Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona

 

COMUNICATO STAMPA POST-CONGRESSO

“LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA”

Milano 1 Giugno 2024

 

Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana di Adolescentologia e della WFSA e della Person-Centered Medicine International Academy, promosso dalla Scuola Medica di Milano e dalla Scuola Italiana di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana.

Il Congresso didattico, condotto dai docenti dell’Università Ambrosiana è stato introdotto da un messaggio del Ministro della sanità, Orazio Schillaci che ha sottolineato l’importanza della Medicina centrata sulla persona (MCP)-testo su www.scuolamedicamilano.it- in particolare nel lavoro clinico, importante particolarmente nel lavoro con gli adolescenti e dalla lezione magistrale di  Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana  , Direttore della Scuola Medica di Milano, presidente dello World Health Committee, autore della teoria e dell’applicazione in Medicina e in Medical Education della Medicina centrata sulla persona (1999), e del Metodo clinico centrato sulla persona insegnato oggi solo dalla Scuola Medica di Milano, che permette il risparmio di sofferenze e del 50% di costi sanitari. Il professore, ha evidenziato le basi teoriche ed applicative del paradigma, basato sull’interazionismo, la teleonomia, la relatività indeterminista del concetto di salute-  per cui era stato invitato nel 2011 presso la WHO/OMS- e che oggi deve essere  intesa come oggi concepita come :” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, (Giuseppe R.Brera 2011) e che ha cambiato il paradigma oggi erroneamente solo bio-tecnologico implicito della Medicina. Successivamente il Rettore ha presentato la candidatura di Mario Biava a premio Nobel della Medicina, che con una seconda lezione magistrale ha presentato la sua scoperta del codice epigenetico, quando solo la parola “epigenetica era “arabo” e oggi confermata a livello mondiale e delle sue applicazioni ben documentate a livello sperimentale e clinico dai successi in oncologia e nelle malattie neuro-degenerative. La scoperta è tale d’aver cambiato il paradigma nella terapia biologica dei tumori, del Parkinson e dell’Alzheimer. La riprogrammaoggizione epigenetica è oggetto di una ricerca finalizzata della Scuola Medica di Milano, per studiare gli effetti dell’integrazione con la Medicina centrata sulla persona e il counselling kairologico.  Successivamente  Stefano Zecchi ha illustrato la crisi del concetto di bellezza nella cultura contemporanea che si è allontanata dai trascendentali: il vero, il bene e il bello. La trattazione teorico-applicativa dell’Adolescentologia, nata nel 1987,e che con la teoria dell’adolescenza centrata sulla persona ha superato la frammentazione disciplinare erronea degli adolescenti (biologia, clinica, psicologia, sociologia pedagogia, religione) è stata illustrata dalla seconda lezione di Giuseppe R.Brera, suo autore, che ne ha evidenziato l’essenza nel suo principio chiave: la scoperta del mistero della verità del poter essere una persona umana, cioè vera. Adriana Galvan dell’Università di California, con un video predisposto e visibile su You Tube,  ha evidenziato il rapporto tra sviluppo neuro-biologico del cervello e il comportamento degli adolescenti, commentato ed arricchito da Ettore Ruberti, docente naturalista ed evoluzionista e ricercatore dell’ENEA che ne ha evidenziato le correlazioni sperimentali e la comparazione con l’evoluzione di mammiferi.

La sessione pomeridiana è stata introdotta dalle lezione di Flavio Della Croce , medico-adolescentologo counsellor e psicoterapeuta, sulla famiglia e l’adolescente, partita dall’importante definizione della “Famiglia ottimale” e di Mariangela Porta, docente in ostetricia e ginecologia centrata sulla persona, e premio internazionale in Medicina centrata sulla persona dell’adolescente, sul rapporto medico adolescente e il codice dell’adolescentologo. La professoressa ha sviluppato la lezione a livello teorico e applicativo, partendo dal paradigma relazionale  di papa Francesco, centrato sull’empatia affettuosa: “ la carezza che accoglie e che salva”, coerente anche con la metodologia clinica centrata sulla persona e il counselling kairologico, e documentante come il metodo di lavoro adolescentologico centrato sulla persona sia determinante anche per il recupero degli adolescenti problematici anche di altre culture e per il lavoro con le giovani abusate. Il metodo e l’efficacia clinica del Counselling medico kairologico, e del metodo clinico centrato sulla persona, anche con la presentazione del successo in un difficile caso clinico,  è stato approfondito  da Domenico Francomano, il primo docente al mondo in medicina d’emergenza centrata sulla persona e successivamente da Vito Galante, docente nell’Università Ambrosiana in metodologia clinica centrata sulla persona, il quale ha evidenziato la necessità del rigore metodologico del suo apprendimento e della sua applicazione nella pratica clinica del medico di famiglia, anche se il n° dei pazienti assistiti ne riduce il tempo possibile, fatto esplicitato anche per l’ospedale da  Paolo Garascia, uno dei pochi medici pediatri-adolescentolologi-counsellors ospedalieri più esperti in Italia,  denunciando anche la necessità di uno spazio clinico differenziato tra bambini e adolescenti, favorente il loro sviluppo, oggi invece ricoverati fino a 18 anni nei reparti di pediatria.  Nella parte finale del Congresso  Marco Invernizzi, storico e filosofo “anchor-man” di “Radio Maria”, presidente di Alleanza Cattolica, ha analizzato il magistero della Chiesa di Papa Benedetto XVI° , sul tema dell’educazione degli adolescenti e la crisi dell’idea oggettiva della famiglia, come necessaria struttura forte e coesa per lo sviluppo della persona. La lezione finale di  Giuseppe R.Brera, sull’antropologia della morale e della morale cristiana,  ha illustrato la necessità dell’idea della verità oggettiva per il bene e la libertà dell’uomo e la pressione culturale della Sindrome del Grande Fratello (“ La verità è quel che io sento e penso”) verso l’adattamento alla soggettività e le basi antropologiche della morale cristiana, oggi avvelenata anche dall’induzione erronea dal magistero cattolico deviante (es. “Fiducia supplicans”),dalla “Veritatis spendor”, di Giovanni Paolo II°,( anche per la catastrofica separazione tra  morale e fede cristiana ,  con la perdita del necessario conflitto e della sua fertile forza, tra vero e falso,  genitalità e pregenitalità, e conseguentemente bene e male. La  perdita della consapevolezza della necessità per la vita e la libertà della verità naturale del bene, come insegna anche il sistema immunitario, un grave danno, può bloccare lo sviluppo psicologico e morale dell’adolescente, la cui scelta adulta richiede necessariamente la maturazione affettiva e cognitiva della persona.

La terza parte del congresso, internazionale, ha visto una sessione dedicata   e al commento della “ Charte Mondiale de la Sante -World Health Charter” ( Giuseppe R.Brera- Roy Kallivayalil (MD-MA) University of Kerala (India),WPA e WASP e la presentazione del Congresso Internazionale “ Person-Centered Health and the Resilient Adolescentda parte di  Claudio Violato  (co-chair) (University of Minneapolis and University Ambrosiana) e da. Richard Fiordo PhD , University of North Dakota –e Ambrosiana (co-chair) che ha chiuso la presentazione con un’analisi del sistema di cura degli adolescenti negli USA, con i problemi attuali.

Gli atti sono richiedibili alla segreteria del Congresso  congressopa@unambro.it anche tramite il sito  www.scuolamedicamilano.it      

 

 

 

IN MEMORIA DI PAPA IOSEF RATZINGER: IL SENSO DELL’EPIFANIA

In memoria di Papa Iosef Ratzinger

IL SENSO DELL’EPIFANIA 2023 (1)

Giuseppe R.Brera*

La luce dal big bang ,partita 3 miliardi e ottocento milioni anni ,ci attraversa in ogni momento e in ogni luogo e il giorno della “epifania” chi vede in questo evento l’entrata di Dio nella storia e l’inizio di un nuovo tempo per l’umanità , celebra in questo giorno la manifestazione (epi-fania dal greco) di una luce che dà forma a un uomo nuovo e a un tempo nuovo. Come il “Big-bang” questa luce non è relativa a una fede religiosa, come un fatto privato,ma poiché illumina tutti, manifesta una nuova forma dell’universo, nella sincronia con  la nascita di Cristo-stella, in cui l’uomo e il tempo appaiono indissolubilmente uniti , come ci presenta il calendario quotidiano. La manifestazione dell’Uomo nuovo , che celebriamo, attraversa ,come la luce del Big-Bang, il nostro tempo quotidiano, come ricordato dal calendario : siamo nel 2023 Dopo Cristo, in ogni momento e spazio.

La manifestazione di questo evento, di questa stella e di questa nascita, segno dell’entrata di Dio nel tempo e quindi dell’eternità, oggetto della conoscenza scientifica che ha motivato lo storico viaggio degli astrofisici del tempo, non è un fatto solo storico ma cosmologico , epistemologico, teologico, ontologico che manifesta la nascita di una nuova antropologia : una nuova sapienza della scienza. La scienza, da quel momento, fatto storico, è divenuta profezia della verità, fatto epistemologico, come rivelazione dell’incontro dell’uomo con Dio, evento mistico, in quanto rivelazione del mistero di Dio, una Sua nuova autodeterminazione che si rivela all’uomo, con Gesù Cristo.

La verità dell’universo fisico diventa verità dell’universo umano, manifestazione di Dio, luce che illumina l’esistenza e nell’evento come S.Agostino ha scritto nel “De trinitate”, differenzia intelligenza da ragione, solo suo strumento.

L’Epifania non è l’incontro tra fede e scienza, ma la creazione di un nuovo modello epistemologico che trasforma la conoscenza scientifica, come profezia della verità e la verità come corrispondenza tra due libertà che scelgono d’incontrarsi, di conoscersi e di amarsi , la prima come rivelazione di sé come dono di salvezza dalla morte,la seconda come libertà dell’uomo che cerca e vede la luce della teoria ( orao+ zeos = vedere Dio) e la verità di Dio che finalizza la sua creazione all’intelligenza dell’uomo del suo nuovo essere nel tempo,entrando come luce nella storia, nella vita di ogni uomo. L’Epifania è la manifestazione dell’intelligenza di Dio che si fa persona nell’Uomo che nasce da una donna. La manifestazione della Sua luce all’intelligenza dello scienziato, fatto antropologico in quanto esistenziale, si presenta come necessità di Dio per salvare l’uomo e proporre alla sua libertà, se stesso , come salvatore dalla morte. La luce dell’intelligenza della teoria si rivela come epifania del dono di Dio all’umanità, di cui i veri scienziati divengono profeti e testimoni con la loro intelligenza creativa. La scienza diventa così rivelazione della salvezza di Dio attraverso l’intelligenza dell’uomo, fatto che può avvenire anche indipendentemente dalla consapevolezza di Dio da parte dello scienziato, nel paradigma incoerente e stolto dell’identità dello “scienziato” ateo , che vive Dio, come un suo limite e pone la scienza come uno “specchio di sé” (Eidolon) , un idolo, problema oggi contemporaneo proposto da scienziati stolti . L’idolo, come insegna la psicoanalisi ha la funzione di raccogliere la proiezione dell’onnipotenza narcisitica e catartizzare in senso messianico i sensi di colpa inconsci pre-genitali. Eureka ( ho trovato) è il momento propizio, ” il kairos”, in cui s’accende nell’intelligenza dell’uomo la luce del dono della creazione, frutto dell’incontro tra lo spirito dell’uomo accogliente il nuovo essere di Dio per l’uomo , rivelato in suo figlio . L’essere persona, come insegna papa Ratzinger, è il frutto di questo incontro. Il paradigma di Einstein ” la scienza senza religione è zoppa, e la religione senza scienza è cieca” è un dualismo superato nell’unità dell’esistenza dell’essere “persona”, rivelato nell’Epifania: l’intelligenza dell’uomo e l’intelligenza di Dio si uniscono nella creazione, compimento della tendenza naturale dell’intelligenza nell’unità. Einstein non aveva colto che la rivelazione della presenza di Dio nella storia era il compimento della ” religione” nell’unità dell’essere persona. La scoperta scientifica fa parte del progetto di Dio di salvare l’uomo dalla morte rivelando se stesso nell’essere persona dell’uomo e unendosi a lui cambiandone l’esistenza. Scienza ed esistenza escono da un dualismo astratto, sancito dalle religioni ebraico-islamica e si uniscono indissolubilmente nella scelta di Dio di cambiare la sua essenza, creando una corrispondenza continua con l’uomo, donandogli, come figlio la sua sostanza, cioè la sua divinità creativa nell’adozione a figlio.

Iosef Ratzinger- dottore della Chiesa in pectore-ha dato luce al senso di questa corrispondenza , spiegando la novità del cambiamento dell’essenza di Dio con la nascita di Gesù-figlio di Dio-che dà il senso alla Epifania. Dio si è rivelato nel momento dell’annunciazione a Maria , si rivela e si rivelerà sempre con una nuova essenza : l’essere per l’uomo e con l’uomo, che corrisponde a una nuova natura umana, “l’essere persona” per chi accoglie la luce. L’ essere nella luce di Dio, nella Sua grazia vede realizzata l’intelligenza e l’amore di Dio nell’unità con Dio costitutiva dell’essere persona. Scienza ed esistenza divengono inseparabili se e solo se lo scienziato accoglie la luce della teoria, come rivelazione del dono di Dio all’intelligenza per la costituzione del suo essere persona. Questa epistemologia mistica rende impossibile che la scienza divenga un idolo e un’astratta ricerca di leggi determinate e frammentarie, senza logos, che precedono la conoscenza ma una profezia dell’attualità dell’evento della creazione di un uomo nuovo, salvato eternamente dalla morte, una teologia della creazione. come nuova ontologia dell’esistenza. La procedura del metodo sperimentale è infatti ” Il possibile ( l’ipotesi) che diventa realtà (verità)e questa diviene essere persona nel tempo dell’esistenza, il che significa l’entrata dell’eternità (la verità) nel tempo dell’esistenza , fatto ontologico. Ma questa è anche la struttura epistemologica della filosofia , in cui il possibile per essere verità, non chiede la sperimentazione. Nella clinica, questo fatto “ontologico” assume un’importanza fondamentale dando un senso compiuto sia alla medicina che alla scienza medica. La verità della conoscenza sulla natura della malattia non è infatti indipendente dalla soggettività della persona sofferente, come il progresso della scienza medica compiuto nel paradigma della medicina centrata sulla persona insegna, ma la realizzazione nella relazione medico-paziente di un’unità trascendente l’empirico e il biologico, la conoscenza dell’essere persona per la salvezza dalla morte. Il medico deve dunque divenire un maieuta dell’essere persona del paziente e nella relazione con il paziente un maieuta del suo essere persona, un’epifania progressiva e nobile dell’unità della natura umana partendo dalla storia dell’esistenza e dell’attualità. Questo è il motivo per cui ignoranti, mercanti, cani e porci o potenziali assassini non possono essere medici. La malattia nasconde sempre una domanda ontologica fondamentale dell’uomo e della donna sulla natura del proprio essere, nella relazione con il medico “salvatore”: una domanda d’identità: chi sono io, chi sei tu. Ecco perché fare divenire i pazienti oggetto di bio-tecnologie, solo strumenti, è profondamente sbagliato , come anche chiudere la relazione medico-paziente nei risultati statistici dell’efficacia di tecniche terapeutiche, solo indice standardizzato non sostanza dell’irriducibile individualità della persona. Il vero scienziato è dunque un profeta , un teologo, un epistemologo e un filosofo: profeta perché rende possibile la manifestazione della luce del dono di Dio e divenendo oracolo della verità della Sua intelligenza creativa – il COVID-19 ci ha fatto vedere una pandemia dei falsi profeti; un teologo, in quanto rivela la verità come  luce salvifica per l’uomo della creazione di Dio nella sua intelligenza e nella sua libertà; un epistemologo “in atto” in quanto interpreta il vero senso della conoscenza, l’essere una persona reale, conoscendo il logos che in-forma il metodo e gli obiettivi; un filosofo in quanto “ l’eureka”, è un’ontologia che parla della verità, come eternità dell’essere nel tempo.

(1) C- Copyright Giuseppe R.Brera 2023 Ogni riproduzione è riservata e chiede autorizzazione

  • Rettore dell’Università Ambrosiana