La Via Stretta della Medicina Centrata sulla Persona: Una Chiamata alla Perseveranza

La Via Stretta della Medicina Centrata sulla Persona: Una Chiamata alla Perseveranza

1. Esordio: La Vocazione come Scelta Radicale
Cari colleghi della Scuola Medica dell’Università Ambrosiana, questa missiva non giunge a voi come una mera revisione dei protocolli o una nota tecnica sull’efficienza dei reparti, bensì come un’ora di sosta contemplativa e un atto di governo dello spirito. Ci troviamo immersi in un “chiasmo” professionale: un punto di inversione dove la struttura d’acciaio dei sistemi sanitari si scontra con l’urgenza di un nuovo umanesimo clinico. La transizione verso la Medicina Centrata sulla Persona (MCP) non è un semplice orpello del sapere, ma una sfida ontologica vitale che ridefinisce l’essenza stessa del nostro ministero. Siamo chiamati a una scelta radicale tra la rassicurante ampiezza di una pratica standardizzata e la soglia di una cura che sappia farsi incontro autentico. Vi invito, dunque, a guardare oltre il “portone” della tecnica per riscoprire la nobiltà del nostro agire.
2. Oltre il Portone: La Soglia della Medicina Centrata sulla Persona (Pyle)
L’accesso alla Medicina Centrata sulla Persona deve essere inteso come un atto pubblico e giuridico, paragonabile al pyle, il solenne portone della città fortificata. Varcare questa soglia significa assumersi una responsabilità davanti alla polis e alla sofferenza umana. Tuttavia, a differenza degli ingressi trionfali, la porta della MCP è una “porta stretta” (stenos). È una fenditura tra pareti rocciose che esige un atto di umiltà: per attraversarla bisogna abbassare il capo, rinunciando ai “carri e ai cortei” dell’ego professionale e al prestigio delle cariche burocratiche. Per scivolare attraverso questa fenditura e incontrare l’umanità nuda del paziente, il medico deve spogliarsi di quei pesi che rendono il passo goffo e il cuore sordo:

  • L’egocentrismo clinico: L’illusione che l’astrazione della patologia sia più reale della persona che ne porta il peso.
  • L’armatura del tecnicismo: Il rifugio dietro schermi, moduli e fredde analisi che distanziano dallo sguardo e dal mistero dell’altro.
  • La vanità del consenso: La ricerca del prestigio facile all’interno di un sistema che premia la velocità delle prestazioni a scapito della profondità della relazione.

Solo oltre questa soglia, spogliati dei paramenti del potere, il percorso stesso inizia a plasmare l’identità del medico.
3. La Via della Tribolazione: Il Peso del Cambiamento (Tetlimmene)
Non dobbiamo temere la fatica che avvertiamo quotidianamente: essa non è il segnale di un errore, ma la prova del fuoco della nostra missione. La lingua greca definisce il nostro cammino come tetlimmene, la via che è “stata schiacciata”. La Medicina Centrata sulla Persona è intrinsecamente angusta perché subisce la pressione costante — la thlipsos o tribolazione — esercitata dalle logiche economiche e dalle rigidità amministrative che vorrebbero ridurre il curare a un mero commercio di servizi. Questa pressione laterale è il segno che stiamo percorrendo la via tracciata per noi: una pratica medica priva di attriti o di scelte difficili è una pratica che ha smarrito la vita. È proprio in questa “via compressa” che fioriscono le Beatitudini della cura: beati i medici “poveri in spirito”, poiché, liberati dall’orgoglio della tecnica, sanno farsi abitare dalla sofferenza del paziente, trasformando l’attrito del mondo nel fondamento di una guarigione che trascende il dato biologico.
4. Il Rischio della Piazza Pubblica: L’Inerzia del Sistema (Eurychoros)
Dobbiamo guardare con sacro timore alla via larga, la eurychoros. Essa non è solo una strada comoda, ma evoca l’immagine dell’agorà, della piazza pubblica e del foro, dove ci si muove per pura inerzia sociale, trascinati dalla massa e da protocolli che deumanizzano il volto del malato. In questo spazio ampio non c’è attrito, ma non c’è nemmeno verità; il paziente svanisce in un codice e il medico si dissolve in un ingranaggio. Il rischio estremo è l’apoleia: non una dannazione astratta, ma lo “spreco” tragico del talento, del tempo e della vocazione del medico. È la dissoluzione dell’identità clinica nel flusso della folla, dove il senso profondo del nostro studio e della nostra dedizione viene disperso e perduto nell’insignificanza della massa.
5. L’Intenzionalità del Ritrovamento (Heurisko)
Affinché la nostra Scuola Medica risplenda come faro di umanità, non possiamo affidarci al caso. La via della cura autentica richiede uno sforzo attivo e incessante di ricerca, espresso dal verbo heurisko: cercare per trovare. Se pochi trovano questa via, non è per una congiuntura avversa, ma per una carenza di desiderio e di ricerca intenzionale. Come docenti e clinici dell’Università Ambrosiana, abbiamo il mandato di uscire dal flusso della “folla comoda” per cercare l’eccellenza nel segreto della relazione clinica.

  • Cerchiamo con determinazione il volto oltre la diagnosi, offrendo un ascolto che sappia sfidare la fretta imposta dal sistema.
  • Scegliamo l’attrito della responsabilità personale, opponendoci alla fluidità del disimpegno e del protocollo senz’anima.
  • Riconosciamo nella fatica della relazione non un ostacolo al nostro lavoro, ma il sigillo di una medicina che genera vita vera.

6. Conclusione: Verso la Vita della Medicina (Zoe)
In ultima analisi, questa diagnosi strutturale della vita medica non vuole essere un monito severo, ma una promessa di speranza. La perseveranza nella “via stretta” non è un sacrificio fine a se stesso, ma l’unico sentiero che conduce alla zoe: la vita nella sua pienezza, bellezza e autenticità. Quando accettiamo la pressione del mondo e l’angustia delle scelte etiche, non stiamo solo curando un organismo; stiamo salvando la nostra stessa professione dallo spreco e dall’oblio. Invito tutti voi, illustri colleghi, a non temere il peso del cambiamento: l’attrito che sentite è il battito di una medicina viva. È la prova che stiamo camminando insieme verso la vera guarigione.
Con profonda stima e dedizione,
Vito Galante

Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana

Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana

Vito Galante*
 
Abstract:
Background and Objective:
The bioethics of adolescence currently stands at a critical crossroads, facing an increasingly pervasive biotechnological reductionism that threatens to detach clinical practice from its anthropological foundations1. This paper provides a high-level epistemological and clinical synthesis of the convergence between Person-Centered Medicine (PCM)—developed by Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University—and the Magisterium of the Catholic Church. It explores a revolutionary paradigm that views the adolescent not as a mere object of technical intervention, but as an integral person open to transcendence and the search for objective meaning.
Epistemological Framework:
Central to this analysis is Brera’s “epistemological revolution,” which shifts medicine from a deterministic, mechanist model toward an interactionist and teleonomic paradigm. This framework defines the human being as an inseparable tridimensional unity of body, mind, and spirit. By integrating cutting-edge discoveries in allostasis, epigenetics, and Psycho-Neuro-Endocrino-Immunology (PNEI), the paper demonstrates how subjective experiences and the “quality” of the clinical relationship are directly transduced into biological signals, thereby redefining health as the “choice of the  true  possibilities for being the best human person”.
Methodology and Key Concepts:
The study details the Kairological approach, a new hermeneutics of human nature that identifies adolescence as a “propitious time” (Kairos) wherein the human vocation for Truth, Love, and Beauty reveals itself with maximum intensity. The Theory of the Relativity of Health (HRT) is presented as a conceptual and mathematical structure (Hp = K (Iq x Cq)), positioning health as a result of the quality of an individual’s interpretations and choices. Furthermore, the paper examines the Person-Centered Clinical Method (PCCM), emphasizing its maieutic role in fostering adolescent resilience through ethical self-determination.
Theological Convergence and Ethical Implications:
A profound ontological integration is identified between Brera’s thought and Catholic bioethics, particularly regarding the sacrality of life and the dignity of the person as Imago Dei. Drawing from encyclicals such as Evangelium Vitae and instructions like Dignitas Personae, the analysis highlights a shared critique of subjectivistic autodetermination, proposing instead a “responsible autonomy” oriented toward objective truth.
Clinical Application and Conclusions:
The paper highlights the role of the Scuola Medica di Milano and the Ambrosiana University as global epicenters for this paradigm, documenting the experimental validation of PCM in improving adolescent resilience and quality of life. The synthesis concludes that the bioethics of adolescence, rooted in both scientific rigor and Christian anthropology, offers a powerful “science of man” capable of resisting the commodification of health. It affirms the ontological priority of being over technique (Sum ergo cogito), guiding the adolescent toward a future of hope and truth.
Keywords: Person-Centered Medicine, Kairology, Adolescentology, Bioethics, Catholic Magisterium, Epigenetics, Resilience, Giuseppe Rodolfo Brera.
 
La bioetica dell’adolescenza rappresenta oggi una delle frontiere più complesse e affascinanti della riflessione medica e filosofica contemporanea. In un’epoca segnata da un riduzionismo biotecnologico sempre più pervasivo, la necessità di rifondare l’approccio clinico e pedagogico su basi antropologiche solide appare non solo opportuna, ma urgente. Questo rapporto analizza in profondità la convergenza tra la Medicina Centrata sulla Persona (PCM), teorizzata da Giuseppe Rodolfo Brera presso l’Università Ambrosiana, e il magistero della Chiesa cattolica, delineando un modello di cura che vede l’adolescente non come un oggetto di intervento tecnico, ma come una persona integrale, aperta alla trascendenza e alla ricerca di senso.

L’epistemologia della medicina centrata sulla persona: La rivoluzione di Giuseppe Rodolfo Brera

La medicina, sin dai tempi di Claude Bernard, si è strutturata attorno a un paradigma deterministico e meccanicista che ha teso a separare la mente dal corpo e il paziente dalla sua soggettività.1 Giuseppe Rodolfo Brera, a partire dalla fondazione della Scuola Italiana di Adolescentologia nel 1983, ha avviato una critica sistematica a questo modello, proponendo una “rivoluzione epistemologica” che ha trovato la sua consacrazione ufficiale tra il 1998 e il 1999 con l’istituzione della Medicina Centrata sulla Persona.3
Il cuore di questa rivoluzione risiede nel passaggio da una visione deterministica a una interazionista e teleonomica.2 Brera sostiene che l’essere umano è un’unità tridimensionale inscindibile di corpo, mente e spirito.5 Questa triade non è una semplice somma di parti, ma un sistema dinamico in cui ogni dimensione influenza le altre in modo indeterministico. La salute, in questo contesto, non è più la mera assenza di malattia o un equilibrio omeostatico statico, ma viene ridefinita come “la scelta delle possibilità vere  per essere la miglior persona umana”.2

Fondamenti scientifici del nuovo paradigma

L’approccio di Brera non è puramente speculativo, ma si fonda sulle più avanzate scoperte delle scienze biologiche e mediche degli ultimi cinquant’anni. Egli integra criticamente la teoria dell’allostasi di Peter Sterling e Joe Heyer, che supera il concetto di omeostasi di Cannon, dimostrando come l’organismo non cerchi un ritorno a un punto fisso, ma una stabilità attraverso il cambiamento, mediata dai centri superiori del cervello.2
Inoltre, la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) fornisce la base sperimentale per comprendere come i vissuti soggettivi, le emozioni e lo stress vengano trasdotti in segnali biologici.2 Le ricerche di Erik Kandel sulla neurobiologia della memoria e dell’apprendimento, insieme agli studi di Moshe Szyf e Michael Meaney sull’epigenetica, confermano che l’ambiente e le interazioni umane possono modificare l’espressione genica.2 Questo significa che la “qualità” della relazione clinica e la “qualità” della vita del soggetto hanno un impatto diretto e misurabile sulla sua biologia.2

Elemento di Confronto Medicina Tradizionale (Bernardiana) Medicina Centrata sulla Persona (Brera)
Modello Biologico Determinismo lineare Interazionismo indeterministico
Concetto Chiave Omeostasi (Stabilità fissa) Allostasi (Stabilità nel cambiamento)
Visione dell’Uomo Riduzionismo biologico Unità Spirituale-Psichica-Somatica
Rapporto con il Paziente Distaccato, tecnico Empatico, maieutico, centrato sulla persona
Ruolo dell’Ambiente Variabile esterna da controllare Fattore epigenetico costitutivo
Definizione di Salute Assenza di sintomi Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana

 
 

La Kairologia: L’adolescenza come tempo opportuno

Un pilastro fondamentale del pensiero di Brera è la “Kairologia”, un neologismo derivato dal greco Kairos (momento opportuno) contrapposto al Chronos (tempo lineare e quantitativo).8 Presentata ufficialmente nel 1993, la Kairologia si propone come una nuova ermeneutica della natura umana nata proprio dallo studio clinico degli adolescenti.8
Secondo la teoria kairologica, l’adolescenza non è una fase di “crisi” o un semplice passaggio biologico dominato dagli ormoni, ma è il tempo in cui la natura umana rivela con massima intensità la sua vocazione spirituale.2 L’adolescente è colui che pone alla realtà domande fondamentali di verità, amore e bellezza.8 Queste non sono astrazioni filosofiche, ma necessità ontologiche che richiedono risposte oggettive.7
La Kairologia documenta l’esistenza di un “codice semantico” nella natura umana, orientato teleonomicamente verso la ricerca di significato.5 In questa prospettiva, la sofferenza dell’adolescente spesso non è una patologia psichiatrica nel senso tradizionale, ma un “grido” dello spirito che non trova risposte adeguate alla sua domanda di senso.6 Il metodo Kairos, sviluppato presso l’Università Ambrosiana, mira a supportare l’adolescente nel riconoscere queste domande e nel costruire la propria resilienza attraverso scelte etiche e consapevoli.6

La teoria della relatività della salute

Brera ha formalizzato questa visione in una struttura matematica e concettuale definita “Teoria della Relatività della Salute” (HRT).2 La salute di un individuo, specialmente in una fase plastica come l’adolescenza, è relativa alla qualità della sua interpretazione degli eventi e alla qualità delle sue scelte.2
 
Hp = K (Iq x Cq)
In questa formula, Hp rappresenta la probabilità dello stato di salute, intesa non come dato statico-deterministico ma come potenziale dinamico di autorealizzazione dell’individuo. (Health potential), K è la costante Kairologica (la domanda innata di verità-amore-bellezza), Iq è la qualità dell’interpretazione (Interpretation quality) e Cq è la qualità delle scelte (Choices quality).2 Tale approccio sposta il baricentro della medicina dalla cura del corpo alla cura della “persona che abita il corpo”, rendendo l’adolescente il protagonista attivo della propria costruzione identitaria e sanitaria.2

Bioetica e magistero della Chiesa cattolica: La sacralità della vita e della persona

Il pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera trova una profonda sintonia con la bioetica della Chiesa cattolica, la quale fonda ogni riflessione sulla dignità intrinseca della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio.13 La Chiesa sostiene che la vita umana sia sacra e inviolabile dal momento del concepimento fino alla morte naturale.15

Il valore della persona in Evangelium Vitae

L’enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II (1995) rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la bioetica cattolica.17 In essa, il Pontefice afferma che “il Vangelo dell’amore di Dio per l’uomo, il Vangelo della dignità della persona umana e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo”.19 Questa visione integrale rifiuta ogni forma di riduzionismo che vorrebbe separare la dimensione biologica da quella spirituale.
Per la Chiesa, l’adolescente non è un essere umano “in divenire”, ma una persona dotata di piena dignità, la cui coscienza deve essere formata e rispettata.20 La sfida educativa, come ribadito recentemente dalla Pontificia Accademia per la Vita, consiste nell’accompagnare i giovani a cogliere il valore della vita come dono e non come possesso disponibile.13

Dignitas Personae e le sfide della ricerca biomedica

L’istruzione Dignitas Personae (2008) della Congregazione per la Dottrina della Fede approfondisce le questioni morali legate alla ricerca biomedica, ribadendo che ogni intervento sul corpo umano deve rispettare l’integrità e la vocazione della persona.23 La bioetica cattolica non è un insieme di divieti, ma un “sì” alla vita che attinge sia alla luce della ragione che a quella della fede per elaborare una visione integrale dell’uomo.23
La Chiesa sottolinea l’importanza della formazione della coscienza morale affinché i giovani possano navigare tra le sfide del progresso tecnologico senza smarrire il senso del bene comune e della propria dignità.21 In questo senso, la bioetica cattolica e la Kairologia di Brera convergono nell’indicare la verità come orizzonte ultimo dell’agire umano.10

Convergenze epistemologiche e antropologiche tra PCM e pensiero cattolico

La relazione tra la Medicina Centrata sulla Persona e il magistero cattolico non è solo di vicinanza tematica, ma di vera e propria integrazione ontologica. Brera riconosce esplicitamente l’impatto del cristianesimo nella storia della medicina, vedendo nella figura di Cristo l’incarnazione dell’Essere e della Verità che ha dato fondamento alla cura della persona.10

Punto di Convergenza Prospettiva di Brera / Università Ambrosiana Prospettiva della Chiesa Cattolica
Definizione di Uomo Unità tridimensionale (Corpo-Mente-Spirito) Unità sussistente di anima e corpo
Fondamento Etico Ricerca di Verità, Amore e Bellezza (Kairologia) Vocazione alla Verità e all’Amore (Imago Dei)
Status dell’Embrione Persona umana individuale sin dal concepimento Essere umano con dignità di persona sin dal concepimento
Finalità della Cura Maieutica del senso dell’essere uomo Servizio alla vita e alla dignità integrale
Ruolo della Verità Dio come Verità divina e fondamento dell’essere Cristo come Via, Verità e Vita
Libertà e Scelta Autodeterminazione orientata al bene oggettivo Autonomia come obbedienza alla legge morale

 

La critica all’autodeterminazione soggettivistica

Uno dei punti di maggiore attrito con la cultura laica dominante, e di massima convergenza tra Brera e la Chiesa, è la critica al concetto di autodeterminazione inteso come arbitrio assoluto.10 Brera definisce “falsa verità” l’idea che l’uomo possa decidere arbitrariamente sulla vita altrui (come nel caso dell’aborto o dell’eutanasia).10 Per Brera, questo atteggiamento è un “delirio di onnipotenza” che nega la natura divina della verità.10
Allo stesso modo, la bioetica cattolica insegna che la vera libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel fare ciò che è vero e bene.18 L’adolescente deve essere educato a un’autodeterminazione che sia risposta responsabile a una vocazione, non semplice cedimento a impulsi o condizionamenti sociali.26

L’Adolescentologia clinica: Metodologia e applicazione

L’Adolescentologia, istituita dal prof. Brera a Milano nel 1983, è la disciplina che traduce questi principi in pratica clinica.4 Essa non è una sottospecialità della pediatria o della medicina interna, ma una scienza multidisciplinare che studia l’adolescenza nella sua interezza.8

Il metodo clinico centrato sulla persona (PCCM)

Il PCCM, presentato ufficialmente nel 1998, si basa su una struttura metodologica rigorosa che integra la soggettività del paziente nel processo diagnostico e terapeutico.5 Il Manifesto del Metodo Clinico stabilisce che la persona deve essere accolta nella sua unità irriducibile prima di essere classificata come “paziente”.5
Il clinico che applica questo metodo deve essere capace di “mettere tra parentesi” la patologia per incontrare l’adolescente nei suoi valori, speranze e timori.5 Questo approccio maieutico permette di trasformare l’atto medico in un incontro interpersonale ricco di valori etici e affettivi.5

La validazione sperimentale del metodo

Per la prima volta nella storia della medicina, un metodo clinico è stato sottoposto a validazione sperimentale.5 Uno studio condotto su 144 rapporti clinici redatti da medici formati presso l’Università Ambrosiana ha confermato la validità e l’efficacia del paradigma centrato sulla persona nel migliorare la qualità della vita e la resilienza degli adolescenti.5 Questo risultato dimostra che l’approccio umanistico e spirituale non è in contrasto con il rigore scientifico, ma ne costituisce il necessario completamento.

Diritti e doveri dell’adolescente: Una visione kairologica

Nel 2013, durante il congresso internazionale “Adolescence, Health and Human Rights” a Milano, il prof. Brera ha delineato una carta dei diritti dell’adolescente basata sui principi della PCM.31 Questi diritti non sono semplici pretese legali, ma necessità ontologiche per lo sviluppo della persona.

Diritto dell’Adolescente Fondamento e Significato
Diritto alla Verità, Amore e Bellezza Risposta alla domanda naturale di significato evidenziata dalla Kairologia.
Diritto a una Nutrizione e Casa dignitose Condizioni materiali necessarie per la libertà di pensiero e studio.
Diritto allo Sviluppo delle Risorse Creative Dovere di applicarsi per il benessere individuale e sociale.
Diritto alla Salute come Scelta Responsabilità personale nel mantenere il proprio stato di salute.
Diritto al Rispetto della Vita Dal concepimento alla morte naturale, in difesa della propria e altrui dignità.
Diritto a un Ambiente Familiare sereno Dovere dei genitori di fornire un clima di amore e educazione morale.

 
Questa visione sottolinea che ogni diritto comporta un dovere corrispondente.6 L’adolescente è chiamato a impegnarsi con onore e giustizia per costruire le risorse necessarie alla propria vita e a quella della società.6 Questo equilibrio tra diritti e doveri riflette l’ecologia umana promossa dal magistero cattolico, in cui la persona è sempre inserita in una rete di relazioni e responsabilità.16

Bioetica del consenso informato nel minore

Il tema del consenso informato per l’adolescente è uno dei nodi più delicati della bioetica contemporanea. La legge 219/2017 in Italia specifica che il minore ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e decisione.20 Tuttavia, il quadro normativo deve essere integrato da una riflessione bioetica profonda sulla “maturità” della coscienza.21

La formazione della coscienza secondo la Chiesa

Per la Chiesa cattolica, il consenso non è solo un atto formale di accettazione di un trattamento, ma deve nascere da una coscienza retta e formata.21 Il cristianesimo ha giocato un ruolo cruciale nel far riconoscere alla coscienza occidentale l’inviolabilità della vita.21 Nell’adolescente, questo processo di formazione è in pieno svolgimento e richiede che i genitori e i curanti non si limitino a informare, ma educhino alla verità.20

Il counselling medico orientato alla persona

Il counselling medico, teorizzato da Brera nel 1991 come precursore della PCM, è lo strumento clinico per gestire questa complessità.5 Esso non mira a manipolare la volontà del minore, ma a rimodellare l’empathy tradizionale in un metodo strutturato che permetta all’adolescente di partecipare attivamente alle decisioni cliniche in modo consapevole e coerente con i propri valori.5 La fede religiosa del paziente è qui considerata un alleato fondamentale del processo di guarigione e di scelta etica.5

Sfide contemporanee: Pandemia, tecnologia e resilienza

La recente pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova la salute mentale e spirituale degli adolescenti, definendo quella che Brera chiama una “syndemic”.2 Il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2021 ha evidenziato come l’isolamento e l’interruzione dei percorsi educativi abbiano ferito profondamente i giovani.22

La Resilienza-Based Health Theory (RBHT)

In risposta a questa crisi, Brera ha proposto la “Resilienza-Based Health Theory”, che vede la salute come un processo di adattamento creativo basato sulla qualità dell’interpretazione dei traumi.2 La resilienza non è una dote innata e fissa, ma una capacità che può essere potenziata attraverso un’educazione centrata sulla persona e sul senso del trascendente.6
La formula della resilienza sanitaria (HRz) tiene conto dell’interazione tra il potenziale individuale (IPq) e le scelte di coping (CP+).2 Questo modello permette di intervenire non solo con farmaci, ma con percorsi di “laboratorio creativo” e counselling che restituiscano all’adolescente la speranza e la gioia di vivere.33

Il ruolo dell’Università Ambrosiana e della Scuola Medica di Milano

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona.3 Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.5
Personalità come Vito Galante hanno dato un contributo fondamentale all’applicazione pratica di queste teorie, agendo come pionieri nel campo dell’adolescentologia clinica e della genitorialità consapevole.11 Galante ha sottolineato l’importanza di un’ermeneutica centrata sulla persona per l’educazione alla salute degli adolescenti, specialmente di quelli “invisibili” che non trovano spazio nei protocolli standardizzati.11

L’eccellenza della formazione post-universitaria

L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include Master in Medicina Centrata sulla Persona e in Adolescentologia Clinica, rappresenta un’unicità nel panorama mondiale.34 Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.5

Iniziativa / Dipartimento Funzione e Impatto
Scuola Medica di Milano Formazione di medici nel paradigma della PCM dal 1998.
Centro Studi Kairologici Ricerca sull’ermeneutica della natura umana e metodo Kairos.
Società Italiana di Adolescentologia (SIAd) Promozione della medicina dell’adolescenza in Italia dal 1983.
Person Centered Medicine International Academy Diffusione mondiale del paradigma e pubblicazione di ricerche.
Master in Educazione alla Salute Formazione di esperti nella promozione della resilienza giovanile.

4

Considerazioni conclusive e prospettive future

La bioetica dell’adolescenza, vista attraverso il prisma del pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera e del magistero della Chiesa cattolica, emerge come una disciplina di speranza e di verità. La convergenza tra i dati scientifici dell’epigenetica e della PNEI con le verità eterne dell’antropologia cristiana offre una sintesi potente e necessaria per la medicina del terzo millennio.2
L’adolescente non deve essere ridotto a un insieme di reazioni biochimiche o a un consumatore di prestazioni sanitarie. Egli è un “nobile mistero” che cerca la verità e la bellezza.2 Il compito del medico e dell’educatore è quello di essere testimoni di questo valore infinito, aiutando il giovane a scegliere la vita e a costruire la propria salute come un atto di libertà e di amore.5
La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.10 L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, e specialmente in ogni giovane, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo.10
In sintesi, la bioetica dell’adolescenza secondo Brera e la Chiesa cattolica non è solo una branca della morale medica, ma è un’affermazione ontologica: “Sum ergo cogito”.10 L’essere precede il pensiero e la tecnica; la vita è un dono che precede ogni nostra volontà. Solo partendo da questo riconoscimento l’adolescente potrà trovare il coraggio di essere sé stesso e di affrontare le sfide del futuro con la resilienza di chi sa di essere amato e chiamato alla verità.

 
 

Bibliografia

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  6. Università Ambrosiana. Highlights from the International Congress Person-Centered Medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/HIGHLIGHTS%20FROM%20THE%20INTERNATIONAL%20CONGRESS.pdf
  7. Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  8. Adolescentologia Online. Cosa è l’adolescentologia? – Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/cosa-e-ladolescentologia/
  9. Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  10. Università Ambrosiana. Essere e Persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Essere_e_Persona.pdf
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  12. Brera GR. Person-Centered Health and the Resilient Adolescent. ResearchGate [Internet]. 2025 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/398829767_Person-Centered_Health_and_the_Resilient_Adolescent
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  15. Movimento per la Vita Italiano. Questione di vita. Perché la bioetica è così importante per la Chiesa? Bollettino Sì alla Vita, n. 239 [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.siallavita.org/Bollettino_Si_alla_Vita_n.239.pdf
  16. CNOS-FAP. Relatio Synodi [Internet]. Roma: CNOS-FAP; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.cnos-fap.it/page/relatio-synodi
  17. Comolli GM. Documenti di Bioetica [Internet]. Gian Maria Comolli Sito Ufficiale; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: http://www.gianmariacomolli.it/documenti-di-bioetica/
  18. Pontificio Consiglio per i Laici. Dio affida l’essere umano alla donna [Internet]. Città del Vaticano: Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.laici.va/content/dam/laici/documenti/pubblicazioni/italiano/Dio%20affida%20l’essere%20umano%20alla%20donna%20-%20ITA.pdf
  19. Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile. Quaderno CEI n. 2 [Internet]. Roma: CEI; 2008 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://giovani.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/33/2017/06/Quaderno-CEI-2_08.pdf
  20. Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Guida pratica: bioetica dell’età evolutiva per il pediatra [Internet]. FIMP; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.fimp.pro/images/guide/bioetica.pdf
  21. Spinsanti S. Bioetica e nursing [Internet]. Sandro Spinsanti Centro Studi; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://sandrospinsanti.eu/book/bioetica-e-nursing/
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  24. Cavana P. La morte e il diritto: pluralismo confessionale e scelte di fine vita. Stato, Chiese e pluralismo confessionale [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://d1vbhhqv6ow083.cloudfront.net/contributi/cavana_la_mortem2.pdf
  25. OAPEN Library. La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà religiosa [Internet]. Firenze University Press; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://library.oapen.org/bitstream/handle/20.500.12657/54875/9788884538420.pdf
  26. Comitato Sanitario Nazionale. Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/societa-italiana-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza/
  27. Brera GR. The manifesto of person-centred medicine. ResearchGate [Internet]. 2001 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/200708194_The_manifesto_of_person-centred_medicine
  28. Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm
  29. Fondazione Friuli. Programma Festival 2025 [Internet]. Udine: Fondazione Friuli; 2025 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://fondazionefriuli.it/media/documents/programma_vl_2025.pdf
  30. Università Ambrosiana. Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/sm.htm
  31. Società Italiana di Adolescentologia. Milano 2013: Adolescence, Health and Human Rights [Internet]. Milano; 2013 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  32. Diritto Penale Contemporaneo. Rivista Trimestrale, n. 4/2020 [Internet]. Criminal Justice Network; 2020 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://dpc-rivista-trimestrale.criminaljusticenetwork.eu/pdf/DPC_Riv_Trim_4_2020_finale.pdf
  33. Diocesi di Castellaneta. Essere persone significative per vivere le sfide della genitorialità [Internet]. Ufficio di Pastorale Familiare; 2021 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/12/essere-persone-significative-per-vivere-le-sfide-della-genitorialita.pdf
  34. Adolescentologia Online. Categoria: Scuola Medica di Milano [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/scuola-medica-di-milano/
  35. Adolescentologia Online. Università Ambrosiana – Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/univerita-ambrosiana/
  36. Università Ambrosiana. Workshop: Programma Workshop CCP 8 Maggio [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PROGRAMMA%20Workshop%20CCP%208%20Maggio.pdf

 
 
 
* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 
 

La Custodia dell’Umano nella Transizione Digitale: Lettura Clinico-Epistemologica dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” alla Luce dei Principi della Medicina Centrata sulla Persona

La Custodia dell’Umano nella Transizione Digitale: Lettura Clinico-Epistemologica dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” alla Luce dei Principi della Medicina Centrata sulla Persona

Vito Galante [1]

Abstract

The intersection between theological-social thought and medical clinical epistemology has reached a critical milestone with the publication of Pope Leo XIV’s first encyclical, Magnifica Humanitas (2026). By establishing a relational, Augustinian-Franciscan anthropological framework centered on the premise “we are a desire, not an algorithm,” the encyclical provides a profound critique of the technocratic paradigm. This paper, authored from the perspective of Person-Centered Medicine (PCM) pioneered by Prof. Giuseppe R. Brera, examines the structural and epistemological convergences between the papal magisterium and the PCM clinical paradigm. Both frameworks challenge the reductionist view of the human subject—whether manifested as the data-driven commodification of Silicon Valley’s “tech bro” culture or as the biological fragmentation of Cartesian medicine. Through the lens of Brera’s theory of the relativity of biological reactions to coping and his kairological approach, this study redefines the digital environment as an epigenetic determinant of health. Special focus is dedicated to the clinical manifestations in adolescence, particularly the “Mercury Syndrome” (smartphone addiction), illustrating how the restoration of “inner freedom” and authentic desire constitutes an essential therapeutic objective in medical counseling.
Keywords: Person-Centered Medicine, Magnifica Humanitas, Leo XIV, Giuseppe R. Brera, Clinical Epistemology, Kairology, Adolescentology, Mercury Syndrome.
 

Le Res Novae della Transizione Algoritmica e il Nuovo Magistero Sociale

La contemporaneità è attraversata da una transizione d’epoca in cui le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale non si configurano più come semplici protesi strumentali, bensì come un vero e proprio ambiente antropologico di vita e una pervasiva forma di potere geopolitico.[^1] In questo scenario di profonda riconfigurazione identitaria, l’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio con il nome di Leone XIV, avvenuta l’8 maggio 2025 al quarto scrutinio dinnanzi a oltre centocinquantamila fedeli, ha segnato l’avvio di un magistero fortemente caratterizzato da un’acuta sensibilità sociale e antropologica.[^2] Primo pontefice di nazionalità statunitense, ma forte di una complessa ascendenza multiculturale — comprendente radici siciliane, normanne, creole e ispaniche — e di una lunga e significativa esperienza missionaria sul campo in Perù, Leone XIV ha assunto il proprio nome papale in esplicita continuità con Leone XIII, il pontefice che nel 1891 inaugurò la dottrina sociale della Chiesa attraverso l’enciclica Rerum Novarum, offrendo una risposta cattolica ai traumi sociali della seconda rivoluzione industriale.[^3]
La prima enciclica di Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e firmata il 15 maggio 2026, si colloca programmaticamente nel 135° anniversario di quel documento storico, proponendosi di affrontare le nuove “res novae” rappresentate dalla digitalizzazione pervasiva, dall’intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle biotecnologie.[^1] Il testo, la cui pubblicazione ufficiale ed esposizione al pubblico è avvenuta il 25 maggio 2026, consta di circa 42.000 parole organizzate in cinque capitoli e 245 paragrafi, e costituisce il primo solenne documento del magistero pontificio interamente dedicato alla custodia della persona nell’era algoritmica.[^4] La rilevanza editoriale e culturale del documento è testimoniata dalla sua immediata traduzione in volumi cartacei, tra cui l’edizione ufficiale della Libreria Editrice Vaticana uscita il 29 maggio 2026 e la successiva edizione della collana “Idee” di Feltrinelli pubblicata il 9 giugno 2026.[^5]
La presentazione dell’enciclica, svoltasi nell’Aula del Sinodo alla presenza del pontefice e di eminenti personalità del mondo scientifico e teologico — tra cui la teologa Anna Rowlands e Chris Olah, co-fondatore di Anthropic —, ha esplicitato la metodologia di discernimento comunitario proposta dalla Chiesa.[^1] Essa non si risolve in un rifiuto luddista del progresso tecnologico, ma ne contesta radicalmente la presunta neutralità etica, svelandone la natura di costrutto gravato dagli interessi economici, politici e morali di coloro che ne detengono lo sviluppo e l’monopolio conoscitivo.[^6]
Parallelamente, nel campo delle scienze mediche, il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (MCP), teorizzato a partire dal 1999 dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana e Direttore della Scuola Medica di Milano, ha promosso una rivoluzione epistemologica speculare.[^7] La MCP si erge contro il riduzionismo biologico di derivazione post-bernardiana, che riduce il malato a mero aggregato di parametri biochimici e parcellizzazioni d’organo, ripristinando la dignità clinica del soggetto inteso come unità inscindibile e bidirezionale di corpo, mente e spirito.[^8] Si registra pertanto una straordinaria convergenza strutturale tra l’antropologia teologico-sociale di Leone XIV e l’epistemologia clinica di Brera: entrambe si propongono come baluardi a difesa dell’integrità soggettiva contro la reificazione operata dai riduzionismi tecnologici e biomedici.[^9]

La Svolta Epistemologica Agostiniano-Francescana e la Teleonomia Clinica

Il desiderio come nucleo dell’Io

Sotto il profilo teologico-letterario, la Magnifica Humanitas introduce una netta discontinuità rispetto alla tradizionale metafisica aristotelico-tomista che ha storicamente dominato i documenti magisteriali della Chiesa cattolica. All’interno dell’enciclica, San Tommaso d’Aquino viene citato solamente tre volte, a fronte di circa dieci richiami a Sant’Agostino e oltre trenta citazioni dei testi programmatici di Papa Francesco, quali Laudato si’, Fratelli tutti e Laudate Deum. Questa svolta epistemologica agostiniana e francescana trova la sua massima espressione nel manifesto antropologico formulato nel primo capitolo: «Siamo un desiderio, non un algoritmo».
L’affermazione definisce l’essere umano non come una macchina logico-funzionale ottimizzabile o un flusso computazionale di dati, bensì come desiderium Dei, un’apertura infinita contrassegnata dall’inquietudine del cuore (cor inquietum) che nessun calcolo probabilistico o quantitativo può saturare. Il desiderio, in questa accezione, non è una semplice pulsione emotiva o un deficit biologico da colmare, ma rappresenta la scaturigine della verità soggettiva, l’energia relazionale che spinge l’individuo oltre i propri limiti biologici alla ricerca di un significato ultimo e trascendente. [^1]

La teleonomia della natura umana

Questa prospettiva agostiniana si sovrappone in modo speculare al primo e fondamentale principio del Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona, redatto da Brera il 7 dicembre 1999 e presentato ufficialmente il 29 gennaio 2000 presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.[^7] Brera asserisce che «il mondo della persona è teleonomico».[^7] La teleonomia clinica rappresenta la tendenza naturale, conscia o inconscia, della persona a costruire la propria natura come una realtà orientata alla ricerca attiva della verità, dell’amore e della bellezza, intesi come domande di significato essenziali per l’esistenza umana.[^7]
Mentre il paradigma meccanicista cartesiano interpreta la biologia umana come una sequenza deterministica di reazioni chimiche e riflessi condizionati, la MCP riconosce che l’organismo umano è strutturato per realizzare un “senso oggettivo della soggettività personale”.[^7] Il “desiderio” di cui scrive Leone XIV non è altro che la traduzione esistenziale e teologica della “teleonomia” di Brera: entrambe le categorie descrivono una forza non lineare, dotata di un’intenzionalità intrinseca che sfugge alla pura razionalità strumentale e che impedisce di ridurre la sofferenza, la cura e la salute a semplici parametri di efficienza o a meri output di un sistema automatizzato.[^7]

La Sindrome di Babele, il Colonialismo Digitale e la Frammentazione Biomedica

L’efficientismo dei “tech bro” e la sottomissione clinica

Nell’esaminare le deviazioni del progresso tecnologico, Leone XIV introduce l’efficace metafora delle due città: la ricostruzione di Gerusalemme contro l’edificazione di una nuova Torre di Babele.[^1] La “sindrome di Babele” descrive la pretesa prometeica delle forze tecno-industriali contemporanee — la cosiddetta cultura dei “tech bro” di Silicon Valley — di edificare una società imperniata unicamente sul potere tecnico, sull’idolatria del profitto e sull’autosufficienza arrogante, dove l’efficienza diviene l’unica misura del valore e l’essere umano viene ridotto a risorsa sacrificabile o a dato prestazionale.[^10] Un esempio esplicito di questa deriva è individuato dall’enciclica nell’operato di Palantir Technologies di Peter Thiel, azienda che utilizza la predizione algoritmica per scopi di sorveglianza e controllo militare, usurpando persino la simbologia letteraria e mitologica per legittimare un sistema di disumanizzazione e monopolio conoscitivo.[^10]
Un parallelismo storico illuminante emerge laddove Leone XIV, con un inedito atto di trasparenza, chiede formalmente perdono a nome della Chiesa per aver tollerato e condannato tardivamente (solo nel XIX secolo) la schiavitù storica.[^1] Questo mea culpa si trasforma in un severo monito per il presente: la cecità etica di ieri non deve ripetersi oggi di fronte al “colonialismo digitale” e alle nuove forme di schiavitù invisibile.[^1] Tra queste, l’enciclica denuncia lo sfruttamento dei giovani del Sud del mondo sottopagati per l’etichettatura dei dati (data-labeling) e la devastazione ambientale legata all’estrazione mineraria selvaggia necessaria per i dispositivi tecnologici.[^1]

La frammentazione clinica e l’analfabetismo epistemologico

In ambito scientifico, questa dinamica corrisponde alla frammentazione clinica operata dalla biomedicina di derivazione bernardiana.[^11] Nel tentativo di applicare unicamente il metodo galileiano e bernardiano, la medicina scientifica ha storicamente rimosso la soggettività del paziente, riducendo la clinica allo studio della malattia organica isolata dal contesto esistenziale.[^11] Il dualismo cartesiano ha separato la res extensa (il corpo-macchina da riparare) dalla res cogitans (la mente), ignorando la dimensione dello spirito e riducendo la diagnosi a un mero atto tecnico.[^11] La “Torre di Babele” tecnologica e il riduzionismo biomedico condividono la medesima radice: l’illusione che la scomposizione analitica del soggetto (in flussi di dati digitali o in biomarcatori molecolari) possa esaurire la complessità e la sacralità della persona.[^10]
Secondo Brera, la classe medica contemporanea è spesso intrappolata in un vero e proprio “analfabetismo epistemologico” che impedisce di cogliere l’unità teleonomica del paziente, determinando una pratica frammentata in iperspecializzazioni che perdono di vista il volto dell’individuo.[^9] Per superare tale frammentazione, la MCP propone l’applicazione della Clinical Epoché (sospensione del giudizio) di derivazione fenomenologica husserliana: il clinico deve “mettere tra parentesi” la ricerca immediata del sintomo nosografico per focalizzarsi prioritariamente sulla “Diagnosi della Persona” nella sua globalità tridimensionale.[^9] L’efficacia di questo approccio non è meramente speculativa: l’applicazione clinica del metodo clinico centrato sulla persona (Person-Centered Clinical Method – PCCM) ha dimostrato un miglioramento del 95% nella comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari, smentendo la presunta inefficienza economica dei modelli personalistici.[^9]

Dimensione Epistemologica Il Paradigma Riduzionista (La Nuova Babele / Modello Somatico Bernardiano) Il Paradigma Centrato sulla Persona (La Nuova Gerusalemme / Modello MCP)
Ontologia dell’Umano L’uomo come algoritmo biologico o digitale; somma algebrica di prestazioni, dati molecolari e profili comportamentali. L’uomo come unità tridimensionale inscindibile (corpo, mente, spirito) e teleonomica, creata a immagine di Dio.
Finalità del Sistema Massimizzazione dell’efficienza quantitativa, del profitto economico e della potenza tecnologico-militare. Sviluppo umano integrale; promozione del bene comune, della sussidiarietà, della giustizia sociale e della salute.
Definizione di Salute Assenza di alterazioni somatiche misurabili; ottimizzazione artificiale delle risposte biologiche (transumanesimo). Processo dinamico di adattamento creativo e costruzione attiva di fattori protettivi attraverso il coping e lo stile di vita. Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana
Metodo Decisionale Automazione, delega algoritmica, calcolo utilitaristico mezzi-fini privo di responsabilità etica. Discernimento etico, ascolto empatico, responsabilità soggettiva e relazione terapeutica maieutica.
Efficacia ed Economia Elevata spesa sanitaria dovuta a esami e interventi inappropriati indotti dalla frammentazione iperspecialistica. Riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari e miglioramento del 95% nella comprensione e aderenza del paziente.
Approccio Clinico Diagnosi nosografica focalizzata esclusivamente sul sintomo d’organo e sui biomarcatori isolati. Clinical Epoché fenomenologica per brancolare il sintomo e realizzare una diagnosi globale della persona.
Ricadute Patogene Alienazione, “Sindrome di Mercurio”, allostasi alterata, frammentazione clinica ed espropriazione della libertà. Realizzazione della vocazione umana, coerenza esistenziale, resilienza immunitaria e salute globale.

Il Modello Interazionista: Allostasi, Teoria della Relatività della Salute (HRT) e Sistema S-B-E

 

Dalla stasi omeostatica al carico allostatico

La transizione dal paradigma riduzionista a quello personalista poggia su basi scientifiche interazioniste che superano il concetto statico di omeostasi introdotto da Walter Cannon, abbracciando la fisiologia dell’allostasi formulata da Sterling e Eyer.[^13] Mentre l’omeostasi postula il mantenimento della stabilità biologica attraverso parametri interni fissi, l’allostasi spiega come l’organismo mantenga attivamente la stabilità attraverso il cambiamento, adattando i propri parametri fisiologici (pressione arteriosa, secrezione ormonale, risposte immunitarie) in funzione delle percezioni cognitive e affettive che il cervello elabora in risposta all’ambiente.[^13]
Quando gli stimoli ambientali digitali diventano continui, pervasivi e alienanti, la risposta di adattamento si traduce in un sovraccarico allostatico (allostatic overload), il quale altera la coerenza del sistema psiconeuroendocrinoimmunologico (PNEI) e avvia processi patologici.[^13] La salute, dunque, cessa di essere definita come mera assenza di alterazioni somatiche, per essere concepita come la capacità soggettiva e dinamica di adattamento creativo e di scelta delle possibilità esistenziali vere.[^11]
 

La formalizzazione matematica della Teoria della Relatività della Salute (HRT)

Al fine di strutturare questa intuizione clinica, la Health Relativity Theory (HRT) formalizza la probabilità di salute (HP) della persona attraverso un’equazione matematica definita dall’interazione tra costanti kairologiche e polarità qualitative del vissuto soggettivo: [^9]

Hp=K(Iq x Cq)

 
La scomposizione analitica dei termini dell’equazione evidenzia le seguenti variabili: [^9]

  • HP (Health Probability): rappresenta la probabilità dello stato di salute, intesa non come dato statico-deterministico ma come potenziale dinamico di autorealizzazione dell’individuo.
  • K (Kairological Constant): esprime la costante kairologica del soggetto, ossia la sua naturale e intrinseca ricerca di significato, unità e coerenza armonica esistenziale.
  • Iq (Interpretation Quality): definisce la qualità dell’interpretazione che il soggetto opera rispetto alla propria esperienza e alle proprie possibilità esistenziali.
  • Cq (Choices Quality): esprime la qualità delle scelte compiute dal soggetto in condizioni di autentica libertà e verità morale.

 

La Resilience-Based Health Theory (RBHT)

In stretta assonanza con la HRT, la Resilience-Based Health Theory (RBHT) descrive matematicamente la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (HrK) in funzione delle polarità della qualità interpretativa e di scelta del soggetto: [^16]

HRz=f(IPq+,CPq+)
Hrk=f(IPq-,CPq-)

All’interno di questo modello, le variabili IPq+ e CPq+ descrivono rispettivamente la polarità positiva della qualità di interpretazione e di scelta, mentre IPq- e CPq- rappresentano le loro polarità negative. [^16] Un coping disfunzionale, indotto da un ambiente digitale che manipola le scelte e frammenta la cognizione, deprime le polarità positive a favore di quelle negative, determinando un crollo della resilienza sanitaria e un incremento esponenziale del rischio biologico. [^16]

Il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) e l’Equazione Indeterministica Umana

Per descrivere come la transizione digitale agisca da determinante epigenetico in grado di modulare l’espressione genomica e le risposte biologiche, la MCP adotta il modello del Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E). Il passaggio da un modello deterministico lineare (tipico del mondo animale) a un modello interazionista indeterminato permette di formalizzare la reazione biologica globale dell’organismo (BR) attraverso la funzione: [^9]

BR= f(P,BS, SjS coping,E.S.,T1 ……Tx)

Il sistema definisce l’interazione dinamica delle seguenti variabili biologiche e soggettive: [^9]

  • BR: rappresenta la reazione biologica globale del soggetto (ad esempio, l’espressione genica, l’assetto citochinico o l’attività neuroendocrina).
  • P: rappresenta la persona nella sua unicità genetica, costituzionale e psicofisica.
  • BS (Biological Stimuli): definisce gli stimoli biologici diretti (agenti patogeni, stimolazioni fisiche o chimiche).
  • SjS coping (Subjective Stimuli): rappresenta gli stimoli soggettivi, comprensivi della qualità del coping esistenziale, delle emozioni, degli affetti, dei comportamenti e del sistema di valori interiorizzato dal soggetto.
  • S. (Environmental Stimuli): definisce gli stimoli ambientali, che includono variabili non direttamente controllate dal soggetto quali le cure parentali ricevute, il contesto culturale, la religione, gli eventi socio-politici e l’esposizione pervasiva alle tecnologie digitali.
  • T1…..Tx: rappresenta la dimensione temporale dello stato di transizione, dove l’indice x esprime la costante di imprevedibilità legata alla libertà e all’adattamento creativo della persona.

La formulazione clinico-epistemologica della relatività biologica dell’essere umano si compie attraverso l’equazione indeterminista della reazione biologica umana (HmRb): [^11]

HmRb=Pt x Qc/Bc

In questo framework: [^11]

  • HmRb rappresenta la reazione biologica globale umana (Human biological Reactions).
  • Pt indica le possibilità complessive di coping e di scelta (Possibilities of coping) ad un determinato tempo.
  • Qc esprime la qualità qualitativa del coping esistenziale e spirituale del soggetto (Coping quality), legata alle scelte libere del vissuto.
  • Bc indica le costanti biologiche strutturali e genetiche (Biological constants).

Attraverso questa formalizzazione, si evidenzia come la transizione digitale non rappresenti un fattore neutrale, ma costituisca un potente stimolo ambientale (E.S.) che, interagendo con la persona (P), ne altera la capacità di interpretazione e di coping (Qc), determinando una reazione biologica complessiva (HmRb) sbilanciata verso lo stress allostatico e la suscettibilità patologica. [^11

Capitolo della “Magnifica Humanitas” Principio Corrispondente della Medicina Centrata sulla Persona Implicazione Clinica ed Epistemologica
Capitolo 1: Un Pensiero Dinamico Fedele al Vangelo (L’uomo come desiderio, non algoritmo). Principio 1: Il mondo della persona è teleonomico (tendenza innata verso verità, amore e bellezza). La cura deve orientarsi alla realizzazione del progetto esistenziale del paziente, non alla sola riparazione somatica.
Capitolo 2: Fondamenti e Principi della Dottrina Sociale della Chiesa (Dignità, bene comune e sussidiarietà). Principio 2: La persona come soggetto globale (unione bidirezionale di corpo, mente e spirito). Superamento del dualismo cartesiano; pari dignità clinica alle dimensioni biologica, psicologica e spirituale.
Capitolo 3: Tecnica e Dominio. La Grandezza della Persona Davanti all’IA (Rifiuto del transumanesimo). Principio 4: Relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping. La salute è determinata dalla qualità dell’interpretazione esistenziale; la tecnologia deve servire, non sostituire, il coping.
Capitolo 4: Custodire l’Umano nella Trasformazione. Verità, Lavoro, Libertà (Difesa della libertà contro le dipendenze). Principio 5: La spiritualità come naturale richiesta di unità armonica e la religione come relazione con il Creatore. La dipendenza digitale altera l’unità armonica dell’Io; la riabilitazione richiede il recupero della domanda di significato.
Capitolo 5: La Cultura della Potenza e la Civiltà dell’Amore (Rifiuto della guerra algoritmica e della forza). Principio 6: La Salute come costruzione attiva di fattori protettivi mediante adattamento creativo e stili di vita sani. La violenza algoritmica e lo stress da prestazione sono fattori di rischio; la pace e la relazione terapeutica sono fattori protettivi.

La Sindrome di Mercurio: Allostasi Digitale e Temporalità Kairologica nell’Adolescenza

Fisiologia del sovraccarico allostatico digitale

La vulnerabilità alle stimolazioni dell’ambiente digitale trova il proprio epicentro clinico nell’età adolescenziale, fase in cui le strutture cerebrali e l’identità personale si trovano in uno stato di massima plasticità e transizione.[^12] Le ricerche condotte presso il Laboratorio di Ricerca in Adolescentologia e Counselling Medico della Scuola Medica di Milano hanno codificato questa emergenza clinica e neurobiologica sotto il nome di “Sindrome di Mercurio”.[^12] Questa patologia esistenziale è indotta dall’uso compulsivo dello smartphone e dalla ricerca ossessiva di gratificazione istantanea mediata dalle piattaforme social, che intrappolano l’adolescente in un circuito dopaminergico chiuso e puramente reattivo.[^12]
Sotto il profilo neurofisiologico, la costante esposizione a stimoli digitali frammentati impedisce il corretto sviluppo e l’attivazione della corteccia prefrontale e delle aree cerebrali deputate alla riflessione profonda, all’introspezione e all’elaborazione simbolica del vissuto.[^12] Limitando l’attività cognitiva a loop biologici di feedback immediato, la stimolazione digitale continuativa provoca una disregolazione cronica dell’asse corticotropo (ipotalamo-ipofisi-surrene).[^12] Questo stato di allerta biologica persistente innesca un sovraccarico allostatico che si manifesta con un incremento dei livelli sistemici di cortisolo e citochine pro-infiammatorie, deprimendo al contempo l’efficacia del sistema immunitario e aumentando la vulnerabilità dell’adolescente a patologie infiammatorie, infettive e disturbi della sfera affettiva.[^13]
 

Il counselling clinico e la maieutica del Kairos

La terapia della Sindrome di Mercurio non può risiedere in un approccio farmacocentrico o in protocolli direttivi spersonalizzanti, ma esige l’applicazione del metodo kairologico formulato da Brera.[^14] Nella clinica della persona, occorre operare una netta distinzione tra il tempo quantitativo, lineare e parcellizzato della tecnica (Chronos) e il tempo qualitativo dell’opportunità e del significato (Kairos).[^14] La kairologia si configura come l’ermeneutica della natura umana, in grado di leggere i segni dell’unità e del disagio laddove la clinica riduzionista vede solo frammenti di patologia d’organo.[^14] L’adolescenza è, per definizione, il Kairos dello sviluppo umano, il tempo opportuno in cui si strutturano le dimensioni logiche, affettive e spirituali del soggetto.[^14]
In questa cornice clinica, il richiamo di Leone XIV alla bellezza del «perdere tempo insieme» (wasting time together, par. 220 della Magnifica Humanitas) acquisisce una valenza terapeutica straordinariamente innovativa.[^1] Il “tempo perso” nella relazione interpersonale reale, corporea e incarnata è in verità “tempo salvato” dall’alienazione algoritmica: esso costituisce lo spazio kairologico fondamentale in cui l’adolescente può disattivare lo stato di allerta biologica, ripristinare l’allostasi e riscoprire la propria libertà interiore.[^13]
Il clinico che adotta il Metodo Clinico Centrato sulla Persona — avvalendosi anche degli strumenti operativi descritti nel Decalogo dell’adolescentologo non si limita alla diagnosi nosografica estrinseca della dipendenza tecnologica.[^12] Attraverso il counselling medico e l’ascolto empatico, il clinico agisce come facilitatore di un dialogo socratico e fenomenologico, guidando il giovane paziente a riappropriarsi della propria teleonomia, educandolo a discernere i desideri autentici dalle risposte indotte dagli algoritmi comportamentali e ripristinando la coerenza armonica tra corpo, mente e spirito.[^12]

Orizzonti di Ecologia Sociale e Clinica: Verso una Nuova Costituente Giuridica e Sanitaria

La transizione etica globale e la critica alla guerra algoritmica

La convergenza tra l’antropologia della Magnifica Humanitas e la Medicina Centrata sulla Persona apre scenari che travalicano l’ambito strettamente clinico per investire la dimensione politica e il diritto internazionale.[^15] Nel quinto capitolo dell’enciclica, Leone XIV affronta la “cultura della potenza” e la minaccia della guerra tecnologica, dichiarando la dottrina della “guerra giusta” definitivamente anacronistica di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale bellica e all’automazione della morte tramite sistemi d’arma autonomi.[^15] Il pontefice denuncia come l’affidamento delle decisioni letali a sistemi algoritmici rappresenti la massima espressione della “sindrome di Babele”, in cui la de-responsabilizzazione etica si coniuga con la potenza tecnica per annichilire la dignità umana.[^15]
Di fronte a questo cinismo geopolitico e alla frammentazione delle istituzioni sovranazionali, l’enciclica lancia un appello per la convocazione di una Costituente Universale per il Nuovo Diritto Internazionale.[^15] Questa assemblea planetaria, concepita come un fronte comune della coscienza umana, deve raccogliere i rappresentanti di tutte le grandi tradizioni spirituali e filosofiche — incluse le confessioni cristiane ortodosse e riformate, l’Islam sunnita e sciita, il buddismo e il pensiero laico — unitamente ai massimi esperti di diritto internazionale.[^15] L’obiettivo è la stesura di un codice normativo radicale, fondato su pilastri non negoziabili da presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, inteso a sottrarre agli Stati aggressori ogni alibi tecnologico e a preservare l’inderogabile responsabilità umana sulle decisioni di vita e di morte.[^15]
 

Raccomandazioni clinico-epistemologiche per la comunità scientifica

Per tradurre la sinergia tra il magistero sociale di Leone XIV e il paradigma della MCP in prassi operative concrete all’interno dei sistemi sanitari e accademici, si formulano le seguenti raccomandazioni strutturali: [^8]

  • Riforma epistemologica dei curricula accademici in medicina: Si rende improrogabile il superamento dell’insegnamento medico esclusivamente somatocentrico e riduzionista. Le università devono integrare nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia l’apprendimento teorico e pratico della Medicina Centrata sulla Persona, della Health Relativity Theory (HRT) e della kairologia clinica, affinché la formazione medica non sia ridotta a mero tecnicismo iperspecializzato ma restituisca al medico le competenze cliniche necessarie per gestire l’incertezza e interpretare la complessità esistenziale del paziente. [^11]
  • Promozione della formazione in adolescentologia: Data la specifica vulnerabilità dell’età adolescenziale ai determinanti epigenetici digitali, si rende urgente la promozione e l’incentivazione della formazione dei medici all’adolescentologia clinica , counselling medico, ed in educazione alla salute promossi dall’Università Ambrosiana[^12]  In tal modo potranno nascere strutture capaci di concentrarsi sulla prevenzione e sul trattamento multidisciplinare della Sindrome di Mercurio, applicando il metodo clinico centrato sulla persona e promuovendo la salute come costruzione attiva di fattori protettivi esistenziali, spirituali e relazionali.[^12]
  • Salvaguardia e primato del giudizio clinico umano: Nell’introdurre i sistemi di intelligenza artificiale in ambito diagnostico e terapeutico, deve essere tassativamente preservato il principio della responsabilità e del discernimento etico del medico. Nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può sostituirsi all’alleanza terapeutica, all’ascolto empatico e alla condivisione del dolore che avvengono esclusivamente nell’incontro reale tra medico e paziente. [^1] La tecnologia deve essere confinata a ruolo sussidiario di supporto decisionale, lasciando l’atto clinico finale alla coscienza del professionista umano.
  • Promozione dell’allostasi digitale ed ecologia della comunicazione: La classe medica e le istituzioni educative devono farsi promotrici di campagne di salute pubblica orientate alla riduzione del sovraccarico allostatico da iperconnessione. È necessario valorizzare le relazioni incarnate, il silenzio, il riposo tecnologico e la temporalità kairologica come autentici determinanti biologici di salute e resilienza immunitaria. [^13]

In conclusione, la tutela della “magnifica umanità” creata da Dio ed esaminata dalla scienza clinica esige un impegno coraggioso contro la deificazione della tecnica e la mercificazione del soggetto. [^1] Solo riaffermando che l’essere umano è un desiderio inoggettivabile e non un algoritmo prestazionale sarà possibile edificare una scienza medica e una società autenticamente a misura d’uomo. [^1]

Riferimenti Bibliografici

[^1]: Leone XIV (Robert Francis Prevost), Magnifica Humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, 15 maggio 2026, Libreria Editrice Vaticana, 2026.
[^2]: Wikipedia, Pope Leo XIV, 2026. Disponibile all’indirizzo: https://en.wikipedia.org/wiki/Pope_Leo_XIV
[^3]: Papa Leone XIII, Lettera Enciclica Rerum Novarum sulla condizione degli operai, 15 maggio 1891.
[^4]: Wikipedia, Magnifica humanitas, 2026. Disponibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Magnifica_humanitas
[^5]: Leone XIV, Magnifica Humanitas, Milano, Feltrinelli Editore, collana “Idee”, 9 giugno 2026.
[^6]: El País, “El papa León XIV lanza con su primera encíclica una llamada de alarma contra el tecnofascismo”, 25 maggio 2026.
[^7]: Giuseppe R. Brera, Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona, Milano, Università Ambrosiana, 1999.
[^8]: Giuseppe R. Brera, The shift of medicine to person-centered medicine paradigm and the life epistemology, Person-Centered Medicine Journal, 2025; XV: ID3.
[^9]: Vito Galante, “Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera”, ResearchGate, febbraio 2026.
[^10]: InsideOver, “Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l’IA dalla sindrome di Babele di Palantir”, 2026.
[^11]: Giuseppe R. Brera, The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education, Medicine and Mind, XII, 1-2, 1997.
[^12]: Vito Galante e Mariangela Porta, L’applicazione della Medicina centrata sulla persona con gli adolescenti – Il Decalogo dell’adolescentologo, Scuola Medica di Milano, Università Ambrosiana, 2026.
[^13]: Sterling, P., & Eyer, J., “Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology”, in S. Fisher & J. Reason (Eds.), Handbook of Life Stress, Cognition and Health, John Wiley & Sons, New York, pp. 629-649, 1988.
[^14]: Giuseppe R. Brera, The Kairos of Existence, Milano, CISPM, 1994.
[^15]: Article21, “Leone XIV: una Costituente globale del nuovo diritto internazionale dopo l’enciclica Magnifica Humanitas”, 2026.
[^16]: Comitato Sanitario Nazionale, “Epistemologia della Riforma Territoriale”, 30 maggio 2026.
[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 

LA STRAGE DI FAMIGLIA DI UN ADOLESCENTE OMICIDA

 

Pubblichiamo quest’articolo del prof. Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana e Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza-Direttore della Scuola Medica di Milano

LA STRAGE DI FAMIGLIA DI UN ADOLESCENTE OMICIDA
Giuseppe R.Brera
La strage di Cesano Maderno dei genitori e del fratello compiuta da un adolescente deve trovare un’interpretazione che possa dare indicazioni preventive. L’adolescente era il figlio ottimale desiderato da molti genitori: bravo a scuola, bravo nello sport ma non abbiamo altre notizie, né altre notizie riguardo alla qualità dei rapporti con i genitori. L’immagine esterna della famiglia era ” normale”. Probabilmente si trattava di un adolescente sottomesso, obbediente alla volontà genitoriale senza critica, e i genitori probabilmente intrusivi nella sua vita, con uno stile famigliare controllato senza espressione emotiva dell’aggressività o di sentimenti positivi. Tuttavia queste sono solo ipotesi, ma possono spiegare l’esplosione aggressiva determinata da dinamiche inconsce. come una molla repressa che in un certo momento scatta. La dinamica inconscia disturbante è  leggibile nelle parole dell’adolescente che ha dichiarato di avere pensato nei giorni precedenti al delitto : Pensavo che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero,distaccandomi dalla famiglia, avrei otuto vivere in solitaria”  ” Da giorni sentivo un malessere”,  ” Mi sentivo un corpo  estraneo nella famiglia “. L’omicidio, come da confessione, è stato pre-meditato, non è stato un “raptus” e motivato da un desiderio di libertà. : “ Pensavo che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero, distaccandomi dalla famiglia avrei potuto vivere in solitaria”
Tenendo presente che dallo stile di vita il ragazzo era libero di fare la sua vita da adolescente, come molti, la dichiarazione permette di ipotizzare che il movente sia fantasmatico e dovuto alle dinamiche famigliari, solo in una prospettiva psicoanalitica che appare riduttiva.
Il primo oggetto dell’aggressione omicida è stato il fratello di 12 anni, colpito nel sonno e poi i genitori intervenuti. La prima scelta omicida può essere interpretata come motivata da una gelosia inconscia. Il fratello aveva preso il suo posto mentre lui, per la natura dell’età stava diventando autonomo, fatto che inconsciamente creava un conflitto. Il fratello potrebbe rappresentare la parte del sè dipendente che lui doveva far scomparire per essere autonomo, unitamente alla gelosia per il ruolo che aveva assunto il fratello nella famiglia, probabilmente oggetto d’attenzione di genitori probabilmente intrusivi. L’omicidio,  appare rivolto ai legami affettivi contro gli oggetti d’amore da cui l’adolescente in modo ambivalente cercava di liberarsi. Infatti dichiara ” Mi sentivo un corpo estraneo”. Questo appare incoerente con il desiderio naturale di autonomia in cui fantasmaticamente i legami affettivi con i genitori del bambino sono fatti morire , perché l’adolescente si senta libero di essere se stesso.. E’ importante approfondire un una prospettiva kleiniana, questa dinamica ambivalente, comune nell’adolescenza e responsabile dei moti aggressivi degli adolescenti nei confronti dei genitori e contemporaneamente del desiderio di non perderli come sicurezza , base affettiva e trampolino di lancio per l’autonomia. desiderata: il poter pensare e scegliere con la propria testa : fatto fondamentale per divenire persone libere e responsabili. La separazione affettiva dovuta alla maturazione cognitiva e psico-sessuale, come ogni separazione, (lutti, rotture di kegami affettivi ) produce nella natura umana una riedizione delle difese infantili dall’angoscia di abbandono che il neonato prova nei primi mesi di vita, che si manifestano in sensi di colpa persecutori che devono essere proiettati creando un oggetto esterno ostile, nemico. Questa dinamica, che prende il nome di “elaborazione schizoparanoide del lutto” (Franco Fornari 1966) è l’origine anche della guerra a cui la natura umana è condannata in quanto condannata alla morte, cioè alla rottura dei legami affettivi a meno che non accolga il cambiamento della natura del proprio essere persona rivelato e attuato da Gesù Cristo.( anche se la Chiesa ancora oggi non vuole approfondire l’aspetto antropologico della Redenzione). L’oggetto d’amore del bambino, il genitore, diventa così oggetto della proiezione dei fantasmi persecutori, un “capro espiatorio”, un nemico ostile dell’autonomia e al tempo stesso una necessità da conservarsi per la propria sopravvivenza. L’intensità di questi fenomeni dipende dalla qualità del rapporto dei genitori con il figlio/a adolescente. Se il genitore è intrusivo nella vita autonoma del figlio e gli chiude gli spazi,  ha paura dell’autonomia del figlio/a  perché ne ha paura di perdere l’affetto , ha paura di confrontarsi, non  è capace di dare una fiducia condizionata a un comportamento fondato sul  senso morale ( verità per il bene)  e la responsabilità individuale, ha paura di esercitare la propria autorità, anche punitiva se la fiducia nell’autonomia è delusa, allora le tensioni derivanti dalla dinamica inconscia dell’elaborazione schizoparanoica della separazione dall’oggetto d’amore infantile, possono divenire esplosive. Più è forte il peso del legame infantile, causato dalle paure del genitore, più il legame è ingombrante e puo’ motivare ad atti aggressivi. Se la famiglia è chiusa, con modalità relazionali controllate, non espressive dei sentimenti i cui i conflitti vengono sotterrati nell’inconscio (la molla) se l’adolescente non ha la possibilità di figure di adulti alternative le cose si aggravano. E’ probabile che la dinamica inconscia dell’omicidio abbia questa origine. La premeditazione confessata , se pur motivata come sopra, tuttavia permette di di evidenziare che un pensiero omicida non aveva creato alcun conflitto interno di natura morale, cioè l’assenza interna del “Dover essere per”, di natura super-egoica, che implica l’interiorizzazione di una figura paterna codificante e che di fatto, in questo modo protegge l’io (la coscienza) dall’auto-etero distruttività, come è stato il ruolo socio-analitico del Decalogo, codice e operazione semantica nella cultura che solo Dio, avrebbe potuto inventare per i suoi effetti protettivi del gruppo dal conflitto auto-tero distruttivo. Oggi l’assenza dell’insegnamento a memoria del codice morale primario da parte della Chiesa e il primato da essa data, contro i Padri (S.Agostino) al fare e non all’essere non permette il conflitto evolutivo necessario tra codice morale e soggettività. Questo aspetto, drammatico, va oltre il caso e corrisponde a un degrado culturale.
Il fatto non è stato certamente un “raptus psicotico”, tenendo presente la pre-meditazione e lo sforzo dell’adolescente di occultare le sue responsabilità. Gli psicotici ,infatti, non hanno tali difese dal loro comportamento.
 
A mio parere l’omicidio ha un origine  multifattoriale in diverse dimensioni  interconnesse:  , psicodinamica, spirituale, pedagogica,  neuro-biologica, culturale
 

  1. Le pulsioni aggressive sono comuni in ogni uomo, meno nelle donne a causa dell’influenza degli ormoni sul comportamento: il testosterone motiva all’aggressività ed è la base neurobiologica dell’aggressività nei maschi espressione delle difese dall’istinto di morte in cultura, che si esprime con i sensi di colpa inconsci da proiettarsi.

2.L’elaborazione schizo-paranoide della perdita del legame infantile in un sistema famigliare chiuso con legami affettivi molto vincolanti (es. doppi legami) e una paura dei genitori per l’autonomia del figlio.

  1. Assenza di un conflitto morale tra pulsioni soggettive e super-ego (il devo- per), che forse ha trovato in una figura paterna debole la sua sostanza psicodinamica.

Tuttavia l’assenza del conflitto dipende dalla mancanza di apprendimento nell’infanzia del “no” a comportamenti contro il bene, che nella nostra cultura trasmesso dal Decalogo mosaico. L’assenza dell’apprendimento nell’infanzia del Decalogo, come codice morale. base di ogni diritto,  non crea conflitto con le pulsioni soggettive e non permette lo sviluppo della coscienza responsabile: “ Il dover essere-per”. Il codice morale protegge inconsciamente dall’istinto di morte in cultura, cioè dai sensi di colpa persecutori. Purtroppo la Chiesa, l’organismo che trasmette questo “dover essere per il bene” ha completamente abrogato, oggi, alla funzione magisteriale-pastorale, fondata sulla unione tra fede-morale, che non possono essere separate e non chiede l’apprendimento a memoria del Decalogo nell’infanzia nella preparazione alla I° Comunione.
Il ragazzo risulta credente e quindi è passato da questa preparazione che ha sicuramente omesso l’apprendimento del Decalogo, non permettendo il conflitto evolutivo nell’adolescenza e la protezione della soggettività da istanze auto-etero distruttive.
Oggi la Chiesa non insegna più ai bambini il Decalogo a memoria, fatto che creava un imprinting neurobiologico che permetteva nell’adolescenza il necessario conflitto evolutivo tra “devo” e “sento”. Oggi il paradigma della Chiesa Bergogliana (eretico) è “ il fare viene prima dell’essere persona”, con una rottura con la pastorale dei Papi Giovanni Paolo II°, Benedetto XVI°, il cui risultato e’ la mancanza della capacità di assunzione della responsabilità, cioè del “rispondere” a un codice fondato sulla verità per il bene, di cui i primi principi sono contenuti nel Decalogo mosaico che afferma “ Il non uccidere”, “Onora tuo padre e tua madre”. Questo perdita della funzione magisteriale e pastorale della Chiesa è ben evidente nella lettera post sinodale di Papa Francesco,” Christus vivit” che raccomanda che  la Chiesa deve “accompagnare” l’adolescente nella crescita, non guidare l’adolescente verso la verità per il suo bene, (morale). Il fatto è scellerato per la cultura cristiana e a livello socio-analitico per la cultura umana. Questo papa ha infatti separato la fede cristiana dalla morale: un gravissimo errore. Il Grande filosofo Giulio Stefanini nella sua “Storia della Chiesa” ha scritto: “ Il cristianesimo è morale che si fa esistenza e esistenza che si fa morale” Una bellissima critica alla Chiesa di papa Francesco che oggi in Italia  è nel libro” L’eresia pragmatico-relativista della Chiesa di Papa Francesco”  di “ Ambrogio di Treviri” , sinonimo di un vescovo emerito francese, allievo del grande Emmanuel Suhard, vescovo di Parigi, negli anni 40, autore del bellissimo “ Agonia della Chiesa”.

  1. Insicurezza affettiva dei genitori e perdita della capacità dei genitori nell’infanzia di proibire, con il “no” e di punire la trasgressione , imponendo il rispetto del bambino per il genitore e insegnando al bambino e poi all’adolescente a conquistarsi le cose, e anche la stima e la fiducia del genitore, con un comportamento coerente con il codice morale. Oggi molti genitori, causa dei loro errori morali e psicologici, (esempio rottura delle famiglie), hanno sensi di colpa inconsci che cercano di espiare dicendo sempre “SI” alle richieste dei bambini e degli adolescenti.

Il genitore che sente il bisogno dell’affetto dei figlio non potrà mai essere un educatore, ruolo guida necessario nell’infanzia e nell’adolescenza.
5.Esposizione dei bambini e adolescenti a immagini di violenza sia di cronaca che di fantasia. L’impatto dei giochi virtuali di strage nell’infanzia e nell’adolescenza, hanno delle conseguenze deteriori, perché normalizzano inconsciamente l’omicidio. I genitori, invece di giocare con i figli alla playstation dovrebbero non farli entrare in casa. Una ricerca negli anni 70 documentava che nei bambini esposti a immagini di violenza, esempio giochi virtuali fondati sulla uccisione del nemico o film o TG con notizie di atti violenti, dopo 10 anni avevano comportamenti violenti. Non è casuale che poco prima della strage con coltello fatta dall’adolescente, vi siano stati episodi di stragi con coltello fatte da diversi soggetti, Inghilterra : strage di bambini, Solingen strage di passanti; Italia uccisione giovane donna, fatti ampiamente raccontati dai TG, con una normalizzazione mediatica e la stimolazione a processi d’identificazione per menti fragili. Oggi c’è in molte famiglie la pessima abitudine di mangiare vedendo i TG, chiudendo ogni possibilità di comunicazione e facendo introiettare con il cibo le notizie crudeli di cronaca, dalla guerra agli omicidi, che nei TG hanno il sopravvento, oggi. epigeneticamente e trovano nelle condizioni socio-culturali-psicodinamiche il loro innesto. L’assuefazione alla notizia, la fa diventare una normalità, anche imitabile.
Perdita del senso di soggezione nei confronti dell’autorità genitoriale. Questo rimanda anche al punto 4, e comporta l’accettazione e l’incoraggiamento da parte del genitore immaturo e impreparato, a eliminare con i figli uno spazio generazionale-relazionale, imponendo il rispetto. E’ la genesi del genitore ” amicone” o ” assente” o “intrusivo”. Questo deriva spesso dal fatto che il genitore ha dei sospesi con se stesso, nel senso che ha rinunciato alla auto-educazione ( che non finisce mai) fondata sulla naturale domanda presente nella natura umana del “ dover essere- per”. L’assenza di un codice morale interno del genitore, o una presenza rigida e ossessiva di questa,  trasmesso epigeneticamente dai propri genitori è all’origine della rinuncia al processo educativo dei figlio e a comportamenti da “amicone”, dovuto ai propri sensi di colpa inconsci. 7.Non valutazione e sotto valutazione dell’esistenza nell’uomo e fuori dell’uomo di un conflitto ontologico tra “bene” e “male”, tra “vita” e “ morte”, tra “vero e “falso”. L’abolizione di una dimensione spirituale (salute dell’anima) e di Dio, e quindi dal “ diavolo (parola oggi “non politicamente” corretta) è oggi diffusa. Invece la cultura e la natura sono dicotomiche. Eros e istinto di morte (Freud)sono presenti nella natura umana. L’istinto di morte è il padre dei sensi di colpa, da cui originano i fenomeni distruttivi e autodistruttivi e la sua origine è un mistero, fenomenologicamente. Robert Bresson in un bellissimo film degli anni 70 ” Il diavolo probabilmente”, di fronte all’efferatezza criminale di un giovane tossicomane, aveva scelto un titolo particolarmente evocativo di un’inspiegabile e misteriosa presenza negativa satanica che agiva nella sua vita. In effetti qualsiasi interpretazione psicoanalitica dei comportamenti omicidi e negativi umani, partendo dalla alterazione e dalla negazione della verità oggettiva, fenomenologicamente appaiono solo una punta di un iceberg in cui appare chiaro, solamente  l’esistenza di un conflitto tra Eros e Thanatos, che appare come una condanna a morte dell’uomo in conflitto con la proposta liberatoria di Gesù Cristo. L’esistenza di Thanatos, rientra nel mistero ontologico della natura umana che chiama l’uomo , se non altro, a domandarsi se vita e morte non abbiano degli attori dicotomici e nemici: Dio e il diavolo. Del resto è empirico il fatto che l’uomo non si è creato da solo, e che ciò che appare nasconde il suo essere ( Aristotele)e quindi è solo parte sensibile della realtà, che è l’essere il cui significato è il “logos”, la verità e che implica l’esistenza del contrario come “non essere” , fondato sul falso. L’idea trascendente di Dio e del diavolo, come origine della morte e del falso, non possono essere escluse dall’esistenza umana e da ogni sua manifestazione: pensieri sentimenti, comportamenti. L’idea di Dio, rivelata nel suo significato e nel suo fine da Gesù Cristo , di cui scriviamo ogni giorno la data di nascita, come cambiamento necessario della  natura umana, la cui fede è stata rivelata da lui steso come condizione per sottrarsi  alla morte, e oggi possiamo dire all’istinto di morte, chiedendo fiducia nella sua azione, redenzione, resurrezione dalla morte, non può essere esclusa dalla cultura dei vivi, escludendo gli stolti  e gli ignoranti, anche della scienza della inconscio. Questo significa che anche l’idea dell’esistenza di un avversario di Dio e dell’uomo non può essere esclusa dalla vita quotidiana e quindi dall’omicidio.dell’adolescente.

  1. Pandemia della “Sindrome del Grande Fratello(SGF) La SGF che ho identificato agli inizi del 2000, analizzando le esternazioni dei partecipanti al gioco televisivo che chiedeva ai coloro che volevano partecipare la rinuncia a un codice morale, è basata sull’interiorizzazione degli assunti, tra gli altri : “ la verità è ciò che io sento e/o penso”, “ Il fare viene prima dell’essere persona”, cioè di una verità oggettiva per il bene dell’uomo, la cui domanda è nella natura dell’uomo. In questo la Chiesa oggi si può considerare “un untore” di questa “peste” che ammorba le menti stolte e ignoranti e l’anima di miliardi di persone.
  2. Valore culturale della vita umana Gli omicidi bianchi in Ospedale nelle camere di sterminio ginecologico dove rinnegati della Medicina , ben tollerati dall’Ordine dei Medici, e voluti dallo stato, uccidono bambini nelle prime fasi della vita, con danni catastrofici alla salute mentale e biologica delle donne, le guerre in corso, gli omicidi diffusi di ogni genere, creano nella cultura delle dinamiche che si riflettono nel comportamento in adolescenti , che sono motivati, a causa dell’attivazione delle difese dall’istinto di morte, a divenire protagonisti attivi del cimitero nella cultura contemporanea. Come nel suicidio c’è un epidemia dei comportamenti aggressivi, anche omicidi che trovano innesto in strutture epigeneticamente predisposte.

In Africa, il valore della vita umana , essendo culture primitive e tribali, spesso islamiche, è molto meno sentito che nell’Occidente. La morte violenta e non violenta nell’ Africa sub-sahariana sono fatti normali.  Non è un caso che tutti gli ultimi accoltellamenti di cronaca siano stati compiuti da immigrati islamici. I fenomeni emotivi legati al comportamento sono trasmissibili epigeneticamente. L’Islam è una religione centrata sulla legge, appresa nell’infanzia e quindi neurobiologicamente strutturante il cervello emotivo e il comportamento, e pertanto ogni motivazione inconscia alla trasgressione genera sensi di colpa inconsci che cercano catarsi proiettiva che si esprime nell’aggressività anche omicida e che trova a livello di coscienza un garante nell’ambiguo testo coranico che incoraggia anche l’uccisione dell’infedele sentenzia la morte di chi si converte al cristianesimo. I sensi di colpa inconsci per le pulsioni erotiche attivate negli islamici dalla perdita del senso del pudore delle ragazze occidentali (spettacoli televisive-normalizzazione del tanga-bikini), possono esser d’innesto a dinamiche catartiche difensivo-aggressive, giustificate in senso religioso o a stupri.
Il mix tra epigenetica tribale e l’Islam è esplosivo e può essere un rischio attuale e futuro da non sottovalutare. Per questo è necessaria una piena consapevolezza culturale della diversità dei valori antropologici cristiani (persona-verità-amore-libertà-perdono) e islamici (legge-adattamento-subalternità dipendente- proiezione sensi di colpa-vendetta) .
I valori antropologici cristiani, in un Italia, soggetta a un flusso immigratorio costante dall’Africa e da altri paesi islamici, dovrebbero essere espliciti nella Costituzione e la base della cittadinanza.
10.Effetti comportamentali e psichiatrici dei vaccini mRNA anti COVID L’infiammazione del sistema nervoso centrale dalla continua sintesi delle proteine Spike dovuta ai vaccini mRNA anti-COVID  e delle molecole lipidiche shuttle dei vaccini mRNA hanno delle coseguenze neurobiologiche e pichiatriche descritte in letteratura che possono aver contribuito a una cofattorialità neurobiologica causante la strage.

 Bibliografia
1  Giuseppe R. Brera  la Sindrome del Grande Fratello e i Magnifici Sette : come essere genitori nei tempi difficili. Ed. Università Ambrosiana 2009-2024 (ultima   edizione (in pubblicazione)
2.Giuseppe R.Brera L’adolescenza e il coraggio d’essere uomini e donne. Ed. Università Ambrosiana 2023
3.Giuseppe R.Brera (a cura di) La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona. Ed. Università Ambrosiana 2024
4   Giuseppe R.Brera Il Tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. I giovani italiani e la loro salute. Ed. Università Ambrosiana 2004 e-book
 5  Ambrogio di Treviri L’eresia pragmatico-relativista della Chiesa di Papa Francesco ( pubblicato in proprio)-2023
 6 Kim HJ, Kim MH, Choi MG, Chun EM. Psychiatric adverse events following COVID-19 vaccination: a population-based cohort study in Seoul, South Korea. Mol Psychiatry. 2024 Jun 4. doi: 10.1038/s41380-024-02627-0. Epub ahead of print. PMID: 38834668.

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