CORPUS DOMINI-IL CORPO DI CRISTO

INVITO A PRO-CEDERE

di Giuseppe R.Brera

                Ogni anno la Chiesa Ambrosiana  celebra l’evento del Corpus Domini,con una celebrazione eucaristica  e una processione dietro  un’ “Ostia”  che i cristiani adorano come il Corpo di Gesù Cristo presente prima di loro, in mezzo a loro, con loro, per loro. A un osservatore ateo o agnostico, mussulmano o ebreo, questo procedere dietro un pezzo di pane , potrebbe sembrare un comportamento delirante di pazzi . Eppure sulla terra più di un miliardo di persone credono che il pezzo di pane sia il mistero del corpo di Cristo  risorto eternamente presente sulla terra e che il corpo di Cristo sia la sostanza e l’unità della Chiesa. La fede in questo mistero e il nutrimento mistico con questo pane, non simbolo, ma realtà vivente, così apparentemente non ragionevole, è rivelata tuttavia dalla parola di Gesù Cristo come condizione necessaria per la vita eterna, dal momento della sua assunzione.

“ἐγώ εἰμι ὁ ἄρτος ὁ ζῶν ὁ ἐκ τοῦ οὐρανοῦ καταβάς· ἐάν τις φάγῃ ἐκ τούτου τοῦ ἄρτου ⸀ζήσει εἰς τὸν αἰῶνα, καὶ ὁ ἄρτος δὲ ὃν ἐγὼ δώσω ἡ σάρξ μού ⸀ἐστιν ὑπὲρ τῆς τοῦ κόσμου ζωῆς.

“Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del cosmo”

  1. VI-51-52

All’osservatore esterno potrebbe sembrare un atto cannibalico. Qual è invece il suo significato ?

Oggi la psicoanalisi kleiniana ne ha rivelato il senso antropologico che testimonia che solo Dio poteva usare una legge naturale che condanna l’uomo all’autodistruzione a causa del legame morte –guerra, che Franco Fornari, autore della polemologia psicoanalitica ha spiegato nel suo saggio “Psicoanalisi della guerra” e che io, suo allievo, ho applicato e approfondito, interpretando il senso antropo-analitico del cannibalismo mistico cristiano che distrugge il dominio di Thanatos,(istinto di morte) nel recente saggio “Psicoanalisi della guerra Ucraina-Russia”. (ultimo capitolo).

Il pro-cedere della Chiesa dietro il “Corpus Domini” assume diversi e coerenti significatI di natura mistica ed esistenziale.

  1. la testimonianza personale della Fede nell’Uomo che ha cambiato la storia, introducendo con la sua persona la salvezza dalla morte grazie all’amore di Dio, condizionata dalla fede in suo figlio. E’ un nuovo tempo dell’umanità individuale, e della natura umana dandole la possibilità dell’infinito assumendo attraverso il dono dello Spirito Santo, la stessa natura di Dio. Infatti nell’agenda e nei documenti c’è sempre  una data “ 2024” ( in verità la data giusta sarebbe il 2030).

Gli esterni potrebbero commentare: “E’ onnipotenza delirante”.  In confutazione appare la testimonianza veridica degli apostoli ( “testimoni”) negli evangeli. I fatti che Gesù Cristo ha operato cambiando la natura degli malati e mostrando di avere il potere sopra la natura, cambiando il destino dell’uomo, resuscitando i morti e con la Sua  Resurrezione dalla morte e l’intelligenza umana con il dono dello Spirito Santo, documentano empiricamente che Gesù Cristo è Dio.  Anche un idiota (QI 54) si può rendere conto che un pescatore semi-analfabeta come Giovanni di Zebedeo non avrebbe potuto scrivere un Prologo in Greco, alla testimonianza diretta del suo “Vangelo” radice dell’Occidente,  se qualcosa di soprannaturale non fosse accaduto in lui.

  1. L’unità e la libertà degli uomini nella verità della fede in Gesù Cristo, come condizione della fraternità universale

La luce ci permette di unificare tutte le percezioni degli oggetti. Se invece siamo al buio e accendiamo una pila vediamo solo quello che vogliamo vedere.  La luce non l’ha inventata l’uomo. In questo momento ognuno di noi è attraversato da un onda elettromagnetica originatasi tredici miliardi e ottocento milioni  anni luce dal Big Bang (Radiazione cosmica di fondo) e  duecento milioni di neutrini,  attraversano un cm 2 di pelle di ogni uomo sulla faccia della terra, fenomeni che uniscono tutti e ci rendono consapevoli di essere nello spazio-tempo del cosmo, come una stella.

Così è della luce della verità: la verità unisce tutto come la luce del sole. Se invece sono al buio e accendo una pila posso vedere solo un singolo oggetto che io voglio. Non ho possibilità di scelta,  su cosa concentrare la mia attenzione ,  cioè non sono libero dalle tenebre e non ho il senso dell’unità del tutto. La verità, come la luce viene dall’esterno non è mia volontà. La libertà implica sempre la verità come il Maestro del tempo ha insegnato:

“Ἐὰν ὑμεῖς μείνητε ἐν τῷ λόγῳ τῷ ἐμῷ, ἀληθῶς μαθηταί μού ἐστε, 32καὶ γνώσεσθε τὴν ἀλήθειαν, καὶ ἡ ἀλήθεια ἐλευθερώσει ὑμᾶς.”

“Se rimanete nella mia parola, siete miei veri discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”

Che significato a questo ? Rimanere nella  parola di Gesù, parola di Dio significa rimanere nella   luce, la verità che permette di essere liberi dalle tenebre. La luce di Cristo è energia, amore.(Caritas in veritate). Come la luce cambia la materia, così la fede  in Gesù Cristo, come codice di verità dell’esistenza, cambia la natura dell’uomo, realizzandola nell’essere una persona umana.

Papa Francesco nella bellissima enciclica “Fratelli tutti”,  scrive: ”Ricominciare dalla verità”, cioè dalla luce che illumina e unisce tutto e tutti e cambia l’esistenza. “I figli della luce” sono fratelli.

  1. Il coraggio della manifestazione della scelta dell’unica verità sulla natura umana per la dignità dell’uomo.

Dopo Cristo l’uomo ha avuto la possibilità di scegliere se rendere reale nella luce della Fede la propria natura umana, acquisendo la dignità divina attraverso lo Spirito Santo o al contrario rimanere nelle tenebre di Tanathos, della condanna a morte. La scelta implica libertà ma sottomissione a un nuovo codice morale per poter essere per il bene: l’amore per sé e per il prossimo, misero o non misero. Noi medici, in modo particolare, dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di testimoniare la dignità dell’uomo, riconoscendo che Gesù Cristo ha cambiato la storia della Medicina, mettendo al centro la persona che diviene soggetto in una relazione di cura, la cui sostanza è l’amore per il malato che comprende la terapia per indurre la sua guarigione. Si parte dal malato come persona per arrivare alla conoscenza della malattia come verità sulla sua natura.

Questa rivoluzione descritta dal Maestro ha determinato la nascita degli ospedali e lo sviluppo della conoscenza clinica. Oggi lo sviluppo del paradigma della Medicina centrata sulla persona ne ha permesso un’istituzione metodologica, in un tempo invece in cui il concetto di cura è sottomesso alla tecnica, necessità ma non senso. Per noi medici il pro-cedere dietro il Corpo di Cristo, è procedere affermare la centralità della persona nella cura medica, riconoscendo il Maestro di questo. Oggi è necessario avere coraggio e non nascondersi, in un momento storico in cui parte dei medici non riconoscono le sue radici moderne e violano i diritti dell’uomo, con l’omicidio di bambini nei primi stadi dello sviluppo o fino anche al nono mese di vita, sani o malati. (Stato di New York- Costituzione francese-Parlamento Europeo etc.)

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, nel discorso alla città del 2023, ha detto: “Come un’epidemia, la paura si diffonde dappertutto, contagia tutte le età e tutto gli ambienti…..Si avverte la bellezza e il fascino di una proposta ma alla fine si declina l’invito: “ E se poi ? Meglio non rischiare”.

E se poi qualcuno ci vede camminare dietro un pezzo di pane, non potrebbe pensare che siamo pazzi ?

Questo commento sull’esistenza di una diffusa “Sindrome della talpa-coniglio” è applicabile anche alla partecipazione al Congresso del I° Giugno : “La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona”.

Alla paura si deve rispondere con il coraggio di non nascondere la luce sotto il letto.

Giordano Bruno scrisse profeticamente:” Se questa scienza  che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo stesso”.

Pro-cedamus -Andiamo avanti !

Alla luce di questa riflessione, che vi partecipo, v’invito il 30 Maggio alle ore 19,30 a trovarci ,  presso la chiesa parrocchiale di San Leone Magno Papa (via Carnia 12); a seguire solenne processione  e benedizione eucaristica.

Si prega d’inviare un mail d’adesione a segrgen@unambro.it anche per richiesta d’invito al Convegno del I° Giugno.