STRAGE DI BAMBINI DA VACCINAZIONE ESAVALENTE

COMUNICATO STAMPA DELLA SOCIETA’ITALIANA DI ADOLESCENTOLOGIA E MEDICINA DELL’ADOLESCENZA

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DENUNCIA PER STRAGE DA VACCINAZIONE ESAVALENTE CONTRO IGNOTI E ESPOSTO CONTRO IL MINISTRO LORENZIN  E I VERTICI DELLA  SANITA’ ITALIANA DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI ADOLESCENTOLOGIA E MEDICINA DELL’ADOLESCENZA (SIAd) e RICHIESTA AL GOVERNO DI DIMISSIONI IMMEDIATE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA SANITA E DEI VERTICI DELLA SANITA’ ITALIANA

Alla luce dei dati riportati nello “Expertize sui rischi per la vita e la salute dei bambini e degli adulti dalla vaccinazione esavalente” ,a cura del prof.Giuseppe R.Brera,e in pubblicazione sul Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza e presso l’editoria dell’Università Ambrosiana, la SIAd ha presentato alla magistratura una denuncia per strage in quanto, da un importante lavoro epidemiologico del 2011,

Giuseppe Traversa  , Stefania Spila-Alegiani,  Stefania   Salmaso, ,Marta Ciofi degli Atti er  al.   with the HERA  Study  Group  Sudden Unexpected Deaths and Vaccinations during the First Two Years of Life inItaly: A Case Serie Study PloS One. 2011; 6(1): e16363.Published online 2011 Jan26. doi:  10.1371/journal.pone.001636

appare la verità che  tra il 1999 e il 2004 è avvenuta una strage di bambini a seguito della vaccinazione esavalente e che questa sia continuata sotto silenzio e senza dati epidemiologici a causa delle omissioni dei vertici della sanita’ italiana.
A seguito di una dose di vaccinazione esavalente sono deceduti  52  bambini da 0 a a 14 gg dalla vaccinazione esavalente di cui:

8 entro 1 giorno

34 tra    0-7 gg

10  tra  7-14 gg

degli 8 entro 1 giorno:  1 da vaccino esvalente Exavac  , ( Sanofi Pasteur SA. Campus Merieux. 1541 Avenue Marcel Merieux) F-69280 Marcy L’Etoile.  3 da vaccino Infanrix Hexa(Glaxo-SmithKline), 4 da altri vaccini esavalenti.
oltre ai gravi rischi di auto-immunità (per gli adiuvanti e l’uso di cellule di feti umani abortiti per la fabbrica dei vaccini MMRV ( Morbillo,Parotite,Pertosse, Varicella)  e la certezza della depressione immunitaria i cui effetti mortali non sono registrati ma che ha provocato il decesso di un banbino nel Gennaio del 2018.
Secondo le stime del rischio dal 2004 al 2017 vi sarebbero stati ca  166 decessi di bambini. a causa della vaccinazione esavalente  senza tenere in conto i decessi ignoti per depressione immunitaria e l’avvio di malattie immunitarie

La SIAd ha depositato il 7 Settembre 2018, l’allegata denuncia per strage e un esposto  contro il ministro Lorenzin e i vertici della Sanità Italiana per  gravi omissioni e per avere diffuso nel 2017  una guida sulle controindicazioni ai vaccini datata del 2009non aggiornata e con gravi omissioni e errori,  diffusa con  lettera circolare e per non avere considerato la letteratura scientifica, mettendo a grave rischiola popolazione infantile e adulta e permettendo il perpetrarsi della “strage”,passata sotto silenzio e secondo le stime del rischio, continuata e in atto.
“Circolare recante prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” (Gazzetta ufficiale n. 130 del 7-6-2017)  ( disponibile su Internet: http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2017&codLeg=59569&parte=1%20&serie=null

I dati documentati dalla SIAd sono gravissimi e la Società ha chiesto ai parlamentari a e al governo una commissione parlamentare d’inchiesta.

La SIAd ha denunciato il fatto che le case produttrici  non abbiano citato né citano la morte improvvisa come effetto avverso e che l’AIFA abbia commercializzato i vaccini senza considerare la letteratura scientifica sulla materia.

Alla luce dei dati la SIAd  ha richiesto al Ministro degli Interni la dovuta immediata sospensione dell’applicazione della Legge citata in quanto risulta assolutamente pericolosa per la vita dei bambini (“roulette russa”), come documentato nella denuncia e dell’expertize, per la loro salute e quella degli adulti, per bloccare la strage, che sta passando e è passata sotto silenzio anche mediatico.
La SIAd ha chiesto inoltre le immediate dimissioni dei responsabili dei vertici della sanità italiana per le gravi omissioni scientifiche e l’avvio di una commissione parlamentare d’inchiesta da parte della Camera dei deputati, per indagare sulle responsabilità della strage e sul non aggiornamento della guida alle controindicazioni della vaccinazione. .E’ impensabile che il Ministero Lorenzin abbia diffuso  diffuso nel 2017 una guida del 2009 senza pensare ad aggiornarla e che vi sia stato un DL su una materia così delicata per la salute della popolazione, con gravi responsabilità dello ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi per avere fatto un DL su una legge cosi’ delicata, bypassando le commissioni.
Dai dati sull’aumento della mortalità infantile nel periodo 0-14 gg ( rischio 2,6 vaccino Infanrix-Glaxo tra 0-7 GG dopo la vaccinazione esavalente.  Dai dati emerge che sono  attese morti improvvise nella misura di ca 8-9 l’anno  (“roulette russa ” da prevenirsi immediatamente solo per conseguenze dirette) senza tenere in conto eventuali morti da infezioni per immunodepressione, e l’induzione delle malattie autoimmuni.   Dopo l’expertize  e la richiesta di sospensione immediata dell’applicazione della legge fatta al governo  , i vertici della sanità italiana e delle regioni sono responsabili moralmente , istituzionalmente, legalmente dei decessi. La SIAd ha inviato al Ministero della salute una richiesta formale di blocco dell’applicazione della legge in quanto  ritiene impensabile e criminale  che un genitore sia obbligato a sottoporre il proprio figlio/a a un rischio di morte per malattie prevenibili  e curabili , per gravi omissioni del Ministero della salute precedente e la richiesta di un cambiamento della struttura e del  calendario vaccinale da rivedersi alla luce del progresso immunologico   senza considerare neppure  l’immunità da allattamento materno, che oggi appare avere anche un ruolo vaccinale. Pur garantendo delle necessarie e essenziali vaccinazioni obbligatorie, la SIAd propone che tempi , calendario e vaccinazione siano personalizzati, e vengano decisi  e effettuati  dal medico-pediatra, dopo una valutazione clinica  e che contestualmente il ministero della salute, sopratutto tramite le scuole e i pediatri  organizzi una campagna di educazione alimentare e allo stile di vita per l’aumento della immunità naturale e l’allattamento materno, che garantisce l’immunità del bambino (se la madre è immunocompetente)  ed è vaccinale.  Questo realizza i principi della 
Medicina centrata sulla persona, cambiamento di paradigma della scienza medica.

altre informazioni    www.adolescentologia.wordpress.co

Ufficio editoriale-rapporti con la stampa

per richiedere l’Expertize
segreteria@adolescentologia.it  (richiede l’abbonamento al giornale)
L’expertize è pubblicato anche come e-book in Italiano e in edizione internazionale in Inglese  dall’editoria dell’Università Ambrosiana    dipedit@unambro.it

 

SUPERVISIONE CLINICA E METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA

 

Person Centered Medicine International Program

Con lettera circolare agli Assessori alla sanità delle Regioni Italiane il prof. Giuseppe R.Brera,  direttore della Scuola Medica di Milano, ha chiesto agli Assessori alla Salute delle Regioni Italiane d’inviare una rappresentanza dei corsi di Medicina Generale al I° Corso post-universitario in Supervisione clinica e metodo clinico centrato sulla persona che si terrà a Viareggio (LU) dal 10 al 15 Ottobre 2018.

Il cambiamento di paradigma della scienza medica, “La Medicina centrata sulla persona”, la cui applicazione produce  documentati e enormi risparmi di sofferenze e costi,  richiede un aggiornamento sulle procedure didattiche, necessario anche per il fatto che nessun docente di Medicina italiano, ad eccezione dei pochi della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, è preparato a insegnare metodologia clinica e Medicina, non avendo ricevuto una formazione.

Il corso post-universitario, promosso dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, leader nel mondo nell’insegnamento della Medicina centrata sulla persona, con il patrocinio del Ministero della salute (per l’introduzione) e della Person Centered Medicine International Academy (per il programma) ha il programma dello Person Centered Medicine International Program ed è diretto dallo stesso prof. Giuseppe R.Brera con la collaborazione nell’introduzione, del prof.Piermario Biava.

Il programma,dedicato alle procedure di applicazione e d’insegnamento del metodo clinico centrato sulla persona. dopo un’introduzione dedicata al cambiamento di paradigma della scienza medica  si svolge sulla linea del programma internazionale in Medicina centrata sulla persona., dando i crediti dello MA in PCM e della Licentia Docendi.

I partecipanti riceveranno un attestato valido per l’iscrizione alla Person Centered Medicine International Academy con i crediti del Programma Internazionale e  un titolo complementare per insegnare nelle Scuole di Medicina generale.

info su www.unambro.it e da segreteria: segrgen@unambro.it

http://www.personcenteredmedicine.wordpress.com

 

 

LETTERA APERTA DEL RETTORE AL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA SUL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO

 

LETTERA APERTA

 

Gentile Direttore

Spesso leggo sul Corriere e su altre testate rilevi critici sulla fuga dall’Italia di decine di migliaia di giovani talenti scientifici che trovano spazio ,libertà e valorizzazione in Università o aziende straniere. Tuttavia questo è  solo uno dei  sintomi del fallimento del sistema universitario e scientifico italiano, un’  emergenza  che da anni segnalo ai vari presidenti del consiglio  ma  ve ne sono molti altri.  La cosa incredibile è che nessuno  fino a oggi ha voluto mettere mano con serietà a una riforma del sistema i cui mali risalgono alla scellerata legge Prodi-Bassanini Berlinguer del 1998, di fatto anticostituzionale, perché investe lo stato di poteri di controllo del sistema -anche di chiudere le università – istituendo  inoltre a livello regionale un conflitto d’interessi per la nascita di nuovi corsi per il parere chiesto dal MIUR alle università del territorio ,pubbliche e private  per il rilascio dell’autorizzazione  a dare un valore legale ai diplomi. Questo potere del MIUR è tuttavia autoreferenziale e illecito in quanto “il valore legale”  dei diplomi accademici è inesistente sul piano giuridico, ai sensi dell’art 172 del DR 1592 del 1933. E’ in realtà un vecchio stratagemma burocratico per affermare un potere burocratico statale  di  controllo  sull’innovazione  accademica ,chiudendo così  il sistema.  E’ evidente che le università consulenti del MIUR , oltre a leggersi curriculum innovativi e a plagiarli, non hanno interesse alla concorrenza.   Questo ha generato in passato  vere trame mafiose , di cui sono stato testimone , e insieme a me altri rettori , penalizzando l’innovazione didattica e scientifica e il paese e danneggiandolo  anche  in aree delicate come la metodologia della formazione dei medici, oggi in Italia ancora al palo.  Infatti ancora  oggi non c’è docente in medicina , nelle università statali  formato all’insegnamento e non esiste in Italia un dipartimento in “Medical Education” se si eccettua in  un’Università libera di Milano che ne ha fatto la storia per l’innovazione  non solo in Italia, avendo un dipartimento e  l’unico dottorato di ricerca sulla materia esistente nel paese. ( Università Ambrosiana).    L’evidenza giuridica che non è possibile attribuire un valore legale ai diplomi accademici  dato che questo non esiste  crea una vicenda  kafkiana, quando si valutano tentativi di creare una discussione su sia meglio o no abolirlo, come ha fatto Monti. Infatti non si può abolire ciò che non esiste.  Allo stesso modo siamo  di fronte al paradosso  che un ente non possa  definirsi “Università”,  se non abbia corsi  che diano  diplomi con un valore legale inesistente. Siamo al delirio di onnipotenza burocratica .  Questo fatto  è stato asseverato  più volte da autorevoli costituzionalisti come Sabino Cassese   e avversato solo come idea da Luigi Einaudi, che voleva un’università “vergine da bolli”, profetizzando il  diplomificio a scapito della sostanza culturale , come anche il documento 218 del Senato del Marzo del 2011 ha asseverato. In poche parole siamo al paradosso che abbiamo un Ministero dell’Università e della ricerca “fuori legge” (con qualche bandito denunciato alla Magistratura)  e che un Rettore di un’Università statale  che conferisca un Diploma di laurea “in nome della legge”, come in una sentenza di condanna o di assoluzione, commette  un reato penale di “abuso di potere”.  In effetti per uno studente che ha sopportato anni di  batterie di esami di anche stupidi curriculum, istituiti per giustificare ruoli accademici pagati dal contribuente, ci vuole “un’assoluzione” dalla colpa di avere sopportato la  mediocrità  dei docenti italiani, salvo qualche eccezione. Il denominatore comune paralizzante l’Università italiana e l’innovazione accademica  è  il potere burocratico dello  stato  ,  aumentato a dismisura e costruito negli anni  da una vera cupola   targata MIUR- CUN-CRUI  che ha avuto negli anni la forza illecita di creare sempre più meccanismi burocratici ,naturalmente esigenti controllo , stipendi d’oro e privilegi a scapito dei giovani e della scienza. In qualche caso questo potere serviva per il controllo pre-ordinato dei concorsi, più prima del 2000. Vi sono stati docenti  che hanno inviato prima dei concorsi raccomandate prevedendo i vincitori. Oggi vige il sistema meritocratico della “Qualità di stato” istituita da uno dei tanti stolti ministri dell’Università che si sono avvicendati, che ad eccezione di due importanti ricercatori (il Profumo e la Carrozza) ma ininfluenti  e della  Moratti che ha creato le Università telematiche ,   hanno brillato per insipienza , fino al penultimo parto politico: la “Più meglio” che aveva persino falsificato i titoli accademici. Dopo la famigerata legge Prodi –Bassanini , nel 2000 è stata la volta della  “Zecchino”, salutata come un Nobel della giurisprudenza universitaria, perché finalmente rendeva libere le Università –rilascianti diplomi con valore legale inesistente-di fabbricare corsi ,  e ruoli accademici:  una sorta di IRI dell’università. Questa fulgida legge , che ha voluto adattare in malo modo il nostro sistema a quello anglosassone, istituiva lauree triennali e magistrali o “specialistiche a ciclo unico” (mancava il tandem), master di “primo” e “secondo” livello  e  consentendo alle Università statali d’istituire ad libitum corsi , il che significa ruoli accademici, pagati dai contribuenti,  veri vitalizi per la pensione ha  incentivato la fantasia accademica e la fame di ruoli- vitalizio.  Infatti in Italia un docente universitario anche se è ignorante, psicopatico o perverso è inamovibile.”. Una delle migliori pensate di questa legge è stato l’accesso ai Dottorati di ricerca dopo la laurea magistrale, cosi’ da determinare titoli presi a 30-32 anni (in media), in  confronto con la media degli altri paesi (ca a 25 -26 anni).  Ma questo poteva fare cassa per le Università, costringendo gli aspiranti ricercatori a iscriversi alla magistrale  e non obbligando lo stato a pagare i dottorandi.   Un vero successo per lo sviluppo del paese ! La fantasia accademica, dopo la “Zecchino” raggiunse livelli impensabili:   nacquero  dopo laurea triennale  i dottori in “Scienze e tecniche equine” ,  (Parma) celebrati da stalloni e purosangue “Distillazione della grappa” celebrati  dalle cantine e dalle osterie  venete e friulane-finalmente baristi  preparati ee molti  alti “dott” anche in mediazione culturale nelle trasmissioni  televisive. Finalmente   fisioterapisti   e gli infermieri  e laboratoristi  potevano chiamarsi “dottori” . Un anno più tardi  I Rettori,  che mai hanno promosso una riforma radicale del sistema  e spesso nullità scientifiche,  scesero in sciopero  perché lo stato non aveva più soldi per pagare i nuovi ruoli accademici  istituiti dai corsi triennali . Questo  fenomeno  è avvenuto solo in Italia .Dopo la  Zecchino e la parentesi Mussi ( creatore del famigerato ANVUR  cioè la  qualità di stato) contro ogni buon senso,  è stata la volta della riforma “Gelmini”.  Questa  luminare ,  ben addestrata da un funzionario del MIUR,  firmo’ un’altra legge  con evidenti elementi di anticostituzionalità e d’idiozia, come il numero di ore  fisso d’insegnamento per i docenti e i concorsi nazionali per le borse di studio , esami di abilitazione nazionale  e i concorsi per i posti di specialità medica, con un marchingegno burocratico per premiare economicamente le Università meritorie , e altre frignacce di tale genere La Gelmini realizzava  cosi la mussiana qualità di stato  e cristallizzava  il suo  potere  sull’Università  .  I risultati di questo sistema, chiuso tra mafiosità di vertice, scellleratezza  giuridica, illegalità , potere burocatico , privilegi parassitari,  interessi di partito sono evidenti  e hanno danneggiato il paese  rallentandone lo sviluppo.  Oltre al citato  all’esilio scientifico di migliaia di giovani, appare un numero di laureati  molto sotto la media OCSE e metà di Francia e Inghilterra, il penultimo posto per tasso di ricercatori in Europa, 35-40% di abbandoni virtuali (inattività) e reali dall’Università al secondo anno,  il 60 % in meno della spesa per studente rispetto agli USA e il 50% rispetto al Nord Europa,  enormi spese per il funzionamento   delle Università ,disoccupazione a un anno  dopo la laurea breve (34%) e la magistrale(30%)  e magistrale  a ciclo unico (51%) , penalizzazione delle Università del Nord, riduzione del 21% degli investimenti per il diritto allo studio, diminuzione dei ricercatori di ruolo (< 2258 unità dal 2000), senza contare i dati intangibili, come la mediocrità dei docenti universitari, non stimolati all’aggiornamento scientifico  didattico, in quanto il loro ruolo è un vitalizio per la pensione, salvo naturalmente le eccellenze. Il fatto è assolutamente grave soprattutto in Medicina, dove l’aggiornamento  del docente è legato alla salute della popolazione, attraverso la preparazione degli studenti. In Italia non c’è un docente formato a insegnare la clinica, se si eccettua un’Università libera a Milano, che senza una lira dallo stato ,ha cambiato il paradigma scientifico della medicina e della formazione del medico, di cui è leader indiscussa nel mondo, come anche la WHO ha riconosciuto e il cui Rettore è stato  autore di una legge quadro di riforma, pubblicata per impedirne plagi  di parte politica.

Il sistema universitario e scientifico attuale in Italia  è un’emergenza patologica  che penalizza grandemente il mondo del lavoro e produce disoccupazione e degrado culturale del paese, come ho avuto modo di segnalare al Presidente della Repubblica e sta nella centralizzazione e nell’esistenza di un controllo statale del sistema che lo chiude e nella confusione tra diritto allo studio e natura dell’Università. Dove i sistemi universitari  sono indipendenti dal potere , come negli USA, i risultati si vedono. Infatti nei primi 10 posti del rank internazionale  otto sono di Università americane. Il sistema università e ricerca per fiorire deve divenire aperto e le università come squadre sportive libere di arruolare i migliori giocatori, studenti e docenti,  incentivando così direttamente un merito personale , con il potere di arruolare ii docenti  e i ricercatori migliori e licenziare gli inetti. Dovrebbe essere  il mercato del lavoro e lo studente  il miglior arbitro della qualità di un Università, che avrebbe interesse a una certificazione di qualità dei corsi da enti privati, come avviene in Germania  e prescritto dall’ENQA., l’ autorità europea per la qualità delle Università.  Per questo è necessario che gli studenti acquisiscano un potere di valutazione del rapporto qualità /costo delle rette ,con un portafoglio autonomo dalla famiglia e  realizzando un vero diritto allo studio con una borsa per tutti  gli iscritti in regola con almeno il 70% degli crediti dell’anno precedente come ho proposto.  Sicuramente il tasso dei laureati aumenterebbe.  Questo  tuttavia comporta da parte dell’Università  la piena responsabilità autonoma, statutaria , organizzativa amministrativa, con l’attivazione virtuosa di una competizione tra gli atenei  sulla  qualità,  rendendo inutile un Ministero, che come un tumore,  invece  ha riprodotto metastaticamente  poteri centrali paralizzanti il sistema anche in modo illecito, come abbiamo detto, danneggiando il paese , l’innovazione e il mondo del lavoro.  Il merito di stato, istituito dalla legge Gelmini è un’idiozia ,incredibilmente figlia di un governo di centro-destra,  solo destinata a esasperare sistemi di controllo e il potere centrale.  Con un sistema centrato sulla persona dello studente e del docente invece   L’Università deve essere totalmente libera da ogni potere come anche Federico I° nella “Constitutio habita” aveva  promulgato nel 954 DC. e assumersi responsabilità statutarie, organizzative, amministrative  autonome totali. Questo eviterebbe scandali come è accaduto con l’Università di Siena , di passività pagate dai contribuenti   (250 milioni di euro) e i diciassette dipendenti  per un bollettino on line, come in un’ università  del Meridione. Questi fatti non esisterebbero se le Università dovessero fare i conti, per sopravvivere,  con le scelte degli studenti e delle famiglie, che verrebbero avvantaggiate dalla borsa mensile  (costo ca 10 miliardi), il costo del bonus Renzi.  Lo stato  ne risparmierebbe 13 all’anno.   Si eviterebbero  così  ruoli docenti vitalizi per la pensione, ma legati al merito come negli USA e nei paese del Nord Europa . L ’Università deve essere totalmente libera e un Ministero dell’Università e della ricerca , un CUN  non dovrebbero neppure esistere,  come negli USA- che annoverano nel rank mondiale 8 università tra le prime 10- perché i suoi funzionari , assecondati da Ministri di basso profilo,  da sempre ,  per potere giustificare il loro ruolo e gli stipendi  istituiscono  poteri di controllo , chiudendo il sistema, come si è verificato , danneggiando  lo sviluppo  e soprattutto i giovani.

 

Giuseppe R.Brera

Rettore dell’Università Ambrosiana

www.unambro.it

scrivi al prof. Giuseppe R.Brera

rettore@unambro.it

 

 

 

 

ERWIN NEHER ALL’ACCADEMIA LOMBARDA DELLE SCIENZE E DELLE LETTERE

ADUNANZA STRAORDINARIA

14 MAGGIO 2018 – ORE 15.00

Milano, Palazzo di Brera, Via Brera 28

Il 14 maggio prossimo il professor Erwin Neher del Max Planck Insistute for Biophysical Chemistry, membro straniero dell’Istituto e Premio Nobel per la Medicina 1991, terrà presso l’Istituto Lombardo una conferenza su un tema connesso con le sue ricerche.

La conferenza del professor Neher aprirà l’Adunanza straordinaria convocata alle ore 15.00 e sarà seguita da due interventi, rispettivamente del professor Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma e dalla Senatrice a vita professoressa Elena Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano e socia corrispondente residente dell’Istituto, i quali entrambi tratteranno argomenti al cui approfondimento dedicano la propria attività di ricercatori.

ERWIN NEHER

Istituto Lombardo – Max Plank Institute

Short-Term Synaptic Plasticity at a Glutamatergic Sunapse

 

 

 

GIACOMO RIZZOLATTI

Università di Parma

From Mirror Neurons to Mirror Brain

  

ELENA CATTANEO

Istituto Lombardo – Università degli Studi di Milano

Human neurons from stem cells for Huntington’s disease research

 

 

 

 

 

PERSON CENTERED MEDICINE

“MEDICAL SCIENCE  AND HEALTH PARADIGM   CHANGE “

Index

1. Giuseppe R. Brera  Medical Science and Health Paradigm change

2. Giuseppe Rodolfo Brera   From science to the person centered health : the       Person Centered Health Paradigm

3 Piermario Biava   The role of the epigenetic code in tumor cell        reprogramming: first clinical results in cancer, neurodegenerative diseases, psoriasis and in preventing senescence

4.Patrizia Pasanisi  Epigenetics  and nutrition quality : change of the paradigm  in prevention and therapy 

5 Paolo Lissoni  From Hegel to Psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI).

6.Richard Fiordo   Medical Advances vs. Stalemates: The WHO’s     Communication of the Medical Status .Quo from a Person-Centered  Approach to Medicine

7 Ettore Ruberti  The paradigm change of research against malaria 

 8 Vito Galante  Medical counselling with oncological patients

9  Aldo Zanon   Person-centered medicine in clinical work  with teenagers and      children

10  Imer Paolo Callegaro  The Flow-chart of Health and the Flow-chart of          Health Education

11 Aldo Zanon  Health education project : the emotions and sexuality             according to person-centered  health and medicine

12 Mariangela Porta  Person Centered  obstetrical-gynecological counseling    with adolescents: application fields 

13 Claudio Violato Growth of Medical Competence: Direct Observation of      Students during  Third Year Clinical Clerkships

14 Giuseppe Rodolfo Brera   Reliability and validity of Person Centered Medicine Clinical Method  for a  Person and People Centered Care: a survey on 144 clinical reports of  physicians prepared to apply Person Centered Clinical Method to  adolescents from the Academic Year  1997 to  2002 at the Milan School of Medicine of the University Ambrosiana

15 Giuseppe Rodolfo Brera    The change of the Medical Education Paradigm    Educational Workhop on Person Centered Medicine Clinical Method

16 Beata Rusiecka The noetic choice. The noetic approach in psychotherapy and medicine

17  La Charte Mondiale de la Santé-The World Health Charter

18     AGREEMENT DECLARATION TO CHANGE THE MEDICAL           SCIENCE AND MEDICINE PARADIGM    

Free download from: ” Research Gate”

contacts  segrgen@unambro.it

SUMMER SCHOOL IN CLINICAL SUPERVISION AND RESEARCH

 

 

 

LEARNING AND TEACHING CLINICAL SUPERVISION AND RESEARCH

The Milan School of Medicine ,world leader in Medical Education and clinical teachers’education in Person Centered Medicine, organized the 1st International Summer School in Clinical Supervision and Research on 3-8 September 2018-Viareggio,Italy (Toscana)

The Course will be directed  by prof.Giuseppe R.Brera and Claudio Violato

information request: summerschool@unambro.it

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La Scuola Medica di  Milano dell’Università Ambrosiana, leader nel mondo per la formazione dei medici e dei docenti in medicina all’isegnamento della Medicina centrata sulla persona, ha organizzato la prima scuola estiva internazionale in Supervisone clinica e di ricerca.

Il Corso, condotto dal prof.Giuseppe R.Brera e dal prof.Claudio Violato si terrà a Viareggio dal 3-allo 8 Settembre 2018 a Viareggio

richiesta d’informazioni 

Info e “Admission form” su www. unambro.it

information    summerschool@unambro.it

CONVENZIONE UNIVERSITA’ AMBROSIANA- ENEA PER LA RICERCA SU UN NUOVO METODO DI PREVENZIONE DELLA MALARIA

Il progetto anti-malaria (ANTI-MALARIA -PROJECT)  della Scuola medica di Milano, messo a punto dal prof.Ettore Ruberti e dal prof.Giuseppe R.Brera e presentato formalmente il 15 Ottobre 2017 a Milano, presso il Convegno Internazionale,

“Medical Science and Health Paradigm Change”  

 

è stato oggetto di un accordo con l’ENEA per la sua realizzazione.

Il progetto cambia il paradigma di ricerca sulla prevenzione di un’epidemia che causa ogni anno centinaia di migliaia di morti, sopratutto sotto i cinque anni e che oggi si affaccia all’Europa attraverso l’immigrazione

info milanschoolmedicine@unambro.it

E’ stato attivato un Fund raising per finanziare il progetto

 

 

 

 

CONFERENZA DEL PROF.CARLO BARBIERI AL CIRCOLO GIARDINO DI MILANO SULLA SPEDIZIONE DEL DIRIGIBILE ITALIA

 

Il 10. Aprile 2018 prof.Carlo Barbieri,Direttore del’Istituto di storia dell’Aeronautica Italiana dell’Università Ambrosiana  ha tenuto una conferenza sulla spedizione Nobile  per il il 9o° Anniversario, presso il Circolo Giardino di Milano.

Video 

La spedizione, partita da Milano, da Baggio, venne progettata nel Circolo Giardino.

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO

 

Università Ambrosiana

STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]

 

  Giuseppe R.Brera

                              Università Ambrosiana, Milano

 

Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da Mussi e realizzata da Gelmini), istituente l’idea fallimentare del controllo statale e centralizzato della qualità-mentre dovrebbe essere fatto dagli stessi enti universitari e da istituzioni private certificate dall’ENQA europeo,  conferma in modo drammatico il fallimento previsto della riforma universitaria del 2010. La filosofia statale  non autonomizzante le Università è sbagliata. I concorsi abilitanti alla ricerca e all’insegnamento istituiti e la premialità di stato sono semplicemente demenziali e paralizzano lo sviluppo del sistema impedendo che regioni e università migliori si differenzino secondo la loro qualità innovativa in rapporto alle rette e con un diritto allo studio esteso che dia un reale potere di scelta agli studenti.[1]

Questa situazione si è determinata perché CRUI e CUN  sono stati sempre conniventi a rinforzare un sistema parassitario in cui i ruoli accademici sono vitalizi per la pensione.

1.Calo immatricolati

 

2001 307.066
2015 275.066

  1. Basso numero di laureati

 

“Nel 2014 tra la popolazione in età compresa tra i 15 e i 64 anni, la quota di laureati in Italia era pari al 15,0% a fronte di una media UE a 27 paesi del 26,1%. Rispetto ai principali paesi europei il ritardo era pari a 27 punti percentuali dal Regno Unito, 17 dalla Spagna, 15 dalla Francia e 8 dalla Germania. Nella fascia d’età 25-34 anni, grazie alla generale crescita dei livelli di istruzione nel paese, l’incidenza dei laureati è nettamente più elevata, 24,2%, ma la distanza dalla media europea (37,3%) è ancora più marcata. In questa fascia di età il ritardo è contenuto rispetto alla Germania (4 punti percentuali), ma ampio rispetto al Regno Unito (22 punti), Francia (21 punti) e Spagna (17 punti). Si registra tuttavia un aumento del numero dei laureati del nuovo ordna (Triennale-magistrale-ciclo unico dal dal 2010 al 2015 con un aumento da 269.123 a 296.669 unità, aumento imputabile soprattutto alle  triennali mentre le lauree magistrali e a ciclo unico sono rimaste pressohè costanti. ( 211.125-216.630)

In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50112 a 54963) in Veneto da 20303 a 22 339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n dei laureati è diminuito.”

 

  1. Abbandoni al 2103: 13,9 %

 

Disoccupazione a un anno lauree triennali: 34%

Magistrali 30%

Ciclo unico:  51%

  1. Aumento tasso disoccupati post-laurea (a un anno)

 

  2011 2014
Italia 7,93 12,65
Area Euro 10,99 11,61
Unione Europea 9,65 10,22
USA 8,35 6,16

 

laurea Disoccupati a 1 anno A 5 anni
triennale 34% nd
Magistrale

biennale

30% 14%
Mag. ciclo unico 51%* 13%

*Non tiene conto di percorsi formativi retribuiti

“Considerata la condizione occupazionale di laureati triennali, laureati magistrali biennali e laureati magistrali a ciclo unico si registra una ridotta variabilità del tasso di occupazione ad un anno dal titolo. Nello specifico, per i laureati triennali (che per il 54% proseguono gli studi con la laurea magistrale) si registra un tasso di occupazione pari al 66%, che sale a 70% per i laureati magistrali biennali e si attesta al 49% per i laureati magistrali a ciclo unico (ovvero i laureati in architettura, farmacia, giurisprudenza, medicina, veterinaria). Per questi ultimi i dati sono parzialmente alterati dalla partecipazione ad una formazione non retribuita e propedeutica all’avvio delle carriere lavorative professionali (ad esempio, praticantati, specializzazioni, tirocini). Tuttavia, se si considerano nel calcolo degli occupati anche coloro che sono impegnati in attività formative retribuite (definizione di “occupato” data dall’Istat nell’indagine sulle Forze di Lavoro), allora si ottiene un netto miglioramento delle performance occupazionali dei laureati a ciclo unico.”

 

“ I laureati  italiani presentano un tasso di occupazione di 16 punti percentuali in più rispetto ai connazionali in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore (57 contro 41%; Eurostat, 2015). Segnali positivi ci sono anche sul fronte del guadagno, che premia sempre i 25-34enni con  titoli di studio superiori (OECD, 2014): nel 2010 il premio retributivo di una laurea rispetto ad un diploma di scuola secondaria era pari a 25%. Si tratta tuttavia di un dato contenuto rispetto a quello rilevato per Francia, Germania e Regno Unito (rispettivamente +45% +49% e +53%) e spiegabile con il fatto che la realtà lavorativa italiana è caratterizzata da tempi più lunghi di inserimento e di valorizzazione professionale

  1. Efficacia laurea primo livello: diminuzione di 13 punti dal 2006

 

  1. Rapporto Investimento UR/PIL

Media OCSE  1,6

Italia : 0,9

In rapporto al prodotto interno lordo (PIL), la spesa in istruzione terziaria  è in Italia lo 0,9%; 0,60 punti percentuali al di sotto della media dei paesi OCSE e inferiore a quella di tutti i principali paesi. Lo scarto in termini percentuali è del 40%, maggiore dello scarto stimato per la spesa per studente. Tra il 2008 e il 2012 l’incidenza sul prodotto si è ulteriormente ridotta in misura superiore alla media dei paesi OCS

7.Spese del sistema universitario italiano

“Le uscite tratte dai bilanci riclassificati sono state aggregate nelle seguenti macrovoci: P. Spese per il personale(amministrativo e docente), F: Spese per il funzionamento, S Interventi a favore degli studenti(borse di studio e altri interventi), On Oneri finanziari e tributari, AS Altre spese correnti, ABD Spese per l’acquisizione e la valorizzazione di beni durevoli, EM Estinzione mutui e prestitie T Trasferimenti.”

 

  P F S On AS ABD EMP T Totale
2010 8449,6 1597,4 1284,0 175,6 207,9 794,4 138,3 223,3 12.073
2104 7420,9 1580,1 1270.9 173,2 131,6 802,8 248,6 297,9 11.916

 

La tabella conferma il fallimento della  riforma Gelmini, come ampiamente previsto e illustrato nel saggio di Giuseppe R.Brera  “Istituzione del Federalismo scientifico e universitario (2010)

 

“Nel 2012 la spesa per studente in Italia è stata di 10.070,68 dollari in termini di parità di potere d’acquisto (PPA), il 33% in meno rispetto alla media dei paesi OCSE, circa il 35% in meno di paesi come Francia, Belgio, quasi il 50% in meno dei paesi del Nord Europa e circa il 60% in meno del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Rispetto alle fonti di finanziamento, in Italia, la quota di spesa a carico del settore pubblico è scesa a livelli inferiori alla media dei paesi OCSE. Muovendo da valori superiori all’80% a metà degli anni novanta, la quota coperta dal finanziamento pubblico è progressivamente diminuita al 66,0% del totale nel 2012, contro valori medi del 69,7% per i paesi OCSE e del 78% per i paesi dell’Unione europea. Tale trend decrescente, comune a molti paesi, è stato in Italia particolarmente marcato, determinando, una progressiva divergenza rispetto a paesi dell’Europa continentale come Francia e Germania (figura I.2.1.4). Specularmente, con il 26,5%, la quota della spesa sostenuta direttamente dalle famiglie per gli studi universitari è in Italia la più alta tra i paesi dell’Unione Europea qui analizzati dopo il Portogallo

  1. Diminuzione entrate totali per studente per ripartizione geografica 2008-2014
Entrate
NO -10,2
NE -5,1
C -4,3
Sud e isole +0, 3

 

“ 2014 per effetto congiunto del calo dei finanziamenti, della revisione dei meccanismi di assegnazione e della dinamica degli iscritti, lo scarto dalla media si è ridotto per gli atenei del Mezzogiorno, si è ampliato per il Centro. Gli atenei del Nord, da un ammontare di poco superiore alla media sono scesi a valori al di sotto della media nazionale”

 

L’introduzione del finanziamento perequitativo su gettito fiscale del territorio penalizza ulteriormente il Nord . Le università Lombarde sono a quota zero.  In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50.112 a 54.963) in Veneto da 20.303 a 22 .339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n°dei laureati è diminuito.

 

  1. Diminuzione spese per studente regolare e docente Nord Ovest-Nord Est e Italia 2008-2014 dati in %

             Studenti

  Studente    Docente
NO -16,9 +3,9
NE -6,5 +12,7
CENTRO -7,4 +1,5
SUD -1,2 +2,8
ISOLE +11 +7,4

 

I dati confermano che il sistema non investe sugli studenti, che pur ha visto aumentare le entrate contributive alle Università  da parte degli studenti che non vedono un ritorno. Alla diminuzione di docenti invece corrisponde un aumento delle spese. Si nota la sperequazione Nord/Sud e Isole nelle spese per studente.

 

  1. Riduzione investimenti per diritto allo studio in Italia : 2009-2015: -21 %

 

  2007 2014
NO 84.594.858 71.637.207
NE 80.473.884 103.887.121

 

Sebbene gli studenti abbiano determinato un aumento delle entrate contributive (tasse) alle Università, queste non sono ritornate a loro. Le spese di funzionamento delle Università italiane (1580,1) e le spese di acquisizione dei beni durevoli (802,8) sono superiori al diritto allo studio !

Appare comunque  in materia una differenza netta tra Lombardia e Veneto.

 

  1. Diminuzione ricercatori di ruolo

 

2000       19.692

2015       17.444

 

Il meccanismo istituzionale statale per abilitazione già alla legge di riforma Zecchino del 2000 impedisce l’entrata diretta nelle Università dei ricercatori. Lo stato vive sullo sfruttamento degli assegnisti ,anche per ruoli didattici .La CRUI e il CUN sono stati sempre conniventi. I docenti, dipendenti statali, senza di fatto alcun merito incentivante, condividono una situazione di comodo. a stipendio sicuro anche se non aggiornati o psicopatici. In Medicina ad esempio non c‘è un docente statale formato all’insegnamento della clinica e l’unico dipartimento per la formazione del medico esistente in Italia dal 2005 è dell’Università Ambrosiana-libera Università di Milano.

Nel nostro paese i riceratori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA.

12.Fuga dei talenti 

Nel 2015 sono fuggiti all’estero 27.000 diplomati e 24.000 laureati contro i 3000 del 1990. Come ha messo in luce Benedetto Coccia nella ricerca “Le migrazioni qualificate in Italia”[4] questo è dovuto all’alto tasso di disoccupazione, alla mancata occupazione nei ruoli coerenti.

La drammatica situazione riflette in generale la politica universitaria demenziale su Università e ricerca che risale al Governo Prodi (Legge Prodi-Bassanini 1988) e che ha trovato purtroppo sponda in ministri dell’Università e Ricerca, non adeguati , e da una istituzione inutile, sterile , parassitaria e fuori legge (MIUR).

La situazione universitaria italiana riflette una politica stolta e ignorante a sfavore dei giovani e dello sviluppo, cristallizzata dai governi Monti-Letta- Renzi-Gentiloni,cha fanno della cultura, motore di uno sviluppo che deve nascere prima di tutto dalla qualità delle persone, il fanalino di coda, non la luce principe.

Il fallimento si commenta dai dati ed è il risultato della sommatoria di leggi scellerate, (Prodi-Bassanini Berlinguer ,-1998, Zecchino 2000,  Gelmini  2010)  che hanno avuto un solo scopo: il costituire un sistema parassitario , statalista centrato sulle istituzioni e non sulle istituzioni  a danno degli studenti-condannati a migliaia all’esilio scientifico- e dei ricercatori e dei docenti non parassiti.

E’necessario una legge quadro che cambi radicalmente il sistema centrandolo sul merito e la responsabilità della persona, non dell’istituzione e dia potere agli studenti costituendo un vero diritto allo studio, come appare dal disegno di legge del prof.Brera.

[1] Giuseppe R. Brera  Il Federalismo universitario e scientifico. Ed. Università Ambrosiana 2010

[2] Dati tratti da ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016

[3] Giuseppe R.Brera  Analisi dei dati ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016.-2017

[3] Benedetto Coccia  Le istituzioni qualificate in Italia, Ed Istituto di studi politici S.Pio V ,2016

 

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IL PROF . GIUSEPPE R.BRERA CANDIDATO AL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE UNIVERSITA’ E RICERCA DA UNA LOBBY INTERNAZIONALE DI SCIENZIATI

IL FALLIMENTO DEL del Sistema Universitario e scientifico italiano costituito dalle leggi Prodi-Bassanini-Berlinguer, Zecchino, Gelmini,Mussi è impietosamente documentato  dai dati del sistema universitario 2010-2016. La legge Gelmini, come previsto per filosofia e effetti centralizzanti ha fallito. Il prossimo governo sarà  importantissimo per il futuro dell’Italia a partire dal necessario cambiamento del sistema istruzione,università,ricerca, ganglio vitale dello sviluppo che sembra interessare poco ai vincitori. Renzi,  Gentiloni e prima Monti e Letta, Gelmini, sulla scia di Prodi, non hanno avuto a cuore i giovani e lo sviluppo del paese  .Il  Centro-Sinistra  e un Centro-destra pseudo-liberale , infatti  per l’Università e la Ricerca, ganglio vitale del paese, come appare dai dati impietosi, non hanno saputo cambiare. Sono stati preferiti i bonus elettorali al suo sviluppo dalla parte degli studenti, ricercatori e di docenti, oggi stimolati solo alla mediocrità , con il mantenimento dello status quo., anche se malgrado questo nel paese vi sono eccellenze, dovute a singoli.  Gli studenti, per ragioni di cassa degli atenei, sono  caricati come asini da curriculum spesso inutili o esauribili in un anno come “Scienze tecniche equine” (Parma) o “Distillazione della grappa” ( Trieste). Gli studenti universitari italiani oggi sono condannati per il 35-40% all’abbandono degli studi, o all’inattività, e in decine di migliaia all’esilio scientifico-professionale (51.000 nel 2016) e della fuga di grandi talenti (il 40% degli astrofisici francesi è italiano). Il MIUR del Centro Sinistra garantisce alti tassi di disoccupazione post-laurea ( a un anno il 51% dei laureati a ciclo unico sono disoccupati),  bassi tassi di laureati ( la metà di Francia e Inghilterra)e con un investimento alla metà degli stessi paesi e per il 60% inferiore a del Nord Europa. Per la ricerca l’Italia  è al penultimo posto in Europa per tasso di ricercatori e dal 2011 al 2015 il numero dei ricercatori, sottopagati e sfruttati per la maggior parte, è diminuito. Nel nostro paese i ricercatori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA.

Questa situazione è frutto di leggi burocratiche, stataliste,anti-costituzionali e dilettanti   come le Prodi-Berlinguer (1998) Zecchino(2000), Mussi, Gelmini (2010) , non dalla parte dei giovani. Il caso Gelmini (Centro-destra), che ha inventato la “qualità di Stato” e realizzato dall’ANVUR del Mussi,  è stato  esempio di  un accentramento ulteriore statalista che ha istituito due meccanismi centrali di controllo, (valore legale diplomi accademici inesistente ai sensi del RD 1592-art 172 e “qualità di stato”. Il sistema si basa sul controllo centrale dell’idoneità didattica con concorsi di stato, che poi lasciano spazio a mafiosità nell’attribuzioni dei ruoli a chiamata, su un sistema di ricerca sull’offerta di ruoli, su bandi di ricerca pubblici che hanno tempi di realizzazione almeno annuali. I dottorati di ricerca sono pagati  dallo stato e presi tra i 28-32 anni.  Il problema nasce dal fatto che il docente non è stimolato a dare il meglio, una volta “impiegato statale”. In Italia  anche le specialità mediche sono oggetto di concorso con il fenomeno umiliante  di palestre piene di medici impegnati nelle prove di conoscenza teorica.

Per questi motivi  Il prof. Giuseppe R. Brera, lo scienziato che, alla guida  della Scuola Medica di Milano  ha teorizzato e insegnato  la Medicina centrata sulla persona, malgrado gli ostacoli del MIUR,      cambiando il paradigma della scienza medica, della medicina e della formazione del medico , teorizzando un nuovo concetto di salute,già presentato su invito nel 2011 alla WHO,  è stato candidato da una lobby internazionale  alla guida del ministero dell’Istruzione-Università e Ricerca presso la Presidenza della Repubblica, per la realizzazione di un  disegno di legge-quadro sull’Università e Ricerca,  per la realizzazione di un cambiamento radicale del Sistema Università e Ricerca e per il rinnovamento dell’Istruzione.  Il disegno di legge progettato dal prof. Brera, liberalizzerebbe il sistema dando agli studenti e ai docenti un potere contrattuale, centrato sul merito personale e non istituzionale come ora, con la piena realizzazione del diritto allo studio, con una piena autonomia accademico. Gli studenti all’interno delle Università avrebbero inoltre un potere di controllo della qualità accademica come nel Medio Evo, grazie alla re-istituzione della “Universitas”.   Il sistema universitario e scientifico sarebbe gestito dalle stesse Università, autonome a livello amministrativo, riunite in Fondazioni regionali indipendenti dalle stesse Regioni, che assicurerebbero il diritto allo studio. Lo stato, a partire dal secondo anno risparmierebbe ca 13 miliardi senza contare i benefici industriali dall’aumento dei brevetti.  L’apertura del sistema garantirebbe il merito e la responsabilità personale facendolo decollare e gli studenti che diventerebbero arbitri dello stesso valutando costi delle rette, qualità dell’insegnamento e mercato del lavoro offerto dai laureati provenienti dagli atenei- con inizio di una sana competizione – con una grande autonomia economica dalle loro famiglie che risparmierebbero 6.000 euro all’anno. Il disegno del prof. Giuseppe R.Brera, prevede l’abolizione del non costituzionale esame di accesso alle Università, ritornando per medicina, lettere antiche e giurisprudenza, alla legge del filosofo Giovanni Gentile- fondatore del liceo classico e scientifico -che prescriveva gli studi classici come condizione di ammissione e che sarebbe estesa solo per medicina al liceo scientifico, con un anno di volontariato sanitario e una tesina di diploma sulla materia, nell’ultimo anno di liceo, per gli aspiranti medici. Il governo del prof.Brera prevede la formazione dei docenti e dei medici alla Medicina centrata sulla persona, con un risparmio di sofferenze e di  spese sanitarie, a regime, di ca 50 miliardi. La nuova Università del prof.Brera, decano dei Rettori italiani , definita da lui “Person centered University ” , darebbe all’Italia il sistema Università Ricerca più avanzato del mondo, libero sul piano accademico, a  cui parteciperebbero imprese da sole o consorziate , con l’erogazione di master e dottorati di ricerca.

Al  governo dell’istruzione, il prof.Giuseppe R.Brera, presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza (SIAd) uno dei maggiori esperti del mondo sull’adolescenza che recentemente  ha presentato un esposto contro la Bonino , il Della Vedova e il Tabacci, il presidente dei radicali e altri per la distribuzione gratuita di un Kg di MJ , a un comizio di Europa +,  con delle nuove idee, in un mese, farebbe cessare la diffusione dell’epidemia del consumo di droga tra gli studenti e il bullismo scolastico, cambiando radicalmente l’atmosfera culturale della scuola, come ha già realizzato parzialmente nel 2013 con “Youth science Italy”.

La candidatura del prof.Brera al Centro-destra è tuttavia” sub-condicione”, vincolata all’impegno da parte del Governo Italiano al riconoscimento di due convenzioni internazionali, la “ Universal Declaration of Youth Rights and Duties”,presentata dalla SIAd nel 1993, e “La Charte Mondiale de la Santè-the World Health Charter” presentata a Milano il 13 Ottobre 2017,presso l’Ospedale di Niguarda nel Congresso Internazionale: “Medical Science and Health Paradigm Change” .introducente il diritto universale alla salute e alla vita in ogni fase di sviluppo e di malattia. La candidatura del prof.Brera al  Governo è appoggiata da scienziati e organismi internazionali e darebbe all’Italia il sistema Università-ricerca più avanzato del mondo.

PER SAPERNE DI PIÙ

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UNIVERSITA E MIUR

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Corso di laurea in Scienze e Tecniche equine

(Università di Parma)

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