al Convegno hanno partecipato gli scienziati che hanno dato un contributo significativo al cambiamento di paradigma come Giuseppe R.Brera, autore della teoria della Medicina centrata sulla persona,insegnata ai medici presso la Scuola Medica di Milano dal 1998, e i pionieri dell’interazionismo nelle rispettive aree di ricerca come Robert Cloninger (psicobiologia) Moshe Szyf, (epigenetica), Claudio Violato (Medical Education), Lee Sun Wong, (teoria dell’allostasi), Jean Georges Maestroni (psico-neuro-endocrino-immmunologia), Piermario Biava, (riprogrammazione epigenetica), George Christodoulou, ( World Federation of Mental  Health), Vincenzo Di Nicola, presidente della World Association of Social Psychiatry e Roy Kallivayalil  ( Psichiatria centrata sulla persona e Psichiatria sociale),Philippe Ney (Bioetica della vita), Richard Fiordo (Health communication).

I convegni hanno evidenziato la necessità urgente di adeguare al paradigma attuale della Medicina centrata sulla persona, interazionista e teleonomico, la formazione del medico, la politica della salute pubblica e la ricerca. Le scienze di base  e le scienze umane, infatti, hanno permesso di riformulare in senso personalistico il concetto di natura umana e di salute  che è il risultato di  scelte esistenziali, che nasce dal senso interpretativo delle possibilità di esperienza che determina la qualità della vita. Le malattie infatti sono dipendenti per il 95% dallo stile di vita e il restante 5% sono di dominanza genetica. La salute, quando non si tratti un’emergenza biologica o di una malattia genetica, come ha documentato il prof.Brera, che ha presentato la teoria, è conseguentemente relativa al lavoro simbolico d’interpretazione delle possibilità che interagisce con le variabili biologiche, attraverso l’allostasi-rivoluzione della fisiologia ancora ignota ai più di Peter Sterling e Joe Heyer- attraverso la modulazione psico-neuro-endocrino immunologica ed epigenetica che permette l’adattamento al cambiamento richiesto nelle relazioni con se stessi, l’ambiente umano e fisico. Se la verità per il proprio bene e quello degli altri e gli affetti positivi sono il codice interpretativo delle possibilità, la salute ne ha beneficio. La grande rivoluzione epistemologica indeterminista della Medicina centrata sulla persona, che ha sotterrato il meccanicismo dterminista positivista, paragonabile solo alla rivoluzione quantistica della fisica, è dato dall’evidenza dell’origine multidimensionale e multi fattoriale delle malattie che disegna la libertà (non l’arbitrio) e la responsabilità all’individuo per la qualità della vita, prima di tutto di natura spirituale, in quanto fondata sulla verità o falsità del significato dato all’esperienza- discriminazione madre del pensiero morale-che è anche lo scopo della ricerca scientifica e della filosofia. La Medicina appare così riformulata come semiologia  maieutica e antropologia in cui la malattia appare un evento della vita, significante il lavoro dell’uomo verso un’unità armonica tra spirito, mente e corpo, che ricorda la filosofia aristotelica e  il modello epistemologico della medicina tradizionale cinese. La malattia appare una forma della natura umana la cui sostanza nasconde dunque il lavoro inconsapevole o consapevole teleonomico dell’uomo e della donna di realizzarsi come persona, cioè il significato dell’essere uomini o donne, concetto assente in Aristotele, e nella cosmologia cinese ma di derivazione cristiana. Il concetto di salute riformulato dalla MCP che risale al 2011, già presentato alla WHO dal prof. Brera per la sua necessaria adozione, va necessariamente oggi ridefinito in senso interazionista e teleonomico come “Scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, programma anche politico.  Il paradigma della Medicina centrata sulla persona , fondato eticamente sui valori ippocratici e inconfutabilmente sul progresso delle scienze di base e delle scienze umane grazie alla Kairologia, dovrebbe essere il fondamento dei curriculum di selezione e di formazione clinica e bio-etica dei medici e di aggiornamento nella formazione continua e il fondamento della politica sanitaria. Il secondo congresso ha evidenziato come la selezione degli studenti in medicina attraverso test cognitivi, non risponde ai requisiti oggi richiesti dal metodo clinico, in particolare l’empatia del medico e le capacità di “Diagnosi della persona”. Essi andrebbero sostituiti con valutazioni d’idoneità, nelle scuole superiori in più dimensioni, come ha pubblicato da tempo il prof.Brera. Purtroppo  oggi la formazione medica e quella continua è ancora vincolata, se si eccettua dal 1999 la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, alla separazione frammentaria nel metodo clinico tra biologia e qualità della vita, nel rapporto con l’ambiente famigliare , sociale fisico, che vengono ignorati nella patogenesi dei quadri clinici, anche dalla ricerca, con l’omissione delle variabili. Questo orientamento solo bio-tecnologico, non rispondente alle conoscenze attuali,  determina un grave danno alla salute della popolazione e allontana la persona dal senso di responsabilità per la qualità della vita, che nasce dal senso dato all’esperienza. Questo approccio è particolarmente drammatico in senso negativo con gli adolescenti, chiusi dal dualismo medicina e psicologia, naturalmente portati a rispondere alle grandi domande dell’esistenza: l’amore, la verità e la bellezza. Per questo i medici di famiglia e i pediatri devono formarsi alla Medicina centrata sulla persona e al counselling medico.

La bontà della rivoluzione epistemologica è stata confermata dalla ricerca che  ha documentato come la formazione dei medici alla Medicina centrata sulla persona porta a un enorme risparmio si sofferenze e costi, per la diminuzione di prescrizioni di farmaci, visite specialistiche e ricoveri ospedalieri. Pertanto gli amministratori della salute pubblica, hanno oggi la grande responsabilità morale di adeguare il sistema sanitario alla Medicina centrata sulla persona, che orienta alla prevenzione e alla educazione alla salute, per il bene della popolazione. La sua omissione, nata dall’ignoranza, è stata responsabile dell’ecatombe mondiale da COVID-19 per assenza di prevenzione primaria rinforzante l’immunità naturale e cure precoci. L’allontanamento dei famigliari dai malati ospedalizzati è una delle conseguenze disumane della pandemia dell’ignoranza tra i medici.

Il problema appare drammatico perché la Medicina si sta sviluppando in modo schizofrenico per la dissociazione tra scienze di base che hanno documentato l’interazionismo e confutato Cannon (omeostasi) e Selye (teoria meccanicista dello stress)  e le scienze umane che hannp introdotta la teleonomia della natura umana e insieme hanno cambiato il concetto di natura umana e di salute. L’orientamento della Medicina è invece sempre più bio-tecnologico, solo valido se rimane strumento e non fine, in cui la persona diventa un oggetto di tecniche e di profitto. Il senso della Medicina e la dimensione interpersonale del rapporto clinico medico-paziente  sono invece insostituibili

Gli atti del Congresso sono richiedibili senza oneri al dipartimento editoriale dell’Università Ambrosiana: dipedit@unambro.it

Informiamo del Corso estivo in Medicina Centrata sulla Persona e Metodo Clinico centrato sulla persona, indirizzato a medici e docenti che si terrà dal 4-9 Settembre 2023 a Viareggio

I medici ex-allievi dell’Università Ambrosiana godono della riduzione del 50% sulla quota d’iscrizione. La partecipazione al corso è titolo valido per l’aggiornamento di diplomi.

Informazioni dettagliate su www. scuolamedicamilano.it

 

 

 

 

A cura di J Mazetès.

Managing editor